|
|

|
 |

|
Tre anni
sono passati da Heaven Forbid, l'album che riportò in studio
i Blue Oyster Cult dopo alcuni anni di assenza dal mercato discografico.
Ora la band, guidata dai veterani Donald "Buck Dharma" Roeser,
Eric Bloom e Allen Lanier (e completata dalla solida sezione
ritmica di Danny Miranda, al basso e Bobby Rondinelli alla
batteria) torna alla ribalta con una nuova fatica, questo The Curse
of the Hidden Mirror, che ci restituisce un gruppo in splendida forma.
Sulla scena dal lontano 1972 (anno di uscita del loro primo omonimo
album) i BOC hanno incarnato fin dagli inizi l'essenza dell'hard rock,
creando un repertorio lirico-sonoro che ha, ancora oggi, pochi eguali
nella storia del genere. Da sempre distintisi per un viscerale amore per
la fantascienza e il gotico, la band ha coltivato collaborazioni illustri
nel corso della sua carriera, anche al di fuori della scena musicale:
ricordiamo la partnership, proficua, con gli scrittori Michael Moorcock
e Eric Van Lustbader e, in tempi più recenti, con John
Shirley (esponente dello splatter punk e, negli ultimi anni, sperimentatore
spericolato all'interno della gabbia di genere). La loro ormai nutrita
discografia contiene album ormai considerati veri e propri classici: da
Secret Treaties a Spectres e Agents of Fortune, senza
dimenticare l'epocale doppio live On Your Feet or on Your Knees e l'ambiziosissimo
concept album Imaginos. Più volte nelle charts, senza per
questo scendere a compromessi con le regole dell'FM rock, i BOC hanno
firmato capolavori come Don't Fear the Reaper, pluricitata (vedi
Stephen King ne L'ombra dello scorpione), rifatta e utilizzata
in ambiti come quello cinematografico (Carpenter nel primo Halloween);
Godzilla e Burnin' For You.

I
BOC sono rimasti fedeli alle loro origini e a quel marchio di fabbrica
che li ha resi famosi

Con
The Curse of the Hidden Mirror la band riprende e conferma le ottime premesse
del precente Heaven Forbid. Il nuovo disco contiene undici brani frutto
dell'intenso lavoro di songwriting di Roeser e di Bloom. Il pezzo iniziale,
Dance on Stilts, sostenuto da un killer riff, é puro sound
alla BOC. Mentre proseguivamo con le registrazioni in studio, dice
Donald Roeser, ci siamo accorti che aveva tra le mani un disco di classico
hard rock. Siamo una band di classic hard rock. E' quello che facciamo
meglio ed é quello che sappiamo. Volevamo consapevolmente realizzare
un album di hard rock classico, per questo abbiamo cercato un sound personale,
come quando ascolti un pezzo dei Led Zeppelin o degli Who e sai immediatamente
chi sta suonando, proprio perché entrambe i gruppi sono riusciti
a creare una identità musicale tutta loro, originale. L'obiettivo
é stato raggiunto in pieno: i BOC sono rimasti fedeli alle loro
origini e a quel marchio di fabbrica che li ha resi famosi. Lontani perciò
dal pop prefabbricato e dal rap metal che domina le classifiche e la televisione.
Un'ultima menzione tocca a John Shirley che già dal precedente
album aveva fornito un contributo determinante alla stesura dei testi
delle canzoni. In Curse of the Hidden Mirror cofirma otto degli undici
brani presenti. E, infine, una nota speciale anche alla cover che, in
pieno spirito Blue Oyster Cult, ci riporta indietro, per qualche attimo,
agli anni gloriosi di Spectres e di On Your Feet or on Your Knees.
ULTIMORA: I primi quattro album dei Blue Oyster Cult (Blue Oyster
Cult, Tyranny and Mutation, Secret Treaties e Agents of Fortune
sono stati ristampati su cd in una nuova versione. Ogni ristampa contiene
quattro bonus tracks (cinque su Secret Treaties) che comprendono demo,
b-sides di singoli mai apparse su album e pezzi molto rari inclusi soltanto
negli album promozionali.
|