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CD-RVV.AA. – Heilige Feuer (Der Angriff Records) – CD
Buone nuove dal fronte russo! Spronati dal successo riscosso dal primo festival di musica industriale tenuto in terra sovietica, gli organizzatori hanno deciso di commemorare l’evento con questa compilation in CD (realizzata in una stupenda veste grafica formato A5) che racchiude due brani inediti per ognuno degli artisti che hanno partecipato alla serata, e cioè niente di meno che Deutsch Nepal, Genocide Organ, Der Blutharsch, Reutoff e Sal Solaris. E’ proprio a questi ultimi che spetta il compito di aprire il CD, e lo fanno con una darkambient variegata e di sapore catacombale su cui a tratti si innestano inquietanti effetti e rumori… nulla di particolarmente originale, ma comunque i due brani qui presenti si lasciano ascoltare ed apprezzare con piacere (magari come appetizer al loro primo full-lenght, uscito recentemente per l’etichetta Hau Ruck! di Albin Julius). Come secondo gruppo abbiamo invece un nome storico dell’industriale europeo, ovvero Deutsch Nepal, che esordisce con uno strumentale di cupo industrial sinfonico e lievementemente percussivo, molto bello e coinvolgente, e che continua con un secondo brano in cui è la voce a farla da padrona. La terza presenza in campo è quella del panzermusicante viennese Der Blutharsch, che qui propone due pezzi validi anche se abbastanza atipici: il primo (che sembra quasi suonare alla velocita sbagliata, da tanto è veloce!) lascia inizialmente un po’ interdetti ma acquista coerenza dopo i primi due o tre ascolti, mentre il secondo è caratterizzato da un mood molto acustico ed intimista reso ancora più emozionante dai samples vocali e dalla malinconia di fondo che riesce a evocare. E’ poi il turno dei celeberrimi tedeschi Genocide Organ, indubbiamente il gruppo di punta della scena industrial/power electronics odierna, che dapprima paiono assestati su sonorità più tranquille (con il brano Rma, dove svariati samples vocali si incontrano su un tappeto di basse frequenze e rumori di fondo), ma che poi si scatenano con Comandos, vero sfoggio di violenza sonora e furia iconoclasta, con voci distorte e ritmiche impazzite che si rincorrono su una base di rumore bianco, a mio parere uno dei pezzi migliori della raccolta. A concludere il tutto ci pensano i moscoviti Reutoff, vera e propria rivelazione di tutto il disco (almeno per me): i loro brani spaziano infatti dal death-industrial più cupo e malsano alla darkambient più rumorosa, risultando in un suono scurissimo e veramente coinvolgente in cui le parti vocali sono così sepolte da risultare a malapena intellegibili… davvero notevoli, e non potevo immaginare chiusura migliore per una compilation così riuscita. Acquisto obbligato!!!

AA.VV. – PORNOGRAPHY HURTS (Biteworks) – CD-R
Prodotta dal noise-master texano Taint in un’edizione limitata a sole cento copie, questa compilation raduna in un colpo solo molti grossi nomi della scena power electronics americana e non, e ci offre la possibilità di fare un po’ il punto della situazione su cosa abbia realmente da offrire oggigiorno la frangià più dura dell’elettronica estrema. Infatti, accanto a nomi molto conosciuti come Slogun (che ci propone un pezzo nel suo ormai caratteristico ed inconfondibile stile), Skin Crime e Control (al loro attivo un CD su Malignant ed uno di recente uscita per Freak Animal, qui con un brano ottimamente costruito ed inquietante) possiamo trovare i poco noti Nicole 12, un side-project di Grunt con un LP ed uno split-cd in usciti per Freak Animal Records che qui propone uno dei pezzi più interessanti e malinconici di tutto il disco, gli ormai veterani Deathpile, lo svedese Blod e i già citati notevoli finnici Grunt (che presentano una traccia molto elaborata e potente). E dato che, come si può intuire dal titolo, il tema portante di questa raccolta è la pornografia (e, più precisamente, come la pornografia riesca a “fare del male”), non stupisce sapere che i brani migliori di tutto il lavoro sono appannaggio di due progetti che dell’analisi di questo tipo di tematiche hanno fatto un loro marchio di fabbrica: sto ovviamente parlando del padrone di casa Taint, qui presente con una lunga introduzione composta da samples di interviste e testimonianze reali seguita da un’esplosione di duro feedback con voce filtrata e urlata, e di Sickness, che con un lunghissimo brano violento, disturbante e mutevole si aggiudica senza dubbio la palma di migliore del lotto. Peccato per la grafica spartanissima (anche se, va detto, discretamente efficace) e per il formato cd-r che ne impone una tiratura ed una circolazione ridottissime, perché Pornography Hurts può candidarsi a buon diritto come uno dei samplers fondamentali della extreme-electronics odierna. Sperate che qualcuno la ristampi, oppure sperate di trovarla ancora da qualcuno degli artisti che vi hanno partecipato.

BRIGHTER DEATH NOW – 1890 (Cold Meat Industry) – LP
Roger Karmanik
sembra proprio non fermarsi mai. Nonostante il suo impegno come leader della celeberrima etichetta Cold Meat Industry, cosa che credo occupi buona parte delle sue giornate, trova anche il tempo per fare uscire un altro disco con il suo progetto BDN a distanza di nemmeno un anno dal precedente Obsessis. Ed è, paradossalmente, proprio Obsessis il lavoro che più si discosta da questo 1890, un album che a dire dello stesso Roger rappresenta l’inizio di una sorta di nuovo corso per la ben oliata macchina da guerra svedese: le quattro lunghe tracce che compongono il disco, uscito unicamente in vinile in un’edizione limitata a sole 800 copie, ci offrono infatti un death-industrial molto tetro e monolitico, che nonostante rimandi parecchio ad alcuni precedenti lavori (Pain in progress o The Slaughterhouse, per esempio) riesce comunque a suonare in maniera differente ed efficace. Frequenze molto basse si snodano tra campionamenti radiofonici, voci urlanti e percussioni martellanti e metalliche, su cui si intersecano inquietanti rumori di fondo che creano atmosfere dal sapore di disagio e che procurano all’ascoltatore un feeling ora “liquido”, ora più “ruvido” a seconda del brano in questione. E’ quindi un industrial cupissimo e apocalittico quello che ci propone Karmanik, pefettamente in linea con il concept della sua creatura, un po’ ostico ai primi ascolti ma comunque proiettato verso soluzioni in grado di comunicare qualcosa di “diverso”. E se questo è solo l’inizio, non oso immaginare cosa ci riserverà il futuro…

NOVY SVET & FORESTA DI FERRO – Bulli e pupe (Hau Ruck!) – 2x7”
Si concretizza in un doppio singolo contenuto in una bella copertina gatefold questa collaborazione tra un’entità ormai consolidata della musica “altra”, cioè i viennesi Novy Svet, e la new-sensation del panorama industrial/apocalittico Foresta Di Ferro, composta dal factotum Marco Deplano (Wertham) e dai suoi compagni di merende Richard Leviathan (Ostara) e John Murphy (Death In June). Una collaborazione che lascerà sicuramente spiazzati quelli che già prevedevano un tipo di suono orientato magari verso l’ambient-industrial (come il brano della FdF presente nella compilation tributo a Codreanu), e che invece prende le forme di ballate decadenti e fumose che richiamano parecchio lo stile dei musicisti austriaci, ma con un feeling meno “alcolico” (e chi conosce un minimo la produzione di Novy Svet sa a cosa mi riferisco) e molto più pessimista. A guarnire il tutto ci pensano alcuni campionamenti ben piazzati, come quello che fa da sfondo alla traccia Senza amori nè eroi - carpito da un disco dei Mano Negra!-, delle notevoli liriche in italiano ed un mood generale da vero film noir (emblematico in proposito anche il titolo del lavoro, pregno di suggestioni anni ’30). Roba da veri “born loser” insomma, nonché uno dei migliori dischi ad aver girato sul mio piatto negli ultimi tempi. Roba seria.


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