TRA IL GIALLO POLIZIESCO E IL NOIR ITALIANO:
LE AVVENTURE DEL COMMISSARIO SPADA/PRIMA
PARTE di
Stefano Gorla
"Va' a ciapà i ratt, gandula!" urla sparando
verso la polizia un rapinatore in fuga. Siamo a Milano, e
non solo il dialetto tradisce il luogo dell'azione. C'è
una fitta nebbia, resa con assoluta maestria grafica. Siamo
a Milano e va di scena una nuova avventura del Commissario
Spada, fra i più interessanti personaggi d'avventura
nati negli anni Settanta da quella fucina di personaggi che
è stato Il Giornalino, settimanale per ragazzi
delle Edizioni San Paolo. La storia, Il mondo di
Sgrinfia, è targata 1974. Un episodio magistrale
della saga del Commissario Spada. Un episodio che chiude la
prima fase di questo misconosciuto personaggio del fumetto
italiano, nato nel 1970: trent'anni fa.
Sulle
ali dell'avventura
Il
Giornalino nasce nel 1924 e negli anni s'impone con la sua
formula, quella dell'educare divertendo, contando anche su
ottime collaborazioni di fumettisti e sceneggiatori. Nel 1968
la sua redazione si trasferisce
da Roma a Milano e lo sforzo produttivo, sia per la parte
redazionale sia per i fumetti, aumenta. Fra l'altro, con la
chiusura de il Vittorioso si incrementano le fila dei
collaboratori (e che collaboratori!): da Giovannini
a Landolfi, da Boscarato a De Luca, da
Caprioli a D'Antonio. Nascono nuovi personaggi
e la svolta verso l'avventura si fa palese. Il 1970 è
un anno d'oro. Sulle pagine de il Giornalino appaiono tre
personaggi che determinano una forte accentuazione verso l'avventura.
Tre personaggi che segnano il percorso della rivista e, lasciano,
almeno in parte, un segno indelebile nel mondo del fumetto
italiano. I tre personaggi sono: Larry Yuma, il commissario
Spada, Dev Bardai. Larry Yuma, è
l'eroe misterioso e generoso che molto deve all'immaginario
cinematografico western. Ai testi un robusto Claudio Nizzi
pre-Tex e alle matite Carlo Boscarato. Dev Bardai
di Renata Gelardini e di Otello Scarpelli,
si muove sullo sfondo dell'avventura esotica. Un nobile e
ricchissimo rajà accompagnato da un bizzarro socio,
il cobra Ghis, Dev Bardai è di fatto un agente segreto
che spesso collabora con l'ONU per sventare i piani di organizzazioni
criminali. Western, avventura esotica e poliziesco con schizzi
di noir per il Commissario Spada, forse il personaggio più
innovativo, sicuramente il più interessante della triade.
Una serie articolata, quella del Commissario Spada, che snoda
le sue avventure in un crescendo rossiniano di 658 tavole
diluite in dodici anni. Ma chi è il commissario Spada?
Eugenio Spada è commissario della Criminalpol alla
squadra mobile di Milano. Vedovo, vive con il figlio adolescente,
Mario. Il rapporto padre-figlio farà spesso
da sfondo alle vicende del commissario, tutto preso dal lavoro
e con un grande dramma alle spalle: la moglie morta in circostanze
misteriose, poco dopo la nascita del figlio. Attorno a lui
un microcosmo legato sostanzialmente al lavoro, dal brigadiere
Pensotti al commissario capo Allegri, dal collega
Corsini alla governante Teresa, al ladro "vecchia
scuola" Sgrinfia.
Storie tese per i pennelli di De Luca
Il
Commissario Spada appare sul numero 16 del 1970 de Il
Giornalino . Ha subito l'onore di una splendida copertina: sullo
sfondo di una cupa Milano, un criminale guida una Giulia. Il
volto del bandito è quasi trasfigurato in un teschio.
Sul tetto dell'auto, pistola alla mano, in furibonda lotta con
il conducente, il nostro commissario. Ai pennelli uno splendido
Gianni De Luca, ai testi Gian Luigi Gonano (che utilizza
anche gli pseudonimi di Giobbe o Joshua). L'idea del personaggio
nasce nella redazione de il Giornalino. Si pensa di affidare
a un giornalista il compito di creare un personaggio immerso
nella situazione italiana, un poliziotto italiano. Un'operazione
complessa che Gonano e De Luca affrontano con impegno. Lo scavo
psicologico dei personaggi, le tematiche trattate, le precise
e realistiche ambientazioni risultano essere carte vincenti,
la serie decolla e migliora storia dopo storia.
La narrazione non disdegna di gettare uno sguardo sulla realtà
italiana di quegli anni e si preoccupa di mediare tutto per
il target adolescenziale del settimanale (forse per questo è
così insistito il rapporto padre-figlio)...
La
narrazione non disdegna di gettare uno sguardo sulla realtà
italiana di quegli anni e si preoccupa di mediare tutto per
il target adolescenziale del settimanale (forse per questo è
così insistito il rapporto padre-figlio). Resta comunque
atipica questa serie poliziesca con tematiche ampiamente fuori
target che mostravano senza reticente aspetti interessanti della
realtà: furti internazionali, droga, comunità hippy e
comuni fino alle tematiche dure del terrorismo e della resistenza.
I dialoghi di Gonano sono efficaci, seppur con qualche incursione
nel didascalico, probabilmente richiesta dalla redazione. De
Luca si cala bene nel personaggio. Anzi, per lui, sarà
l'unico personaggio fisso della sua ampia produzione.
Il maestro
Gianni
De Luca è stato tra i più grandi talenti della
scena fumettistica mondiale. Un grande talento poco conosciuto
e altrettanto poco riconosciuto. Gianni Brunoro, tra
i suoi biografi più attenti e forse quello che ha saputo
meglio cogliere lo spirito dell¿opera di De Luca, non
si preoccupa di parlarne in questi termini: "non esiste
uno stile di disegno che sia quanto il suo morbido, fluente,
di immediata gradevolezza visiva. Caratterizzato da una levità
di segno leonardesca, da una dolcezza espressiva raffaellita,
da una capacità figurativa giorgionescaþ" . Fortemente
innovativo, quasi sempre anticipatore ha aperto la strada a
nuovi modelli espressivi, in una ricerca costante di nuove strade
per aumentare la capacità espressiva del verbo-iconico,
del benamato fumetto. Nel percorso di crescita artistica di
De Luca, l'esperienza del Commissario Spada, ha una grande rilevanza.
Questa serie ha dato la possibilità a De Luca di saggiare
le proprie intuizioni, di sperimentare tecniche espressive che
arriveranno a completezza nella famosa trilogia shakespeariana.
La
resa del movimento che comporta la dissoluzione della vignetta
in una dilatazione spaziale e temporale, la ricerca grafica
che trascende i limiti rigidi della delimitazione dello spazio,
la capacità di far assumere alle tavole un potere comunicativo
nuovo, ricco e articolato sono i campi dell'impegno di De Luca
La
resa del movimento che comporta la dissoluzione della vignetta
in una dilatazione spaziale e temporale, la ricerca grafica
che trascende i limiti rigidi della delimitazione dello spazio,
la capacità di far assumere alle tavole un potere comunicativo
nuovo, ricco e articolato sono i campi dell'impegno di De Luca.
E' la ricerca di una perfezione formale e sostanziale, di nuove
formule espressive per aumentare la capacità comunicativa
del medium fumetto. In questo percorso, composto di tappe successive,
il Commissario Spada ha costituito un momento cruciale. La saga
del Commissario Spada, infatti, si divide in due ideali tronconi,
1970-1975 e 1979-1982, al centro dei quali troviamo
la superlativa trilogia shakespeariana.
Tra giallo e avventura
Le prime avventure del Commissario Spada si
dipanano seguendo le coniugazioni del giallo poliziesco, dove
si procede per "casi". Se Il ladro di uranio
serve a delineare le coordinate della serie, con la seconda
avventura, L'uomo senza ricordi, la trama si fa più
articolata dove non mancano colpi di scena e dove si segue passo
passo lo sviluppo delle indagini che sapientemente svelano progressivamente
i particolari del caso. Che le avventure di Spada sia segnate
da una sorta di continuity narrativa lo mostrano le vignette
finali di ogni episodio che fungono da anticipazione della nuova
avventura oltre alla cumulazione progressiva di informazioni
che la narrazione permette al lettore. Ma non solo. Già
dal primo episodio fanno capolino personaggi fissi, per quanto
secondari (l'informatore Sgrinfia), e situazioni che
si ripeteranno con costanza. A L'¿uomo senza ricordi
seguono due episodi interlocutori dedicati al figlio di Spada,
Un mezzo successo (una tavola autoconclusiva) e Il
segreto dell'isola, dove si provano il registro umoristico
e quello avventuroso. Sul finire del 1970 giunge un episodio
che costituisce una svolta nelle avventure di Spada. L'episodio,
dal titolo L'incidente, è centrato su di uno spaventoso
incedente che porta il commissario in ospedale con il volto
permanentemente deturpato. Il fatto diventa l'occasione per
approfondire il carattere e la psicologia del commissario, la
sua umanità e le sue paure. Dopo un intervento di chirurgia
plastica il volto di Spada cambierà radicalmente, assumerà
quella spigolosità, quella geometrizzazione, che caratterizzerà
la serie fino alla conclusione. Pare che il cambio di connotati
di Spada, la sua radicale trasformazione fosse dovuta alle insistenze
di un conoscente (o qualcuno della redazione?) cui De Luca si
era ispirato per dare un volto al suo personaggio. Ispirazione
troppo fedele all'originale e quindi imbarazzante. Ma non c'è
solo questo. Il suo continuo lavoro alla ricerca di linguaggi
grafici soddisfacenti, il costante approfondimento espressivo
ha sempre trovato nella fisionomia del volto un campo particolarmente
interessante di ricerca. I volti di De Luca sono sempre il risultato
di un profondo scavo psicologico del personaggio.
Nella
sua personale fisognomica, De Luca, ha saputo ritrarre le infinite
varianti dell'umanità e ha saputo ritrarre sentimenti,
sensazioni, moti dell'animo dei suoi personaggi con una precisione
e una profondità non comuni...
Nella
sua personale fisognomica, De Luca, ha saputo ritrarre le infinite
varianti dell'umanità e ha saputo ritrarre sentimenti,
sensazioni, moti dell'animo dei suoi personaggi con una precisione
e una profondità non comuni. In questo lungo episodio,
diviso in diverse puntate, emergono una serie di elementi caratterizzanti
la serie in termini di tematiche e di linguaggio grafico. Appaiono
le prime vignette allargate, dove la resa del movimento si manifesta
in una sequenza fluida di disegni accostati e sciolti dalla
schiavitù della vignetta . Sono i primi esperimenti di quella
grammatica e sintassi che faranno di De Luca un autore superlativo.
Sempre nel 1971 viene pubblicato l'episodio Un uomo di fegato
dove le caratteristiche più avventurose della serie sono
poste in risalto e dove l'intreccio strettamente poliziesco
funge da sottotrama, con interessanti abboccamenti forniti al
lettore intorno alla sagacia del nostro commissario. Nel 1971,
al 7° salone internazionale dei fumetti tenutosi a Lucca, Gianni
De Luca riceve il premio Yellow Kid come migliore disegnatore
italiano e il commissario Spada viene stigmatizzato come "personaggio
modernissimo per creazione grafica, linguaggio e contenuto".
Mistero, indagine e uno sguardo appassionato sulla realtà
e sulle utopie del tempo sono la base del ben congegnato Il
caso della freccia dove si mostrano i labile confini tra
bene e male, tra errori compiti in buona fede e l'inganno. Una
tappa dove l'impianto valoriale del fumetto èmesso in
evidenza senza risultare stucchevole o didascalico. Comuni,
hippy, ribellismo giovanile e utopia. Una storia di amicizia
e sentimenti perfettamente ambientata. Con il personaggio di
Geromino del 1973 la serie si stabilizza su di
un livello qualitativo elevato. Ormai tutto è rodato, e le vicende
sono narrate con fluidità. Sempre più preponderante
è la figura del figlio Mario a tutti gli effetti coprotagonista
della serie: un elemento forse un po' artefatto ma assolutamente
necessario all'architettura del progetto. Geronimo si mostra
un antagonista coi fiocchi e la sua personale battaglia con
Spada giocata tra astuzie e strategia conquista il lettore.
Verso la maturità
Il
personaggio
di Spada si mostra al lettore sempre più coinvolto emotivamente
nelle vicende. Non solo uomo d'azione, progressivamente si apre
al mondo che lo circonda, in uno sforzo (quasi titanico visto
il carattere) di approccio empatico all'altro. E' in questa
fase che gli autori della serie propongono un episodio della
serie che pone un tassello fondamentale nella conoscenza del
personaggio Spada. Il lettore è ormai conquistato e pronto
a scoprire, con il figlio Mario, il passato tormentato e tragico
del commissario. Il suo matrimonio con Lucia Della Valle e le
intricate vicende tra sette sataniche e mistero che porteranno
alla morte della moglie di Spada. Una morte redentiva, un sacrificio
necessario per un bene maggiore. Anche se al pragmatico Spada,
e al lettore, restano una serie di interrogativi. In questa
vicenda anche il rapporto padre-figlio subisce un'accelerazione
forse dovuta all'inevitabile crescita di Mario. La scrittura
di Gonano si fa sempre più acuta e profonda pur non perdendo
un'invidiabile levità. De Luca, dal canto suo, contrappunta
in modo superlativo la sceneggiatura allargando i concetti lì
espressi attraverso un segno non solo evocativo. La complessità
delle tematiche trattate e l'eccellenza delle soluzioni sia
grafiche sia narrative, portano a compimento molte delle promesse
della serie che in quattro anni è cresciuta in qualità,
in intensità e in gradimento del pubblico. Dicembre
1974. Due occhi sbarrati, un volto tirato e raggrinzito
che avvicinano il volto dell'uomo a quello di una tartaruga:
così appare Sgrinfia sulla copertina de Il Giornalino.
Un comprimario interessante questo Sgrinfia, un ladro vecchio
stile, scassinatore dalle mani abili che s'illumina davanti
ad una cassaforte. Presente come informatore di Spada dalle
prime avventure assume nel tempo sempre più spazio fino
a questa avventura a lui totalmente dedicata. Un'avventura centrale
nella serie del Commissario Spada. E' con Il mondo di Sgrinfia
che la serie viene traghettata verso nuovi lidi. L'evoluzione
del tratto di De Luca e le soluzioni grafiche sperimentate apriranno
De Luca alla famosa trilogia shakespeariana mentre il commissario
Spada si prenderà una pausa di alcuni anni. Con Il mondo di
Sgrinfia si conclude la prima fase della saga del Commissario
Spada e contestualmente si pongono le premesse per la seconda,
e più matura fase, che affronterà dopo una pausa
di quattro anni tematiche come il terrorismo e il definitivo
tramonto di un'epoca. Dal giallo si passa al noir, dalla risoluzione
di un enigma, dalla scoperta di chi ha commesso un delitto si
passa al perché il delitto è stato commesso, tra
ragioni ed errori. L'avventura Il mondo di Sgrinfia si conclude
nel febbraio 1975 e nell'ottobre dello stesso anno, sempre
Il Giornalino, pubblica La tempesta, primo tassello della
trilogia dedicata a Shakespeare: una vera rivoluzione nel
mondo del fumetto.
Mentre
De Luca si tuffa nel passato letterario continuando il suo lavoro
di scavo dell'animo umano e, contestualmente, allargando le
possibilità espressive del fumetto e della raffigurazione
grafica, il mondo e la società, come aveva profetizzato
Sgrinfia nell'ultima vignetta del primo ciclo del Commissario
Spada, subiscono un'accelerata devastante...
Mentre
De Luca si tuffa nel passato letterario continuando il suo lavoro
di scavo dell'animo umano e, contestualmente, allargando le
possibilità espressive del fumetto e della raffigurazione
grafica, il mondo e la società, come aveva profetizzato
Sgrinfia nell'ultima vignetta del primo ciclo del Commissario
Spada, subiscono un'accelerata devastante. L'universo milanese
di Spada è attraversato da nebbie più fitte di
quelle magistralmente rappresentate da De Luca. La serie del
commissario Spada incontra la tematica del terrorismo, dura
e cruda realtà non nascosta ai giovani lettori de il
Giornalino, un atto di coraggio e di fiducia nei ragazzi di
editore e redattori: mostrare la realtà senza troppi
veli e fornire chiavi di interpretazione, un impegno non indifferente.
(...continua)
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2001 Stefano Gorla - per gentile concessione dell'autore
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