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SHREK Regia: Andrew Adamson e Vicky Jenson; Sceneggiatura:
Ted Elliot ( da un racconto di William Steig). Produzione
e distribuzione: DreamWorks; anno: 2001; nazione: USA;
durata: 90
Lo
specchio magico presentando Biancaneve dice: "Vive con sette uomini
ma non è una ragazza facile". Il Ciuchino (il mulo coprotagonista)
irrompe in una chiesa a cavallo di un drago e intima: "Ho qui un
drago e non ho paura d'usarlo!". Infine Shrek, lorco
protagonista, non teme di rispondere in modo spiccio alla domanda della
principessa Fiona: "Cosa stai facendo?". "Sto salvando
il mio culo!" risponde lo sventurato.
Questa manciata di battute dà lidea di Shrek, il film danimazione
presentato a Cannes (e dal 15 giugno nelle sale cinematografiche
italiane), che si candida alloscar del politicamente scorretto.
Ma non si tratta solo di battute, ci sono situazioni, citazioni e gag
che assicurano divertimento e strappano sane risate.
Lesilarante film inizia con un fulminante repertorio di schifezze
mai viste in un cartoon; repertorio che, al contempo, fa sbellicare dalle
risate i bambini in sala e inorridire le madri: rutti, peti, dita nel
naso e negli orecchi, docce di fango e il gusto dello sporcarsi rotolandosi
tra terra e acqua.
Shrek, un orco verde e solitario, più per necessità che
per convinzione, si trova imbarcato in un impresa che gli permetterà
di trovare amicizia e amore. Il film rompe tutti gli stereotipi possibili,
archiviando il principe azzurro delle fiabe e il suo bianco destriero,
prontamente sostituito da un mulo logorroico.
Nel film i personaggi del mondo della fiabe sono perseguitati da lord
Farquaad, un vanitoso tappo che aspira a posizioni regali. Si rifugiano
nella palude di Shrek con scene semplicemente esilaranti: dal lupo di
Cappuccetto Rosso nel letto dellOrco alla bara di Biancaneve scaricata
direttamente sul tavolo della sua cucina ("No, la ragazza stecchita
sul tavolo non la voglio"). Per riconquistare la palude Shrek deve
salvare una principessa tenuta segregata da un drago; principessa che
però porta con sé un grave segreto.
Un film danimazione che fa dellantidisneysmo una bandiera,
che rimastica cinema, lo cita, lo spia, passando da Mel Brooks a Matrix.
Che permette diversi e articolati piani di lettura.
Lanimazione si nutre delle magie possibili ai CGI (computer generated
images) senza per questo perdersi in un realismo esasperato, inseguendo
un esplicito distacco dalla realtà tipico delle frontiere dei videogiochi.
Allopera, come produttore, abbiamo un maestro del genere, quel Jeffrey
Katzenberg che per la Disney creò La Sirenetta, Il Re Leone
e La Bella e La bestia mentre per la Dreamworks, casa
di produzione da lui fondata con Steven Spielberg e David Geffen,
ha prodotto Il Principe dEgitto e Z la Formica.
Nel film, secondo le regole arcane dellanimazione, non manca una
colonna sonora strepitosa, costruita con gli stessi criteri di tutta la
produzione. Ecco allora tra un cover di Dylan e una ballata di
John Cale un finale musicale alla Blues Brothers, dove i sette
nani formano unadrenalinica band che suona il trascinante Im
a believer dei Monkees (in Italia si ricorda la gustosa versione
di Caterina Caselli, Sono bugiarda) con incursioni in suoni contemporanei
e i tre porcellini che si esibiscono in evoluzioni break dance. Nelloriginale
americano le voci sono prestate ai protagonisti da Mike Myers, Eddie
Murphy e Cameron Diaz; per la versione niente nomi famosi per
un risultato eccellente.
© Stefano
Gorla - per genmtile concessione dell'autore
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