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IL FENOMENO ALEX ROSS di Paolo Ferrara

Tutto cominciò con Marvels. Certo, non era il suo primo lavoro nel campo dei fumetti, ma è da lì che tutto è partito. È da quei 4 numeri che è esploso il fenomeno Alex Ross.
Kurt Busiek ha scritto una splendida storia, poetica dove le origini e i primi anni degli eroi Marvel rivivono attraverso gli occhi di un uomo comune, un fotografo, che ne vive sulla pelle appunto la meraviglia e la paura. Alex Ross ci mise una serie di splendidi dipinti, che offrivano un ottica completamente nuova, un tocco di realismo, dalle fisionomie agli abiti (è percepibile la stoffa del costume di SpiderMan ). L’accoppiata fu perfetta e il risultato finale davvero marvelous. Il successo fu tale che la Marvel lanciò un intera serie di storie dipinte sulla falsariga di Marvels, di cui cerco persine di realizzare un ipotetico seguito con Code of Honour, meno riuscito, soprattutto a livello grafico (ad un certo punto diventa un vero e proprio fotoromanzo, non proprio una gioia per gli occhi) e una versione “ribaltata”, dove tutto è andato storto, dal titolo Ruins, splendidamente scritta da Warren Ellis e purtroppo penalizzata da un cambio di illustratore a metà storia.
Ovviamente Alex Ross salì alla ribaltà. Copertine, illustrazioni, poster, magliette. E la voglia di fare altro. In coppia a Mark Waid realizzò un’altra miniserie di 4, questa volta sul mondo DC Comics, il bellissimo KingdomeCome, ipotetica epopea futuristica con un impressionante numero di piani di lettura differenti. In questa miniserie Alex Ross comincia a collaudare la sua capacità di creazione e modifica grafica dei personaggi: nei quattro numeri che compongono Kingdome Come infatti, appaiono tutti (ma proprio tutti) i personaggi DC, anche se alcuni in nuove ed inedite versioni. Ancora una volta il successo è strepitoso, e anche questa volta a ben donde. La storia piacque a tal punto che si pensò per un certo periodo addirittura di far diventare quello che era il futuro ipotetico della miniserie una preveggenza e far in modo di cominciare a direzionare tutti i personaggi lungo quella strada. L’idea poi fu lentamente abbandonata, ma diede comunque vita all’interessante miniserie The Kingdome che ha generato una serie di pregevolissimi spin-off.
Sempre nello stesso periodo il buon Alex, in tandem ancora con Kurt Busiek, da vita ad una serie regolare indipendente, che troverà una collocazione editoriale sotto l’ala protettiva della Homage di Jim Lee. Si tratta di Astro City, compendium e atto d’amore da parte degli autori nei confronti del fumetto superomistico. Storie splendide, poetiche, avvincenti, melanconiche che rileggono completamente e con un grande affetto i grandi personaggi del mondo supereroistico. Per questa serie Alex Ross offre il suo apporto creando l’aspetto grafico di tutti i personaggi e realizzando le splendide copertine.
Dopo queste due miniserie e la serie regolare di Astrocity, Alex Ross pare sia diventato un nome indispensabile per rilanciare qualcosa, soprattutto in casa DC: si rilancia Batman? Il primo numero avrà la copertina di Ross. Si ridà vita al Superman originale dopo avergli modificato i poteri e averlo diviso in due? Si fa un albo speciale con una copertina multipla di Ross dove Clark Kent diventa Superman semplicemente muovendo l’albo. Harley Quinn deve passare da personaggio dei cartoon a villain ufficiale della continuity batmaniana? Copertina di Alex Ross. Si realizza il mega Hardcover che ristampa il grande classico Crisis on Infinite Earth? La copertina la disegna George Perez, ma secondo voi chi è che la dipinge?
E a questo punto, tra copertine, poster, magliette, etc.etc. Alex Ross porta avanti altri due lavori, uno per Marvel uno per DC.
Per Marvel realizza la miniserie Earth X, per cui da l’idea, realizza il plot, crea graficamente l’aspetto grafico dei personaggi e, ovviamente, realizza le copertine. In pratica cerca di fare una sorta di Kingdome Come, versione Marvel. E qui si comincia a torcere un po’ il naso. Certo, l’iconografia grafica in cui imposta le versioni future dei personaggi Marvel è sinceramente accattivante. Eppure la storia, nonostante il grande successo che ha avuto, tale da generare altre due nuove serie, Universe X e Paradise X, risulta inferiore alle aspettative. L’aspetto e la struttura generano interesse, ma la storia, nonostante anche questa ricca di spunti interessanti, non decolla completamente. Non brutta, ma lascia il sapore di non completamente riuscita.
Per DC Comics, Alex Ross si ritrova in coppia con lo scrittore Paul Dini, uno dei creatori della fantastica serie animata di Batman, con cui realizzano una graphic novel di grande formato una volta all’anno. Ogni volume sarà dedicato ad un eroe DC. All’attivo per ora quattro personaggi: Superman, Batman, Capitan Marvel, Wonder Woman.
Ed eccoci alle note dolenti. Con Earth X e le graphic novel DC comincia a rendersi conto di qualcosa, confermato dalle varie interviste che si possono trovare un po’ dappertutto. Alex Ross ha cominciato a lasciarsi andare alla megalomania. Il successo evidentemente gli ha dato alla testa. Purtroppo, viste le attenzioni ricevueo, può essere un atteggiamento comprensibile. Se poi vi capitasse di vedere l’intervista a vari fumettisti in tralce al dvd di Unbreakable, vi rendereste subito conto di quanto dia un impressione allucinata.
Il risultato finale è che opere come le graphic novel DC reggono solo grazie agli ottimi testi di Dini (che li rendono una perfetta inquadratura del personaggio protagonista. Ottimo per neofiti). Certo, belle illustrazioni, ma fredde e tendenzialmente retoriche, che, nonostante tutto, a lungo andare stancano. Lo stile di Ross si è fermato, non c’è più evoluzione. Per quanto riguarda il prodotto Marvel per cui si occupa dei testi, come dicevo, c’è qualcosa che non torna, che non funziona.
Riprendendo in mano lavori come Marvels o Kingdome Come non resta che sperare che presto rinsavisca nuovamente.

© 2002 Paolo Ferrara - per gentile concessione dell'autore

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