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SANCTUARY,
di
SHO FUMIMURA & RYOICHI IKEGAMI (volume
1, pubblicato sul n.10 del mensile Point Break, Star Comics, 12,5X18,
b/n, brossurato, 240 pagg., lire 6.000, edicola e fumetteria)
"Un
proiettile sparato non torna indietro."
La parziale ghettizzazione di cui il fumetto è ancora vittima,
a dispetto dei risultati artistici raggiunti da questo mezzo d'espressione
nel corso di più di cent'anni, a volte permette una libertà
espressiva e contenutistica impensabile per altre forme d'arte. Sanctuary
di Fumimura e Ikegami può essere considerato
un esempio perfetto di questa affermazione: i legami tra mafia e potere
politico sono stati sì in passato portati alla luce, ma forse mai
espressi in modo così esplicito. Sanctuary è la storia
di Akira Hojo, giovane e rampante yakuza, che aspira a salire ai vertici
della malavita organizzata e che ricatta un politico, Sakura (le cui fattezze
sono ricalcate su quelle di Gorbaciov), col fine - anche se non lo scopriamo
immediatamente - di far diventare deputato Asami, segretario di Sakura.
Fin qui niente di nuovo, se non fosse che il progetto di Asami e Hojo
risale addirittura ai tempi del liceo e che i due giovani uomini ci vengano
presentati come veri e propri eroi, che si sacrificano per realizzare
un ambizioso progetto: far sì che l'età media dei deputati
del parlamento giapponese si abbassi, dato che il paese è governato
da una massa di vecchi oltre i sessant'anni; come dice Hojo, "Con il sistema
attuale il mondo politico è precluso ai giovani. I vecchi maiali
muovono lo stato." (corsivo mio).
Ma non semplicemente contro un sistema politico che i due uomini paiono
battersi, ma contro il conformismo dell'intera società giapponese.
A questo proposito è significativo lo scambio di battute tra Hojo
e Tashiro, il suo braccio destro: "Tashiro...cosa vuoi che faccia tuo
figlio da grande ?" "Non lo so...ma...di sicuro non voglio che diventi
come loro [...] Guardi i loro occhi...sono spenti !Gli occhi dei bambini
sono pieni di luce...di energia ! Mentre loro...qualche volta li guardo
e mi vengono in mente gli occhi dei vecchi...i vecchi che stanno morendo...lentamente
! Per un motivo o per l'altro...alla fine lo sguardo dei bambini si trasforma...diventa
spettrale...lo sguardo - e qui scopriamo finalmente chi sono "loro" -
"della gente comune !" Al che Hojo dice che "Ci vorrebbe un eroe ! [...]
Quest'epoca lamenta la mancanzza di eroi!" A questo nobile idealismo viene
contrapposto il cinismo e la mancanza di scrupoli dei politici, esemplificati
da questa frase di Sakura, quando gli viene presentata la possibilit
che sua figlia verrà violentata da Hojo se il deputato non ritirerà
la sua candidatura:"Mia figlia sta crescendo e dovrà comunque separarmi
da lei...! Andrà incontro al suo destino! Violentata da uno yakuza
o sposata con lo stupido figlio di qualche finanziere...! Cosa cambia,
in fondo?!"
Se è vero che l'immagine positiva del mafioso diventata famosa
nel mondo grazie ai due episodi di The Godfather di Francis
Ford Coppola, e se nel mondo orientale (e negli ultimi anni, anche
occidentale) sono ben noti gli eroi di alcuni film di John Woo
(citiamo i soliti A better tomorrow, 1986 e The killer,
1989), non si era mai arrivati a una visione addirittura eroica del mafioso:
l'unico caso di vera e propria glamourizzazione del malavitoso (sempre
nel mondo orientale) si è vista solo nella strepitosa serie di
Young and dangerous (con cinque sequels e un prequel) di Andrew
Lau, che però è del 1996, ed è quindi stata "anticipata"
da Sanctuary.
Due parole sugli autori: Ryoichi Ikegami è noto in Italia
soprattutto per Crying Freeman e Mai, the Psichic girl (pubblicati
in Italia dalla defunta Granata Press); la Star Comics ha inoltre pubblicato
The snake (nello speciale del suo decimo anno d'attività)
e, sulle pagine di Kappa Magazine, Nagareboshi Sakon e Ryugetsusho.
Il tratto di Ikegami si segnala in modo particolare nel panorama
nipponico, in quanto estremamente realistico, ma che non per questo rinuncia
alla dinamicità nelle scene d'azione, sempre rese con grande abilità.
Inoltre l'autore ha una spiccata predilezione per l'erotismo, e Sanctuary
non costituisce eccezione alla regola.
Ma ancora più interessante la figura dello sceneggiatore, Sho
Fumimura, che sotto lo pseudonimo di Buronson (o Bronson, evidente
omaggio all'attore americano) ha firmato uno dei più grandi successi
di tutti i tempi del fumetto (e dell'animazione) giapponese, cioè
Hokuto no ken (Ken Il guerriero). Pur lavorando su un soggetto
che sta agli antipodi del precedente capolavoro a base di arti marziali
e scenari post-atomici, ritroviamo alcune costanti nello sceneggiatore:
ad esempio il superomismo dei protagonisti, che arrivano a essere - in
modo esplicito in Hokuto no ken, in modo indiretto in Sanctuary
- delle vere e proprie figure messianiche; per fare un esempio, Hojo
parla di Asami a Tashiro in questi termini: "In giappone apparir un eroe
che dipingerà un grande sogno!" Oltre a questo aspetto (o forse
come conseguenza di esso) Fumimura ha una predilezione per dichiarazioni
ad effetto, che sottolineano l'immensa statura morale dei suoi personaggi
rispetto alla meschinit del mondo che li circonda; in Sanctuary uno
degli esempi più belli è la risposta adi Hojo alla fatidica
domanda "Perchè sei diventato uno yakuza?". "Perchè ciò
che un uomo normale impiega una vita a costruire...io posso farlo in un
gioro soltanto!".
Un disegno superbo, una trama che si dipana con un ritmo perfetto, un
esordio strepitoso. L'unico rammarico è che la serie durerà
solo dodici numeri. Ma saranno dodici numeri imperdibli per ogni amante
del fumetto di qualità.
© Adriano Barone - per gentile concessione dell'autore
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