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ADA
ROVATTI
Tra le sorprese musicali di questo 2003 che volge al termine troviamo
il nome di Ada Rovatti, graziosa jazzista italiana che vive a New
York e che proprio durante il 2003 nella Grande Mela ha pubblicato due
ottimi cd per l'etichetta Apria Records. Ada Rovatti suona il sassofono
sia tenore sia soprano, nonché compone e arrangia quasi tutti i
brani di entrambi i dischi. Sono album abbastanza diversi tra loro (difficile
sostenere quale dei due sia più bello poiché entrambi risultano
di grande valore espressivo) in quanto rivelano le due anime della giovane
musicista: da un lato FOR RENT è registrato nel giugno 2002
con la Elephunk Band di dieci elementi, tra cui altre tre donne
(fatto abbastanza insolito nel jazz) e un ospite di riguardo come Randy
Brecker alla tromba; dall'altro UNDER THE HAT inciso tra il
novembre 2002 e il gennaio 2003 presenta un quartetto al quale s'aggiungono
tre guest stars del calibro di Mike Stern (chitarra elettrica),
di Don Alias (percussioni) e ancora di Brecker (tromba e flicorno).
Il primo è decisamente rock oriented con una fusion decisa,
sostenuta, ma al contempo raffinata e gradevole che s'avvale di brani
popolarissimi, dalla beatlesiana Norvegian Wood (Lennon-McCartney)
all'hard-boppistica Moanin' (Bobby Timmons) fino al celebre Gottcha,
tema della serie Starsky And Hutch (Tom Scott), non senza dimenticare
i cinque originals della leader. Sette su otto sono invece i pezzi firmati
da Ada Rovatti nel secondo CD (unica eccezione la notissima They Can't
Take That Away From me di George Gershwin) che s'avvicina più
al jazz moderno di tipo mainstream, sostenendo comunque sempre
una grinta sassofonistica che fa di lei una verace improvvisatrice e un'autentica
jazzista nel feeling, nel timbro, nella maturità del fraseggio.
© 2003 Guido Michelone - per gentile concessione dell'autore
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