|
SCOTT
MORSE E I BAMBINI di Paolo Ferrara
Autore eclettico tanto quanto giovane, appena 29 anni, Scott
Morse suddivide le sue energie tra mondo dellanimazione
e mondo del fumetto.
Allievo di animatori del calibro di Chuck Jones, Scott
comincia una promettente carriera intorno al 1993, lavorando
per la Turner Feature Animation, per la Universal e per Hanna&Barbera,
ricoprendo diversi ruoli, da animatore a direttore artistico,
ruolo che per esempio ricopre per la serie di Mucca e Pollo
(Cow&Chicken) di Cartoon Network, di cui è
anche sceneggiatore.
Il suo talentuoso lavoro del mondo dellanimazione evidentemente
non lo soddisfala pienamente e così, per dare pieno
sfogo a tutte le sue esigenze narrative e artistiche, si è
creato una parallela carriera nel mondo dei comic.
La
prima cosa a catturare dei lavori fumettistici di Scott Morse
è lo stile grafico, sì cartoonesco ma assolutamente
personale, al punto tale che, nonostante grandi capacità
metamorfiche, è sempre assolutamente riconoscibile.
Tecniche diverse, generi diversi, eppure resta difficile non
individuare un lavoro di Scott alla prima occhiata. Che sia
una divertente parodia delle grandi cospirazioni e delle storie
di alieni come in Littlegrayman, o una poetica riflessione
sulla fede come in Presenze, il tratto morbido e felice
di Scott si trasforma e si adatta alle esigenze narrative
senza perdere la propria vivissima personalità.
Personalità che mantiene anche nei lavori che gli sono
stati affidati dalle tre grandi major, DC, Marvel e
Image, che lo hanno voluto per realizzare una storia del Commissario
Gordon, lincorruttibile poliziotto della Gotham
City di Batman, una storia di Elektra, la ninja greca
creata da Frank Miller sulle pagine di Devil, e Sam &
Twitch, serie noir dedicata ai due poliziotti creati
da ToddMcFarlane sulle pagine di Spawn, con risultati intensi
ed impressionanti.
Luso del colore, con scelte cromatiche spesso alquanto
bizzarre, è intenso, ricco. I personaggi aleggiano
su di un colore portante che un ulteriore sfondo al paesaggio
che li circonda, nonostante questi due elementi sianoin realtà
tuttuno. Il colore diventa un segno in più della
sua matita e molti suoi disegni sembrano nati così,
direttamente realizzati con una trama di colori, piuttosto
che inseriti in un secondo momento. Non sono un arricchimento,
non sono una rifinitura, ma un elemento portante.
Il suo livello di stilizzazione dei volti e delle anatomie
e figlio di una ricerca costante fatta dal vero, non dalla
ricerca di un emulazione dei propri predecessori. Illustrazione
pura, calda, penetrante.
Oltre alla splendida mano un altro elemento ricorrente nei
mondi creati da Morse è il ruolo di primo piano posseduto
dai bambini. Spesso protagonisti, come in Soulwind,
attualmente il suo lavoro più corposo, una saga fantasy/fantascientifica
in dieci volumi (raccolti in cinque nelledizione italiana
di Punto Zero conclusa poi da Kappa Edizioni), i bambini prendono
il sopravvento nelle corde narrative. Elementi di fiaba filtrano
in tutte le sue storie, dal tratto alla narrazione: Scott
sa far parlare i suoi bambini, sa parlare e guardare attraverso
i loro occhi.
Cè una poesia tutta particolare nel modo di raccontare
di Morse.
Subito ci si rende conto che il cuore, il motore di Scott
Morse è la narrazione pura, il racconto per il piacere
del racconto, senza inganni.
Un piacere che si riflette sul lettore.
Souldwind è un insieme di diversi percorsi,
strade come storie, elementi di genere che si rincorrono e
intrecciano.
Presenze sono tre raccontiche formano il cuore della storia
protagonista, la storia di una domanda vecchia quanto il mondo.
Littlegreyman è un gioco, un gioco di genere
come Acient Joe è una specie di poesia e di meraviglia.
E a ennesima dimostrazione di quanto sia il narrare a prendere
il sopravvento della produzione di Scott Morse Volcanic
Revolver, una gangster story che è anche una scatola
cinese di storie, presto diventerà un film con attori
in carne e ossa, portando Scott verso una nuova strada. I
lavori di Scott Morse sono apparsi in Italia per Punto Zero
(Presenze, Volcanic Revolver, Soulwind da 1 a 4) e per Kappa
edizioni (Littlegreyman, Soulwind volume 5, Ancient Joe e
alcune storie comiche in una tavola pubblicate in alcuni numeri
sparsi della rivista Mondo Naif e sullantologia
Jet Lag).
Presto dovremmo vedere Elektra e Sam&Twitch
pubblicati da Marvel Italia/Panini Comic.
Aspetteremo con ansia di vedere il film tratto da Volcanic
Revolver e la traduzione del suo ultimo lavoro, The Barefoot
Serpent, dove dà sfogo a unaltra sua passione,
quel Giappone medievale fatto di samurai come il protagonista
del fumetto Lone Wolf & Cub, che tanto ha catturato
limmaginazione degli artisti americani (noi non ne abbiamo
mai visto unedizione italian, ma abbiamo potuto ammirare
la serie televisiva con attori in carne e ossa che ne fu tratta,
Samurai: qualcuno ricorda le avvenure di Hitto Ogami e di
suo figlio Daigoro, che il padre trasporta in una carrozzina
che nasconde svariate armi e che spesso è stato replicato
in orari notturni su rete 4?).
E magari ammireremo il suo lavoro su Cartoon Network (Mucca
e Pollo e Donato Fidato e lo conosceremo un po più
a fondo facendo un giro sul suo sito.
Ma soprattutto ci faremo conquistare dalle mani e dalla prosa
di questo timido ragazzetto che gira con il berretto da baseball
perennemente calato sulla testa.
©
2003 Paolo Ferrara - per gentile concessione dell'autore
|