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SHAOLIN
SOCCER Ovvero come amare e ridere del kung fu
Prodotto
e diretto da Stephen Chow Sing-chi; direttore esecutivo:
Lee Lik-chee; Sceneggiatura: Stephen Chow Sing-chi
e Tsang Kan-cheung; Cast: Stephen Chow Sing-chi, Ng Man-tat,
Vicky Zhou Wei and Patrick Tse Yin. nazione: Hong Kong; anno:
2001.
È
uno dei dvd tra i più ricercati ed esauriti sulla rete. Fino
a poco tempo fa era rintracciabile solo una versione originale con
sottotitoli inglesi, da poco pare ne circoli una con sottotitoli anche
in italiano.
Sto parlando dellultimo grande successo del cinema di Hong Kong:
Shaolin Soccer. Il successo in patria è stato tale che
un seguito è già diventato un progetto concreto. Shaolin
Soccer è un film incredibile, una commedia esplosiva e roboante.
La caratteristica più imponente è limmane uso
di effetti speciali generati dal computer, incredibili e stupefacenti.
Sono le scene dallazione sfrenata e irriverente quelle che hanno
subito conquistato migliaia di utenti della rete. Azioni che richiamano
subito alla mente serie animate come la famosissima Holly&Banji
(Capitan Tsubasa in originale) dove il calcio assumeva contorni
mistico/epico e le capacità atletiche dei protagonisti arrivavano
al limite del superpotere.
Qui, come il titolo può lasciar intuire, ci troviamo davanti
ad un gruppo di guerrieri Shaolin decidere di applicare le proprie
tecniche nel gioco del calcio.
Se avete presente cosa significa più o meno un film di kung
fu cinese dove si ha a che fare con guerrieri Shaolin, avrete subito
in mente scene di gente che vola e si produce nelle evoluzioni e colpi
più impensati.
(...)
Trama, regia, effetti speciali, tutto arzigogolato ma perfettamente
funzionante. Una macchina da divertimento assolutamente perfetta...
Se questo
lo shakerate con lottima computer graphic di cui sopra e con
unenorme vena ironico/demenziale, vi troverete molto vicini
ad immaginare Shaolin Soccer.
La trama in breve vede il protagonista, squattrinato, coltivare il
sogno di restituire popolarità al kung fu. I suoi fratelli
di allenamento si sono tutti abbandonati a vite piatte per sbarcare
il lunario e lui cerca costantemente di coinvolgerli nei suoi strampalati
tentativi di promozione. Questo finché non incontrerà
un vecchio calciatore, caduto in disgrazia dopo che per una sconfitta
gli sono state spezzate le gambe, che vedrà nelle potenti tecniche
del giovane protagonista una porta per tornare al mondo del calcio
come allenatore. In breve lo spirito sportivo risveglierà
i tutti i fratelli che fonderanno il temibile Shaolin Team, pronti
ad affrontare i grandi campioni dellEvil Team. E ovviamente,
come ogni storia che si rispetti, senza dimenticare lamore.
Già nella trama e nello svolgersi delle situazioni ci troviamo
davanti al primo elemento di parodia: sono ripresi tutta una serie
di elementi classici e tacite regole della costruzione dei film di
kung fu. Leroe caduto in disgrazia ma che coltiva, vivo, un
grande sogno solo contro tutti.
Un
vecchio gruppo sciolto e disperso. Il maestro alla ricerca
dellultima possibilità di riscatto. Lincontro,
laddestramento, la riconquista delle motivazioni e lentrata
in battaglia (con le partite di calcio che diventano veri e propri
combattimenti). E tanti altri che diventano il primo terreno di gioco.
Cè un secondo livello di parodia, che invece
si fonda sullimmagine citazionistica: da una scena alla John
Woo con i protagonisti in posa epica e i vestiti che si agitano al
rallenty con il vento (e uno dei protagonisti indossa la stessa vestaglia
del protagonista di un film di John Woo..) ad una citazione da Jurassic
Park, con la scena del bicchiere che vibra sul tavolo, in un caleidoscopio
di continue citazioni e rimandi ironici e divertenti di cui è
disseminato il film, alcuni più lampanti (ovviamente i riferimenti
ai film occidentali o le citazioni da cartone animato) altri magari
un po più difficili da cogliere (come quelli riferiti
a film autoctoni magari noti solo agli appassionati).
Infine il film si presenta in una costruzione assolutamente demenziale
con un gusto particolare dellassurdo. Non sense, scontri assurdi,
situazioni degne dei Monthy Python. Difficile, veramente difficile
non ritrovarsi a piangere copiosamente a forza di ridere.
Trama, regia, effetti speciali, tutto arzigogolato ma perfettamente
funzionante. Una macchina da divertimento assolutamente perfetta.
Da gustare e rigustare nella speranza che qualcuno si renda conto
delle potenzialità e decida di realizzarne la versione italiana,
magari passandola al cinema.
©
2002 Paolo Ferrara - per gentile concessione dell'autore
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