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SIMPATIA
PER IL DIAVOLO: I ROLLING STONES
"A noi tutti serve qualcuno di cui nutrirsi,
E se lo vuoi puoi nutrirti di me.
Prenditi il mio braccio, prenditi la gamba
Ma, bambina, non prenderti la mia testa...
Tutti noi abbiamo bisogno di qualcuno da dissanguare
E, se vuoi, puoi dissanguare me..."
"Let It Bleed", ROLLING STONES
A partire da Satisfaction, con quel minaccioso giro di chitarra
distorta che diverrà immortale. fino a Paint it Black
(1966), un inno di morte e disperazione caratterizzato dal
sitar di Brian Jones, e oltre, tutti gli album dei Rolling
Stones includono canzoni associate a temi sinistri. Il flirt
di Mick Jagger e dei suoi sguaiati compagni con la Morte
e con il Diavolo ha, dunque, radici antiche, che risalgono ai primi
giorni di vita del gruppo. Fin dall'inizio, infatti, gli Stones
vennero considerati, dai media, come l'esempio più brillante
di rock star che avessero stretto un patto con Sua Maestà
Lucifero in persona, al fine di ottenerne tutti i vantaggi e l'eterna
dannazione.
Quando decisero di sfondare negli Stati Uniti, proponendosi come
la "parte oscura" della luminosa visione pop espressa
dai loro colleghi di Liverpool, il loro manager, Andrew Log Oldham,
si adoperò per adottare i necessari provvedimenti. Il tastierista
Ian Stewart, il "quinto" Rolling Stone, venne allon-tanato
per questioni di età (era troppo vecchio per suscitare gli
interessi di Satana), e gli altri componenti del gruppo si impegnarono
sempre più nel coltivare l'immagine di ragazzi cattivi, violenti
e pericolosi. Quando gli Stones iniziarono a scrivere il primo materiale
di loro produzione, non ebbero alcun timore nell'evocare situazioni
e punti di vista che al pubblico di quell'epoca non potevano che
apparire quantomeno brutali e sconvolgenti. Canzoni come Time
Is On My Side, Heart of Stone, (I Can't Get No) Satisfaction,
Get Off My Cloud, 19th Nervous Breakdown, Mother's
Little Helper, Have You Seen Your Mother, Baby, Standing
in the Shadow? erano colme di amarezza, senso di sopraffazione,
disperazione e sconfitta, ribellione esistenziale. Gli Stones erano
quello che cantavano, e diedero vita a un comportamento pubblico,
fatto di scandali e trasgressione, che non lasciava spazio al dubbio.
Rubber Soul dei Beatles, con pezzi come Norwegian Wood,
Think for Yourself e Girl poteva essere appropriato
per ogni occasione sociale. Ma il suo parallelo, Aftermath, degli
Stones, non lo era affatto. Era piuttosto un album da ascoltare
da soli, a tarda notte, nella propria stanza, perché scatenava
sensazioni e sentimenti verso i quali provare paura, o vergogna.
E questo è ciò che lo rese grande.
Their Satanic Majesties Request, del 1967, con un
titolo che suona come una dichiarazione, porta alla luce quella
malignità che, in precedenza, era stata solo accennata. Fu
l'album che rafforzò l'immagine pubblica negativa del gruppo,
la consacrazione del titolo di "messaggeri del demonio"
a cui gli Stones meritatamente aspiravano. Questo "affare"
con Satana, tra l'altro, sembrava offrire ai media una spiegazione
bizzarra, ma più o meno plausibile, di quella che era stata,
fino ad allora, la carriera del gruppo: gli inizi oscuri e travagliati,
in cui predominarono amarezza e disprezzo, e poi l'improvvisa, inarrestabile
ascesa. Nel disco successivo, Beggar's Banquet, apparve la
mitica e insinuante Sympathy for the Devil, il drammatico
monologo di un personaggio che altri non è se non Lucifero,
l'angelo caduto, il quale racconta all'umanità dei suoi trionfi,
e sollecita, al tempo stesso, le anime alla dannazio-ne eterna,
con un misto di charme e di minacce. Una sorta di canto di vittoria
per le forze del Male... È in questo periodo che Jagger inizia
a mostrare un grande interesse verso gli argomenti occulti.
Più avanti gli Stones continuarono a perseguire questa vena
profondamente "maledetta", che venne alimentata da un
fatto tragico come la morte di Brian Jones, avvenuta il 3
luglio 1969, all'età di ventisette anni. Come Jagger,
anche Jones era irresistibilmente attratto dalla gloria e nutriva
un grande amore per il blues americano. L'influenza di Jones diventò,
in breve tempo, sempre più irrilevante: Brian possedeva una
sensibilità da esteta che mal si conciliava con l'immagine
rozza e brutale del resto della band. I suoi sempre più urgenti
problemi di droga e di relazione resero la sua posizione sempre
più precaria e, a un anno dalla realizzazione di Beggar's
Banquet, lasciò il gruppo (o venne cacciato, secondo altre
versioni). Un mese più tardi venne ritrovato morto, annegato
nella sua piscina. L'autopsia rivelò che il suo sangue conteneva
alcol e barbiturici in quantità molto forti, e il coroner
stabilì che la morte era stata "accidentale". Due
giorni dopo, durante il concerto degli Stones a Hyde Park
(dove debuttò il nuovo rimpiazzo, Mick Taylor), Jagger
celebrò la scomparsa di Jones leggendo brani di Shelley e
liberando migliaia di farfalle. Questa immagine romantica durò
ben poco: cinque mesi più tardi, infatti, venne cancellata
dall'incubo di Altamont.
Per gli Stones l'America aveva sempre rappresentato un paese esotico
e violento, fantasticato con le immagini potenti del rhythm'n'blues.
Ma la loro nuova trasferta nella patria sognata si rivelò
letale. Era il secondo tour statunitense del gruppo, a tre anni
di distanza dalla loro acclamata esibizione di Woodstock.
La stampa musicale iniziò a rimproverare gli Stones per l'inadeguato
trattamento economico che i musicisti di supporto (B.B. King
e Ike & Tina Turner) stavano ricevendo, e per il
costo troppo alto dei biglietti dei loro concerti. Agli occhi dei
giornalisti americani l'unica possibilità, per gli Stones,
di fare ammenda era quella di concedere un concerto gratuito. L'intera
idea, naturalmente, era un grosso errore, ma il gruppo, temendo
di perdere la credibilità e la popolarità guadagnate
presso la generazione di Woodstock, accettò. Il progetto
diventò, in breve tempo, grazie agli sforzi del promoter
Bill Graham, un vero e proprio festival, al quale presero parte,
oltre agli Stones, gruppi come i Santana, i Jefferson
Airplane, i Flying Burrito Brothers e Crosby, Stills,
Nash and Young. Il luogo prescelto fu l'autodromo di Altamont,
in California, che divenne nel giro di poche ore un incubo di disorganizzazione,
come d'altronde era stato anche Woodstock.
Questa volta, però, pace, amore e comprensione mancarono
del tutto per lasciare spazio a morte e violenza. Il servizio d'ordine
venne assegnato agli Hell's Angels californiani, che in altre occasioni
avevano già dato prova di affidabilità. Ma Altamont
sembrò per i biker l'occasione buona per mostrare
a Jagger e compagni che il male non poteva essere semplicemente
una posa e il frutto dell'atteggiamento di una rock star annoiata.
Dopotutto gli Angeli erano, in qualche modo, l'incarnazione più
sincera di certe pulsioni violente. Lo erano stati da sempre e probabilmente
decisero che era l'occasione buona per impartire una seria lezione
di terrore agli Stones e al loro pubblico.
Gli Hell's Angels trascorsero l'intera giornata molestando gli spettatori,
picchiando a loro piacimento persino alcuni musicisti dei gruppi
ospiti. Per la maggior parte del tempo il loro comportamento, aggressivo
e intimidatorio (e alimentato, tra l'altro, da centinaia di casse
di birra offerte gratuitamente). sembrò funzionare a meraviglia:
la gente era terrorizzata e non scoppiò alcun incidente né
ci fu alcuna rissa da sedare. I Santana furono il primo gruppo
a salire sul palco. Poco prima che iniziassero la seconda canzone,
un anello di Hell's Angels aveva circondato il palco. Armati di
stecche da piscina segate a metà, gli Angeli sferravano colpi
qua e là. Come primo bersaglio scelsero un ragazzo che stava
cercando di farsi largo tra le loro file, e subito dopo, un fotografo
che stava tentando di fotografare la scena e supplicava il ragazzo
di girarsi verso l'obiettivo. A metà della terza canzone
dei Santana, alcuni niotociclisti salirono addirittura sul palco,
interrompendo la band, per attraversarlo e andare a picchiare
qualcuno che stava dall'altra parte. Bill Laudner, uno dei componenti
dello staff dei Jefferson Airplane, guardò stupito uno degli
Angeli, di fronte al palco, inghiottire una manciata di orange sunshine
(una particolare qualità di acidi), seguita a ruota da alcune
"rosse" (barbiturici) e da un generoso sorso di birra.
Laudner, pur con tutta l'esperienza che aveva ormai accumulato,
non aveva mai visto qualcuno inghiottire tante pillole in una volta
sola. Sapeva che gli Hell's Angels significavano guai. Con gli occhi
sbarrati li seguì con lo sguardo mentre si tuffavano tra
la folla, sventolando freneticamente i loro bastoni. Quando i
Jefferson Airplane salirono sul palco, ormai sovraffollato,
la tensione era alle stelle. Mentre cantava Other Side of This
Life. Marty Balin diede un'occhiata all'area sotto il
palco. Non poté credere ai suoi occhi: uno degli spettatori
era finito a terra e gli Angeli continuavano a picchiarlo con accanimento,
mentre la folla intorno si era divisa per far loro spazio. Nessuno
sembrava avere la minima intenzione di fermare il massacro. Il cantante
scese allora dal palco, mentre Grace Slick ripeteva nervosamente,
ma con poca convinzione "Calmi... Calmi... Calmi..."
Balm iniziò a urlare, mentre i biker continuavano a pestare
il povero hippie. Indicando con il dito uno degli aggressori,
gli gridò "Vaffanculo" e poi cercò di colpirlo
con un pugno. In pochi secondi gli altri Hell's Angels gli furono
addosso, picchiandolo fino a renderlo incosciente. Uno del suo staff
chiamò un paio di tecnici del palco, che trasportarono Balm
su uno degli autocarri parcheggiati sul retro dello stage. Dopo
aver ripreso conoscenza, Balm tornò sul palco per concludere
lo spettacolo. Alla fine un suo compagno di gruppo, Jorma Kaukonen,
gli disse: "Sei stato un pazzo a saltare lì sotto".
Per tutta risposta, Balin lo accusò furiosamente. "Dove
cazzo eri con tutti i tuoi coltelli e le tue pistole?" disse
al chitarrista, l'unico dei Jefferson Airplane capace di fornire
il necessario campionario di violenza al bisogno...
La tragedia, comunque, esplose qualche ora più tardi, nel
momento in cui Mick Jagger e gli altri presero possesso del palco,
come padroni di casa. Fu allora che gli Angeli iniziarono a malmenare
un giovane fan di colore, Meredith Hunter, colpevole, a loro
giudizio, di comportarsi in modo troppo turbolento. Proprio mentre
gli Stones iniziavano a suonare i primi accordi di Under My Thumb,
Hunter, stanco delle attenzioni piuttosto rudi degli Hell's Angels,
si infuriò sempre più ed estrasse una pistola. In
pochi minuti era disteso a terra, disarmato e vittima di numerose
ferite di coltello alla schiena. Per parecchi minuti gli Angeli
non permisero a nessun soccorritore di avvicinarsi ma, alla fine,
si riuscì a trasportare il giovane sotto la tenda medica,
dove però non c'erano le strutture d'emergenza, niente attrezzature
né elicottero per portarlo in ospedale. Il ragazzo morì
poco dopo. La morte di Meredith Hunter per mano dell'Hell's Angel
Alan David Passaro rimane a tutt'oggi probabilmente l'esempio più
terribile di ogni morte nel rock. Quel giorno morirono altre tre
persone (due uccise nel loro sacco a pelo da un automobilista pirata,
una terza annegata in un canale dopo un brutto "viaggio"),
ma fu l'omicidio di Hunter, catturato su pellicola dai fratelli
Maysles nel documentario Gimme Shelter, a conquistare
la maggiore risonanza. Altamont era nato male, e gli Angels furono
soltanto il catalizzatore di una tensione che era nell'aria: alla
fine sembrò che i primi colpevoli fossero stati gli stessi
organizzatori dell'evento. Dopo Charles Manson, sembrò
che le funeste e agghiaccianti visioni raccolte in tante canzoni
fossero diventate pericolosamente reali. Dopo l'episodio di Altamont
gli Stones eliminarono, per parecchi anni, Sympathy for the Devil
dalla lista dei brani da eseguire in concerto.
Se un patto con Satana era stato davvero stretto, con Altamont gli
Stones sembrarono costretti, loro malgrado, a saldare parte del
debito. Negli anni successivi, quasi nel tentativo di scacciare
un'immagine negativa che li aveva quasi travolti e distrutti, Jagger
e soci costruirono un'immagine in qualche modo più soffice,
incarnata nell'affermazione "è solo rock'n'roll ma ci
piace".
Una cosa è certa: il divorzio da Satana provocò non
pochi danni anche alla qualità della loro musica, se è
vero che, della produzione più recente, soltanto pochi episodi
come Some Girls (1978) o Start Me Up (1981) brillano
ancora della vecchia verve...
©
Stefano Marzorati 2004
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