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SERIAL
KILLER ROCK
"L'incremento
della mobilità spaziale, determinato dall'avvento dell'automobile,
ha permesso al serial killer di muoversi rapidamente da un posto all'altro,
spesso prima che un delitto sia stato scoperto."
(da The Encyclopedia of Serial Killers, 1992)
"C'è sangue sulla luna e l'estate è fredda... C'è
amore nella stanza ma sta diventando vecchio."
(Acid Bath)
Sempre
più prominenti tra coloro che invocano un ritorno ai valori
tradizionali ci sono i fondamentalisti cristiani. Nel suo video educativo
Hell's Bells: The Dangers of Rock'n'roll, l'evangelista
Eric Holmberg non ha dubbi sulle origini della piaga
degli omicidi senza movente: "E nell'incredibile arena di bizzarri
omicidi, violenza ritualistica e automutilazione che si può
più chiaramente comprendere la realtà dell'influenza
satanica. Gli ultimi decenni hanno visto l'insorgere dei gruppi più
deviati e violenti che si possano immaginare. L'aspetto principale
che collega questi atti senza senso è l'ossessione per la musica
rock e la sua somiglianza agli antichi rituali satanici".
Certi episodi sono stati presi così a esempio dai sostenitori
di questa teoria. In uno di questi casi un ragazzino di nome Tommy
Sullivan uccise la madre, le amputò la mano destra e le scuoiò
il viso con un coltello da boy-scout. Poi si suicidò tagliandosi
i polsi e la gola. La piccola cittadina del New Jersey nella quale
il ragazzo viveva rimase sconvolta e cercò di trovare un motivo
o una ragione a queste atrocità. Alcuni optarono per l'amore
di Tommy verso certi gruppi heavy metal come i Motley Crue
e per gli aperti, seppure infantili, elementi satanici contenuti nei
loro testi.
Nel 1984 due ragazzi di Long Island, Ricky Kasso
e Jay Troiana, uccisero il loro amico Gary Lowers e gli strapparono
gli occhi in quello che consideravano come un rituale satanico. In
tribunale dichiararono che erano stati influenzati dall'ascolto dei
dischi degli AC/DC. I genitori dell'attore di Dallas
Patrick Duffy vennero uccisi da due teenager che sembravano aver tratto
ispirazione dalla canzone dei Metallica Kill 'Em
All.
Nel 1986 Kurt Allen Struebing finì sotto processo
per lo stupro e l'omicidio della madre. Disse che la musica composta
dal suo gruppo lo aveva condotto a questo gesto. Il pubblico ministero,
William Jaquette, sostenne che, sebbene la sottocultura heavy
metal fosse bizzarra e violenta, tuttavia non avrebbe potuto
forzare qualcuno a uccidere la propria famiglia.
In un altro caso un quattordicenne di Scarboro uccise tre membri della
sua famiglia, il 12 aprile 1985: era un fan degli Iron
Maiden e si era inciso "666" sul petto. Dichiarò,
in seguito, di aver commesso il triplice delitto sotto l'influenza
del suo alter ego, ispirato al personaggio di Eddie, la figura mostruosa
che appare sulle copertine dei dischi del gruppo inglese.
L'anno successivo, a Monroe, nel Michigan, un diciassettenne di nome
Lloyd Gamble venne ucciso con un fucile: l'omicida era suo fratello
minore, un dichiarato satanista e un fan degli AC/DC,
che dichiarò di aver commesso l'omicidio.
Altro caso celebre è quello di Richard Ramirez. Ramirez
era uno scassinatore professionista residente a Los Angeles e rappresentò
l'unico caso in cui un satanista mise in pratica il fosco quadro di
violenza e abominio dipinto dai fondamentalisti. Nella sua personalissima
carriera di crudeltà e perversione Ramirez violentava e uccideva
tutti i malcapitati nei quali si imbatteva durante le sue rapine.
Il suo biglietto da visita era la stella satanica a cinque punte,
che disegnava sui muri delle case visitate con il rossetto o incideva
con il coltello sulle carni delle vittime. Quando venne finalmente
catturato, nel 1989, Ramirez fece grande sfoggio delle sue credenze
sataniche, disegnandosi una stella sul palmo della mano.
Venne processato e riconosciuto colpevole di tredici omicidi, cinque
tentati omicidi, undici violenze sessuali e quattordici rapine. In
tribunale, al momento della proclamazione della sentenza che lo condannava
a morte, ghignò: "Roba da poco, la morte fa parte del
gioco. Ci vediamo a Disneyland!"
Venne fatto notare in più di una occasione che Ramirez era
molto influenzato dall'immagine satanica di molte band di heavy
metal che più gli piacevano. In particolare un suo amico
notò che Ramirez aveva una spiccata predilezione per la canzone
Night Prowler degli AC/DC. Ramirez rimane ancora
oggi l'unico fan heavy metal e satanista ad aver preso la strada sadica
dei serial killer. Sembra, invece, che figure funeste di
assassini seriali infestino molto più frequentemente le schiere
di cristiani e di membri del tutto rispettabili del consorzio civile.
Gli esempi, in quest'ultimo caso, sono svariati: John Wayne
Gacy era un dignitario di chiesa e faceva il pagliaccio alle
feste; Ed Gein e William Heiren furono personalità
spinte all'omicidio da madri religiose che li avevano convinti che
tutte le altre donne fossero sgualdrine; Ted Bundy
(che uccise circa trentotto giovani studentesse) era un attivista
repubblicano e un tranquillo studente di legge. Nonostante questo,
personaggi come Holmberg sono più che mai convinti dell'efficacia
delle proprie teorie: "I crimini satanici, sia quelli isolati
e spontanei come nel caso di Tommy Sullivan, sia quelli di deliberata
violenza ispirati da un culto, come nel caso di Heidnik, non fanno
che aumentare e si muovono invariabilmente con il ritmo della musica
heavy metal e del rock'n'roll". Se da un lato sembrano non esistere
evidenze che la musica rock abbia ispirato certi delitti, è
invece vero il contrario. Non è infatti difficile trovare esempi
di riferimenti al mondo dei serial killer nella musica: da
gruppi heavy metal come gli Iron Maiden (Killer),
i Motorhead (Stone Dead Forever), gli Armored
Saint (You're Never Alone) a gruppi non strettamente heavy
come i Police di Synchronicity, o i Talking
Heads di Psychokiller.
D'altronde, l'ossessione del rock'n'roll per la parte oscura, come
abbiamo scritto, non rappresenta una novità.
Gli artisti di blues e di country erano particolarmente
inclini a scrivere canzoni dove si raccontava di amanti uccisi con
una pallottola e seppelliti nel giardino dietro casa. Questi elementi
vennero in seguito ripresi da artisti come Elvis Costello
(Psycho), Nick Cave (Long Black Veil)
e Kurt Cobain, che non solo cantò dell'improprio
uso di un saldatore in Polly ma recuperò addirittura
un classico di Leadbelly, Where Did You Sleep Last Night?,
che per alcuni ha qualche riferimento con il "Green River Killer"
di Seattle.
In generale molti musicisti noti pagarono un
prezzo molto alto per essere arrivati troppo vicini all'orlo. Il rock'n'roll
si prestava all'immaginario appagamento sia dei fan sia dei musicisti,
stabilendo spesso tra le due parti contorte relazioni di simbiosi
ed empatia, sviluppando sentimenti di onnipotenza e frustrazione negli
uni e negli altri.
Mark Chapman diventò così ossessionato
dalla figura di Lennon che, alla fine, compì l'ultimo atto
di gelosia e uccise il suo idolo. Anche David Koresh,
il protagonista del massacro di Waco, nel profondo Texas, era uno
che voleva diventare una rock star. La sua band, i Messiah, avevano
un posto fisso al bar Cue Sticks di Waco. Koresh usava il locale come
un centro di reclutamento per la sua setta, i Branch Davidians,
ma chiunque avesse visto da vicino le sue chitarre avrebbe capito
che Koresh non era certo madre Teresa. Tuttavia non riuscì
mai a ottenere un contratto serio.
In Inghilterra fu Screamin' Lord Sutch
a inaugurare il filone del serial killer rock con l'ingenuo
Jack the Ripper un brano che all'epoca venne bandito dalla
BBC. A quasi un secolo di distanza dalle gesta di Jack, un altro suo
emulo fece la comparsa sulla scena. Soprannominato dai giornali Jack
the Stripper, Peter Sutcliffe sceglieva le sue vittime
nell'ambiente delle prostitute di Leeds. Verso la fine degli anni
Settanta uccise tredici donne prima di essere arrestato nel 1981.
Per un macabro scherzo del destino Killer on the Loose dei
Thin Lizzy e Ripper dei Judas Priest
uscirono sul mercato proprio quando l'isterismo dei media
aveva raggiunto i massimi livelli. La casa discografica dei Thin Lizzy
ritirò immediatamente il singolo dalla circolazione, mentre
i Judas Priest ritennero che la relazione era troppo tenue per essere
ritenuta realmente offensiva. Rob Halford e i suoi compagni
rimandarono di qualche anno il loro appuntamento con la legge, precisamente
nel 1990, quando un paio di loro canzoni (in particolare Beyond
the Realms of Death) vennero accusate di aver istigato il suicidio
di due adolescenti. Dopo un breve processo vennero completamente scagionati
dall'accusa.
"Hai sentito parlare del vagabondo
di mezzanotte? Beh, piccola, non è uno spettacolo di rock'n'roll...
Spaccherò tutte le tue finestre... sfonderò con un pugno
la tua porta rivestita d'acciaio."
(Midnight Rambler, ROLLING STONES)
Altri gruppi più o meno popolari furono
coinvolti nell'onda: i Rolling Stones di Midnight
Rambler, dove il protagonista era nientemeno che Albert
De Salvo, lo "strangolatore di Boston"; i Green
River di Seattle, che presero il nome dal "Green River Killer",
un assassino che nei due decenni precedenti aveva ucciso a Seattle
qualcosa come cinquanta persone; i californiani Jane's Addiction
con Ted, Just Admit It, dedicata a Ted Bundy; i Tad
con Nipple Belt, ispirata dal cannibale e necrofilo Ed Gein.
Tom Araya degli Slayer si è
sempre dichiarato fatalmente attratto da queste figure, tanto che
il gruppo ha dedicato due brani a celebri omicidi seriali. Il primo,
Dead Skin Mask (in Seasons in the Abyss),
a Ed Gein. Il secondo, 213 (sull'ultimo Divine Intervention),
a Jeffrey Dahmer. Il titolo stesso della canzone
prende spunto dal numero dell'appartamento di Dahmer. "E una
canzone d'amore", ha spiegato Araya in un'intervista. "Una
canzone sui suoi pensieri." La versione originale del pezzo fu
ispirata da un articolo che descriveva i macabri reperti che vennero
ritrovati nel suo appartamento: una vasca di acido, quattro teste,
un cuore semidivorato. Anche i Pantera di Phil Anselmo non
si dichiararono estranei a tale fascino: Message in Blood (in
Cowboys from Hell) è la storia di un omicida che riesce
a trarre energia dalle sue vittime - fatto questo che lo spinge a
commet-tere sempre più omicidi.
Talvolta il coinvolgimento nel mondo grottesco
dei serial killer diventò quasi totale, come nel caso
dei Macabre di Chicago, il cui veloce hardcore si
affiancava a testi dedicati ai più famosi assassini. La loro
casa discografica, la Vinyl Solution, mise sotto contratto un altro
gruppo ossessionato dai serial killer, un quartetto di death
metal di nome Catalepsy.
Un altro gruppo della stessa etichetta mise al centro di una sua canzone
un delitto commesso da uno psicopatico, ma in questo caso l'approccio
possedeva un tono più sobrio e moderato, visto che il pezzo
nasceva dall'esperienza personale del cantante del gruppo. Si tratta
dei Poison Idea. L'ex ragazza di Jerry-A, secondo
alcune voci, fu vittima di un assassino di nome Dayton Leroy Rogers,
soprannominato il Mololla Killer, che tagliava i piedi alle
sue vittime e le guardava morire dissanguate. Il risultato fu la canzone
Feed the Darkness.
Di Manson e del suo ruolo di culto, abbiamo già parlato. Nel
1989 i californiani Negativland pubblicarono l'album
Helter Stupid, in cui attaccavano polemicamente le
manipolazioni e le strumentalizzazioni dei media nei confronti di
certi episodi di violenza. Bisognerebbe però aggiungere un
altro personaggio alla lista di quanti, in qualche modo, non si sono
sottratti al sinistro fascino del vecchio Charlie, ovvero Henry
Rollins. Già leader dei Black Flag e
amico di penna di Manson, Rollins porta tatuata sul petto la scritta
Creepy Crawl, un chiaro riferimento alla pratica della Famiglia
di entrare di notte nelle case delle potenziali vittime e di aggirarsi
per le stanze in silenzio prima di andarsene. Una sorta di prova generale
per i successivi delitti.
In generale i giovani bianchi della middle
class americana collegati con la scena underground sono
tra i più sensibili al fascino di figure come quella di Manson.
Pur non avendo sperimentato di persona la legge della pistola, sono
in qualche modo attratti dalla ormai prevalente cultura della violenza
statunitense. Per questo tentano di documentaria, la sezionano e la
corteggiano. Dall'altra parte dell'oceano, tranne i circoli death
metal, il serial killer rock non ha mai trovato molti proseliti.
Comunque gli Adverts scelsero di "guardare attraverso
gli occhi di Gary Gilmore", mentre i Therapy?
scrissero Dancin' with Manson. Più spesso, però,
la produzione inglese diede origine al tentativo di ripristinare un
equilibrio ormai sconvolto, concentrando la sua attenzione non più
sui carnefici ma sulle vittime. Suffer Little Children degli
Smiths era, per esempio, un sincero tributo alle
vittime di Ian Brady e Myra Hindley.
I Boo Radleys caddero sotto l'incantesimo di Mason durante
la realizzazione del loro album Everything's Alright Forever,
ma scelsero di collocarsi dalla parte delle vittime con "Losing
It (Song for Abigail)". Una canzone che dichiara la sua solidarietà
con Abigail Folger, l'amica di Sharon Tate che aveva cercato inutilmente,
in quella notte del 1969, di fuggire dalla casa di Cielo Drive ed
era stata coltellate sul prato antistante. Più veementi, in
questo senso, sono stati però i Manic Street Preachers.
Archives of Pain (dal loro The Holy Bible)
riesuma senza ambiguità la legge del taglione. "Dolore,
non penitenza/dimentica i martiri, ricorda le vittime", canta
il gruppo, prima di enunciare una lista di personaggi contemporanei
di cui il mondo potrebbe fare a meno - Le Pen, Zhironovsky, Dennis
Nielsen, Peter Sutcliffe - e di invitare l'ascoltatore a "dare
loro il rispetto che meritano".
"Tutto questo non ha nulla a che fare con l'essere un fottuto
Tory", ha dichiarato Nicky Wire. "E' solo quello
che pensa un mucchio di gente. Il culto dei serial killer ha
raggiunto proporzioni tali da averli trasformati in eroi e volevamo
dire qualcosa contro tutto questo. Non c'è niente di buono
in questi personaggi e non c'è niente di sbagliato nel ricordare
le vittime, anche se questa abitudine sembra non far più parte
della nostra società."
Rock'n'roll
Noir © 2004 Stefano Marzorati |
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