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NOVITA' DA SHIN VISION: VIOLENCE JACK E FULL METAL PANIC!

In Italia il nome di Go Nagai è assurto agli onori o, meglio, agli oneri della cronaca con le prime serie giapponesi a cartoni animati giunte nel nostro paese agli inizi degli anni Ottanta: titoli come Goldrake, Mazinga e Jeeg Robot sono impressi a fuoco nella memoria collettiva della nostra generazione non meno di quanto lo fossero il Signor Bonaventura o Arcibaldo e Petronilla per i nostri genitori.

Fu anzi proprio quella profonda distanza dai propri modelli formativi a far drizzare le antenne a qualche solerte associazione di genitori, subito pronta, al fine di espiare i sensi di colpa per aver parcheggiato per tutta un’infanzia i propri bimbi soli davanti alla tv, a lanciarsi d’impeto in una crociata contro quelle storie violente e “eticamente discutibili” che insidiavano una generazione di sprovveduti frugoletti, uno “scontro di culture” travestito da non meno cruento scontro generazionale. E, come sappiamo, in guerra e in amore tutto è permesso: anche utilizzare la subdola arma della propaganda, non importa se a costo di rifilare qualche menzogna, complici giornalisti nel migliore dei casi poco informati, su fantomatici computer nascosti nel sottosuolo di Tokyo, in grado di portare avanti in maniera autosufficiente trame e animazioni. Per non parlare poi dell’imputare a questi prodotti la responsabilità di atti criminosi (“Uccidono il compagno giocando ai Power Rangers”). Che il televisore tornasse a dispensare tranquillizzanti sogni catodici, che tornasse a ricoprire il ruolo di rassicurante bambinaia elettronica! Se messaggi dovevano passare, insomma, che avessero il bollino livellante della “Garanzia morale”.

Si giunse così in breve tempo ad adattamenti fumosi e censori per rendere potabile, (una sorta di globalizzazione ante litteram) una cultura altra da noi a un pubblico culturalmente pigro e sonnacchioso –come in larga parte tuttora è! Già, perché non era solo il binomio “sesso e violenza” a far paura, ma anche, e forse soprattutto, quelle tradizioni così lontane dalle nostre, che inculcavano valori antitetici a quelli occidentali, quasi si avesse paura che potesse nascere una nuova generazione di piccoli, feroci samurai.

Oggi, i frugoletti di cui sopra – contro ogni aspettativa – sono cresciuti e occupano ruoli chiave all’interno dell’industria culturale e dell’intrattenimento del nostro paese: sono editor di case editrici che pubblicano manga (così vengono chiamati i fumetti giapponesi), doppiatori di cartoni animati; sono redattori, autori televisivi, scrittori e giornalisti. Sono baluardi di una mitologia moderna, garanti integerrimi di una filologia rigorosa. Ed ecco quindi che i fan di oggi hanno ben poco di cui lagnarsi: possono finalmente godersi gli agognati anime (la parola giapponese, derivata dal termine inglese animation, che indica i disegni animati) con adattamenti finalmente accurati; possono consultare un buon numero di testi di riferimento; in internet costituiscono migliaia di comunità virtuali di super-appassionati. Addirittura, oggi, possono vedere le opere di Miyazaki sul grande schermo, -ma rimane sintomo di grande miopia culturale che si sia dovuto aspettare tanto, anche se è vero che commercialmente non potranno mai competere con le megaproduzioni americane.
Ed è proprio in questa felice congiuntura che si inserisce la produzione della bolognese Shin Vision, entrata in campo in verità già a giochi fatti (penso a esperienze precedenti come le consolidate Yamato Video e Dynamic Italia, oppure le effimere Logica 2000 e Manga Video) ma che ha saputo proporre opere di un certo interesse per gli appassionati.
Andiamo a esaminarne alcune qui di seguito.

Violence Jack è senza dubbio il titolo più appetibile per un fan della prima ora. Il DVD edito dalla Shin Vision - ma viene commercializzata anche la versione in VHS - ha il pregio di riunire in una sola uscita i tre OAV (con questa sigla si definiscono i prodotti di animazione destinati espressamente all'home video) usciti in Giappone tra il 1986 e il 1990. Violence Jack è una sorta di angelo vendicatore, un angelo ben piantato e dalle fattezze demoniache, che si aggira in uno scenario da “dopobomba” -in realtà opera di un cataclisma naturale- elargendo una giustizia sommaria ed estremamente sanguinosa alle bande di predoni che vessano la popolazione superstite, ridotta a vivere allo stato di animali bradi perlopiù nel sottosuolo. Diciamo subito, a scanso d'equivoci, che i tre capitoli non risentono poi molto del tempo trascorso: il tratto sporco e nervoso di Go Nagai affiora sporadicamente nell'intero ciclo, con una netta prevalenza nelle scene splatter, donando al prodotto una discreta omogeneità e una buona resa dell'atmosfera presente nel fumetto originale. E se le tecniche d'animazione risentono del budget limitato di cui dispongono tuttora questo tipo di produzioni, almeno nel primo episodio le scelte registiche riescono spesso a volgere la cosa a proprio favore. Al di là di vacue considerazioni tecniche, tuttavia, ciò che sorprende maggiormente è la crudezza di alcune scene, la riuscita rappresentazione grafica della violenza, da cui il divieto di vendita ai minori di 18 anni: omicidi e decapitazioni, corpi che esplodono dall'interno, donne costrette a subire torture e abusi sessuali. Risulta più difficile collocare queste scene all’interno di una narrazione coerente: le frequenti ellissi narrative e la divisione in episodi autoconclusivi rendono infatti la comprensione del prodotto di difficile fruizione per un pubblico che non avesse già familiarità con il manga originale del 1973.
Il DVD, di discreta qualità tecnica, presenta una grafica accurata e delle buone tracce audio italiane (compresa una in DTS 5.1) e una in originale giapponese. Non particolarmente ricchi i contenuti extra, che si limitano a un’imbarazzante galleria d’immagini e a tre versioni dello stesso trailer dell’edizione italiana, anche se, considerato il tempo trascorso, si deve dare atto che difficilmente si sarebbe potuto aggiungere altro.

Full metal panic! è invece un prodotto recente, realizzato in 24 episodi nel 2001 dall’apprezzato studio Gonzo Digimation, che ha potuto godere qui da noi del traino della messa in onda nel palinsesto di MTV.
La serie, tratta da alcuni popolari romanzi di Shouji Gatou e di cui esiste anche una versione a fumetti realizzata graficamente da Retsuo Tateo - attualmente inedita in Italia -, unisce le ambientazioni scolastiche tanto care agli adolescenti giapponesi (e non solo!) con elementi fantascientifici, complotti governativi, supersoldati, guerre tra spie e combattimenti spettacolari.
La trama ruota attorno alla missione di uno scalcinato terzetto di agenti della segretissima organizzazione denominata Mithril, incaricato di difendere la giovane Kaname Chidori, una avvenente studentessa della Jindai High School, dalle manovre di un pericoloso gruppo terroristico. Il giovane Sousuke Sagara, a capo dell’operazione, si vedrà quindi costretto a infiltrarsi come studente nella stessa classe di Kaname, dando vita a una moltitudine di equivoci e complicazioni che lo porteranno ad essere scambiato prima per un maniaco di armi (quale in effetti è!) e poi per un pervertito. Dopo i primi episodi si assiste tuttavia a una brusca virata di registro: la serie infatti si orienta maggiormente verso l’azione pura, dando modo ai mecha designer (gli artisti che hanno il compito di visualizzare la tecnologia futuristica del prodotto) di sfoderare imponenti mezzi da battaglia e armi di tutti i generi.
Nel complesso la qualità tecnica dell’animazione si mantiene su un livello alto, con poche sbavature e un’ottima resa dei personaggi e buoni fondali, ed è forse la regia a risultare a volte un po’ piatta, senza grossi guizzi.
L’edizione in DVD della Shin Vision si presenta ben curata, con una eccellente grafica e compressione video, un ottimo audio (compresa una traccia in lingua originale) e contenuti extra piuttosto corposi (trailer, sigle originali di testa e di coda e, cosa che gli appassionati non mancheranno di apprezzare, i cartelli di copyright recitati da alcuni dei protagonisti).
Insomma un prodotto decisamente appetibile per il pubblico italiano.


© 2004 Glauco Guardigli - per gentile concessione dell'autore

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