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 DA VENEZIA

PRIMA CHE SIA NOTTE (Before the night ends), regia di Julian Schnabel, con: Javier Bardem , Olivier Martinez, Johnny Depp , Sebastian Silva, Sean Penn (cameo), Hector Babenco (cameo), Jerzy Skolimowski (cameo); produzione: USA, Regno Unito; anno: 2000; commento: *** 1/2

Prima che sia notte ripercorre la vita di Reinaldo Arenas, poeta e scrittore cubano, nato nel 1943 e suicidatosi, malato di Aids, nel 1990, in esilio a New York. La macchina da presa segue la prima infanzia di Arenas vissuta in assoluta poverta, gli anni dell'adolescenza segnati dalla rivoluzione cubana (quando l'esercito ribelle di Fidel, del Che e di Camilo Cienfuegos, il primo gennaio del 1959, abbatte il potere di Batista), la rivoluzione dei costumi, la persecuzione del regime castrista che lo condanna al carcere per omosessualità, la liberazione insieme ad oltre centomila cubani nel 1980, fino all'esilio negli Stati Uniti e al successo mondiale dei suoi racconti.
Julian Schnabel ci mostra una Cuba diversa dagli stereotipi ai quali ci ha abituato la cinematografia internazionale dell'ultimo ventennio: non più tutti poveri ma belli e felici, bensì tutti poveri e - tra questi - molti infelici e perseguitati, con le conseguenti roventi polemiche tra i sostenitori della Cuba castrista e i suoi detrattori storici. Il newyorkese regista e anche pittore, già autore di Basquiat, si fa perdonare alcuni eccessi liristici con la forza del racconto e un cast ottimamente diretto; peccato per alcune sbavature, perché avrebbe potuto regalarci un vero capolavoro.
In ogni caso il film è senz'altro meritevole del Gran Premio Speciale della Giuria al 57° Festival di Venezia 2000. L'accoppiata Schnabel-Bardem (quest'ultimo già visto in Carne Tremula di Almodovar, è bravissimo nel ruolo di Arenas) ci regala in particolare una bellissima mezz'ora, durante gli anni della rivoluzione culturale. Lo spettatore percepisce il sentimento vitale, quella straordinaria convivenza di libertà, uguaglianza e tolleranza
che fece degli inizi della rivoluzione cubana una grandissima occasione storica, un esempio per tutto il mondo. Da ricordare la partecipazione di Johnny Depp, dieci indimenticabili minuti nel ruolo di un travestito detenuto in carcere insieme ad Arenas, che lo aiuterà a portare all'esterno - il metodo di trafugazione resterà nella memoria dello spettatore - i testi del suo ultimo romanzo, che verrà poi pubblicato in Francia.
Ci sono anche dei "cameo" seminascosti di Sean Penn e dei registi Hector Babenco e Jerzy Skolimowski: i noti interpreti - seguendo una tecnica già usata da John Huston ne I cinque volti dell'assassino - sono difficilmente riconoscibili: invitiamo lo spettatore a cimentarsi nell'identificazione.

© Marco Ferrari - per gentile concessione dell'autore

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