navigazione
drive homepage

cinema
home

recensioni

speciali

anteprime
articoli
eventi

rubriche

prossim@mente
strani oggetti
diario americano
dvd world


categorie

musica

cinema

libri

fumetti

contatti

 

drive magazine

© Stefano Marzorati 2010

 

Ritorno a casa
regia di Manoel de Oliveira, con Catherine Deneuve , Michel Piccoli, John Malkovich, Antoine Chapey, Michael Kaplan; distribuzione: Mikado; anno: 2001; Produzione: Francia

recensione di Marco Ferrari

Il confine tra il minimalismo e l’inconsistenza è sottile, ma significativo. Il novantatreenne maestro portoghese ci ha abituati a film delicatissimi, come un batter di ciglia o il fluttuare di una piuma, ma allo stesso tempo densi e consistenti.
Ciò premesso, Ritorno a casa, presentato con successo di critica e pubblico al Festival di Cannes 2001 è a dir poco insignificante. Ma cosa voleva dirci De Oliveira?
Voleva parlarci del rapporto di un anziano con la morte e della perdita/distacco dai propri cari? Poteva avere un senso, vista anche l’età del regista. Ma non è quello il tema del film. Perché una interminabile sequenza sulle scarpe di Michel Piccoli? Siamo nel minimalismo o nella presa in giro dello spettatore? E i posti fissi al caffé? De Oliveira voleva dirci che si è contenti solo nel ritrovare le proprie abitudini?
Ammesso che si resti in sala per tre quarti della pellicola, nell’ultima parte c’è un miglioramento, quando Piccoli viene coinvolto, di malavoglia, per sostituire un personaggio ventenne in una riduzione cinematografica dell' Ulisse di Joyce, grazie anche a un gradevole cameo di John Malkovich.
Certo si evince che la unica, vera difesa contro il mondo, i suoi mali e le sue aggressioni è la ricerca di un proprio spazio, la compagnia di se stessi, la voglia di strasene per conto proprio, senza affanni. Un desiderio apparentemente minore, ma in realtà sovversivo e insopprimibile. Il bisogno di riposo dall’umanità.
Pensiero assolutamente condivisibile e, per metterlo in pratica, la prima cosa da farsi è senz’altro stare lontani da film fasulli come questo.