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una recensione apparsa sul magazine Salon (in inglese)

New york 11 settembre e l'Uomo Ragno pianse, articolo di Dario Olivero apparso su Repubblica

la vecchia sceneggiatura del film, scritta, tra gli altri, da James Cameron (in inglese)

 
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SPIDER-MAN (id.) Regia di Sam Raimi, con Tobey Maguire, Kirsten Dunst, Willem Dafoe, Larry Franco; Sceneggiatura: David Koepp; montaggio: Arthur Coburn e Bob Murawski; Musica: Danny Elfman; produzione: Stati Uniti; Anno: 2002; commento: ***

La lunga attesa degli appassionati aracnofili è terminata: Spider-Man è arrivato sugli schermi cinematografici di tutto il mondo! Diretta da Sam Raimi, la pellicola è già entrata a far parte della storia del cinema, soprattutto grazie ai suoi incassi stratosferici che hanno oscurato – storicamente – quelli di Titanic e – attualmente – quelli di Star Wars: Episodio II. Dal punto di vista di un affezionato seguace dell’arrampicamuri il perché di questo successo appare lampante: il film rende onore all’icona più popolare mai sfornata dalla Marvel Comics, riuscendo a cancellare il triste ricordo degli imbarazzanti “spider-movies” degli anni ’70. In due ore di spettacolo vengono concentrati, sintetizzati e spremuti circa dieci anni di continuità ragnesca: il succo che ne scaturisce si gusta come un piacevole cocktail fresco in un pomeriggio d’estate. Al di là di qualche piccola licenza, il personaggio che vediamo muoversi sullo schermo è proprio quello che conosciamo, da uasi quarant’anni, attraverso le pagine dei fumetti. La fedeltà di alcune sequenze è davvero sorprendente; l’abilità con cui lo sceneggiatore David Koepp (Panic Room di Fincher, tra i suoi lavori più recenti) riesce a insinuarsi tra le ragnatele della Storia di Spider-Man è decisamente ammirevole. Proprio in questa caratteristica risiede, però, per un “aficionado”, il punto debole della fruizone del film: a chi conosce a menadito le prime avventure di “Spidey”, la pellicola non riserva alcuna sorpresa…
Lo spettacolo è comunque garantito; il ritmo c’è, soprattutto nella prima parte. La scoperta dei poteri ragneschi è decisamente il momento più brillante del film.
Altalenante la qualità degli effetti speciali: si va da sequenze meravigliose ad altre quasi imbarazzanti (soprattutto contando l’intero anno passato in post-produzione…).
Recitazione mediamente buona, con cadute nel puro “soap-operismo”, ma con un grosso problema da risolvere: le maschere! Sulla carta dei comics un dialogo in primo piano, a volto coperto, tra eroe e villain di turno è accettabilissimo; non funziona proprio, però, trasposto in celluloide.
Per quanto riguarda la regia, la mano di Raimi, già normalmente fumettistica (Darkman su tutti), si trova perfettamente a suo agio in questo “comic-book movie”, confermando la scelta felice della produzione.
In definitiva, Spider-Man risulta un prodotto ben confezionato, un film che riesce a intrattenere e divertire i “marvel-zombies” e a far conoscere il personaggio ai teen-ager di ogni età.

© Luca Del Savio 2002 - per gentile concessione dell'autore

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