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IL TEMPO RITROVATO (Le Temps retrouvè)
regia di Raul Ruiz; sceneggiatura: dall'omonimo romanzo di Marcel Proust; con Catherine Deneuve (Odette), Emmanuelle Béart (Gilberte), Vincent Perez (Morel), Pascal Gregory (Saint-Loup), Marie-France Pisier (M.me Verdurin),
Chiara Mastroianni (Albertine), Christian Vadim (Bloch), John Malkovich (Charlus), Marcello Mazzarella (Marcel Proust);
produzione:
Francia, Italia; commento: *** 1/2

Proustiano. E' questo l'aggettivo appropriato e non banale per il primo film nella storia del cinema - numerose quanto deludenti sono stati gli adattamenti cinematografici dell'opera proustiana - che riesce con successo a trasporre su schermo la pagina proustiana. L'argentino Ruiz prende di petto l'opera, affrontando le ultime quattrocento pagine, su un totale di tremila, limitandosi (se cos“ si pu˜ dire) al settimo e ultimo libro, "Il tempo ritrovato". Il risultato Ž un film, unico nel suo genere, che riesce a ricreare i ritmi,
le scansioni e i repentini salti spazio-temporali, le digressioni e il respiro totalizzante de "A la recherche du temps perdu". Il tutto interpretato da un regista colto, attento al particolare, che inserisce nel film anche alcune divagazioni surreali tipiche della sua cultura latino-americana. Molto bella l'ambientazione parigina durante la prima guerra mondiale e la scenografia: in particolare segnaliamo il ricevimento nella villa della principessa di Guermantes che ricorda Visconti.Tra gli attori, segnaliamo il bravissimo John Malkovich che, nel ruolo di Charlus, dimostra di conoscere, amare e comprendere lo spirito proustiano, ed Emmanuelle Beart, una perfetta Gilberte in etˆ matura: spiace solo che Ruiz non abbia girato una quindicina di anni fa una trasposizione de "All'ombra delle fanciulle in fiore", per avere anche una versione della giovane Gilberte/Beart. Ci dispiace solo per il doppiaggio italiano, non sempre all'altezza del testo e della versione originale. E' un film per pochi e non per tutti: lo raccomandiamo solo a quella ristretta cerchia di cinefili che accomunano la passione per il cinema a quella per la pagina proustiana.

© Marco Ferrari - per gentile concessione dell'autore

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