|


Il
sito ufficiale del film
una
recensione
apparsa sul magazine Salon (in inglese)
recensione
di Mario Sesti apparsa su Kataweb cinema
New
york 11 settembre e l'Uomo Ragno pianse, articolo di Dario Olivero
apparso su Repubblica
la vecchia sceneggiatura
del film, scritta, tra gli altri, da James Cameron (in inglese)
scarica alcuni salvaschermi
dedicati al "tessiragnatele"
|
RAGNATELE E CELLULOIDE: STRIPS AND COMICS
Il progetto girava da dieci anni.
Ci fu un momento in cui James Cameron, da sempre appassionato
dellarrampicamuri, sembrava dovesse essere il regista di questo
kolossal partorito da uno dei più grandi successi
del mondo a vignette. Poi tutto passò sotto silenzio.
Nel giro di un paio danni le notizie e i gossip ricominciarono
il loro mormorio, sibilando qualche nome qua e là. E ci fu
un nome in particolare che colpì i fan, il nome del nuovo
regista che le voci davano ormai certo, quello di Sam
Raimi.
Infine le voci sono diventate notizie ufficiali e uno dei film tra
i più attesi dopo il Signore degli
Anelli e i prequel di Guerre Stellari è subito diventato
un successo da record.
Uno dei primi pensieri che colpiscono alla fine del film è
una convinzione: questi dieci anni dattesa non sono stati
un danno. Dopo la visione dellopera di Raimi non si può
che pensare a quanto sarebbe stato difficile realizzare qualcosa
del genere anche solo un paio di anni fa. Gli effetti speciali sono
strepitosi e le evoluzioni dellUomo Ragno sono così
come ogni appassionato ha sempre immaginato e, forse, anche qualcosa
di più. E' inutile negarlo: la vera forza del film sta nellincredibile
capacità che regista e artisti degli effetti speciali hanno
dimostrato per riportare il senso di meraviglia delle pagine a fumetti
nel film.
Le carrellate, i cambi di scena, le sovrapposizioni, i giochi di
inquadrature, tutto gioca a favore di un immensa opera visiva. Il
film è, prima di tutto, una vera gioia per gli occhi, fin
dai geniali titoli di testa.
Senza computer graphic o semplicemente con un livello inferiore
della stessa non sarebbe stato possibile ricreare un emozione tanto
fedelmente.
Per quanto i limiti di tempo di un film comportino scelte e sacrifici,
Spiderman riesce a garantire un ottima ricostruzione della
storia dellarrampicamuri con un buon lavoro sulla caratterizzazione
dei personaggi. Certo, ci sono alcune semplificazioni qui e là,
ma, nel complesso, poca snaturazione.
Gli attori sono buoni, con un Willem Dafoe che spicca in
maniera impressionante. Ottima la sua gestione della doppia personalità
Norman Osborn/Goblin di cui ci offre il massimo in un eccezionale
monologo allo specchio.
Maguire nella parte di Parker è credibile, perfetto
J.J. Jameson, ottima Zia May.
La maggiore remora resta sul personaggio di Mary Jane. Kirsten
Dunst è unottima attrice e ci regala scene splendide,
ma il suo ruolo e il suo personaggio perdono leggermente di spessore
e lei diventa pian piano poco più che la donzella in pericolo.
La trama del film, in realtà, è più vicina
alla versione moderna dellUomo Ragno regalataci da Brian
Michael Bendis con Ultimate Spiderman piuttosto che al
personaggio più classico, anche se si nota un minimo di mediazione.
Ovviamente si sprecano i richiami e le citazioni al mondo del fumetto,
tutte da ricercare. E, se tenete gli occhi ben aperti, vi passerà
davanti tra la folla anche un certo Stan Lee.
Il regista Sam Raimi ha un vasto seguito di appassionati fin dai
tempi del suo primo film praticamente confezionato in casa:
Evil Dead, più noto qui da noi appunto come La
Casa.
Regista raffinato e visionario, Raimi ha dimostrato già una
volta il suo amore per i supereroi, con un film che ne è
un omaggio dichiarato, Darkman, interpretato da Liam Neeson.
Probabilmente questo era uno dei pensieri a cui più si aggrappavano
gli appassionati.
Tematiche e regia sono due impronte chiarissime nella matrice di
Raimi, e qui si esprimono in una versione più giocattolosa
del solito. Ma un altro bizzarro elemento di riconoscibilità
di Raimi è lamico dei tempi di scuola Bruce Campbell,
onnipresente in quasi tutti i prodotti di Raimi, sia da protagonista
che per un veloce cameo (nei suoi film, ad esempio in Darkman, è
lultima maschera indossata dal protagonista, e nei telefilm
che produce, come Hercules e Xena in svariati episodi
il nostro Bruce interpreta un ladro che tanto ricorda Ash, il personaggio
protagonista dei tre film della saga di Evil Dead).
Non manca, infatti, di fare la sua particina anche qui, dove interpreta
lo speaker che introduce e conia il nome di Spiderman.
Insomma, il risultato finale è un film godibile da appassionati
che merita assolutamente la visione sul grande schermo.
©
Paolo Ferrara 2002 - per gentile concessione dell'autore
drive
index
| cinema | Strani
oggetti: archivio
© Copyright 1999-2004 Stefano Marzorati | a True Romance Production
scrivete a drive
|