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Indice alfabetico delle schede dei gruppi e degli artisti presenti nella Rock and Horror Encyclopedia

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S

SADUS

Californiani, debuttano nel 1989, dopo cinque anni di intensa attività dal vivo. Illusion viene prodotto dal gruppo stesso e, nonostante la scarsa promozione, riesce a vendere più di settemila copie a un pubblico sbalordito dalla velocità delle canzoni e dalla voce rauca del cantante Darren Travis. Non soddisfatti del disegno di copertina, i Sadus rifanno l'artwork, cambiano titolo (Chemical Exposure) e fanno uscire in poco tempo lo
stesso lavoro su cassetta. All'inizio del 1990 realizzano il demo The Wake of Severity, che procura loro un contratto con la potente Roadracer. Con la produzione di Michael Rosen esce quindi, nell'ottobre del 1990, Swallowed in Black, il primo album ufficiale del gruppo. Il disco propone un eccellente thrash evoluto, con canzoni come Black, Arise, False Incarnation, In Your Face e Last Abide. Il marchio della band subisce con questo disco una importante modifica: viene eliminato il simbolo delle SS, sostituito da uno stile di lettere meno provocatorio. Dopo due anni di silenzio, dovuti a una crisi interna, il gruppo torna alla carica nel 1992 con un nuovo album, Vision of Misery, confermandosi per l'ennesima volta come una delle formazioni leader della nuova frontiera del thrash "made in Usa". La tendenza attuale del loro sound è un thrash/death contaminato da pruriti progressive che dimostra come i Sadus, a differenza di altri gruppi della Bay Area di San Francisco, si ricolleghino a esperienze come quelle degli Anacrusis o degli Atheist.

Formazione: Darren Travis: v / Rob Moore: ch / Steve Di Giorgio: bs / John Allen: bt

Discografia: Illusion (Sadus Records), 1989, uscito anche su cassetta con il titolo di Chemical Exposure; Swallowed in Black (Roadracer), 1990; Vision of Misery (Roadracer), 1992  
SAINT VITUS

Pesantemente influenzato dai Black Sabbath e da certe sonorità doom degli anni Settanta, questo quartetto statunitense mischia un'immagine di freaks immortali a un suono estremamente lento e greve. Nati in casa SST, l'etichetta californiana che ha dato i natali ai Black Flag, i St. Vitus, capitanati da Scott "Wino" Weinrich iniziano la loro avventura ai margini del rock ufficiale, nel 1985, con l'album St. Vitus. I successivi Born Too Late (1987) che conia quasi uno slogan perfetto per la condizione del gruppo, e Mournful Cries (1988) proseguono con lucida testardaggine il discorso iniziato agli esordi. In particolare la suggestiva The Troll sembra illuminare la filosofia della band: "Pipistrelli e vermi sono i miei amici / resterò proprio quaggiù / una volta cacciai fuori la mia testa in superficie e non mi piacque ciò che vidi / crimine, malattia e povertà". Il recente Children of Doom (1992) segna il ritorno del gruppo dopo due anni abbondanti di silenzio e uno sconvolgimento nell'organico: Weinrich, infatti, torna alla navicella madre Obsessed (v.) e viene rimpiazzato dall'ex Count Raven Christian Linderson. Il disco è prodotto nientemeno che da Don Dokken e ripropone la consueta miscela di ritmi lenti e affascinanti, tra doom e psichedelia. Da amare o odiare incondizionatamente. Va comunque riconosciuto loro un grosso merito: quello di avere iniziato a riprendere le fila di un certo sound quando ancora era considerato assolutamente fuori moda, ovvero verso la fine degli anni Settanta. Molto in anticipo, quindi, su Cathedral e altri gruppi dell'ultimissima generazione.

Discografia selezionata: St. Vitus (SST), 1985; Born Too Late (SST), 1987; Mournful Cries (SST), 1988; CO.D. (Hellhound), 1992
SAMAEL

Terzetto svizzero dedito al black metal. Dopo l'esordio di Worship Him (1991), ricco di evocazioni demoniache, altari e candele nere, continuano la loro professione di fede negativa nel successivo Blood Ritual (1992), che dimostra un discreto affiatamento e un impatto sonoro non trascurabile.

Formazione: Vorph: v, ch / Kaos: ch / Xy: tast / Masmiseim: bs

Discografia: Worship Him (Osmose), 1991; Blood Ritual (Century Media), 1992; Ceremony of Opposites (Century Media), 1994; Passage (Century Media), 1996; Eternal (Century Media), 1999
SANCTUARY

Prima dell'avvento di Nirvana, Pearl Jam e affini, Seattle mostra una prolifica scena heavy metal dalla quale emerge il quintetto dei Sanctuary. Il loro esordio, Refuge Denied (1987), viene prodotto da Dave Mustaine dei Megadeth e propone un sound influenzato da Black Sabbath, Savatage e Lizzy Borden (v.). Into the Mirror Black, il successivo passo della formazione, esce tre anni dopo e sviluppa trame complesse e affascinanti. Dopodiché il gruppo cade nell'oblio.

Formazione: Warrel Dane: v / Lenny Rutledge: ch, v / Sean Blosl: ch / Jim Sheppard: bs / Dave Budbill: bt, v
Discografia: Refuge Denied (Epic), 1987; Into the Mirror Black (Epic), 1990

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