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PATTY
PRAVO: INTENSAMENTE ETEREA di Lino Terlati
Se c'è un nome che si differenzia da tutti per originalità
d'identità e per l'internazionalità della sua proposta,
quel nome corrisponde
a Patty Pravo, l'unica vera artista italiana con la A maiuscola.
Nicoletta ha sempre proposto arte e fascino ,anche nelle pagine più
accessibili della sua trentennale carriera. Patty rimane un mito.Già
e soprattutto perché il suo modo di concepire l'arte è
anomalo come mai nessuno ha attraversato. Quest'anno Patty e precisamente
il 9 Aprile ha compiuto 50 anni, ma chissà quante altre cose
interessanti avrà da proporre, oltre al nuovo splendido album
Notti, guai e liberta' appena pubblicato.
A ventidue anni Patty era già un idolo, e con i suoi cambiamenti
repentini di vita, di stile e le sue sparizioni hanno contribuito
a far di lei il mito della musica leggera italiana, anche perchè
ha attraversato ogni confine della musica italiana.
Ha pubblicato veri capolavori come Biafra pubblicato dalla
Ricordi nel 1976 ancora attualissimo come suoni e poco commerciale;
resta il mistero del perchè non sia stato ancora pubblicato
in CD perciò discografici, mettetevi una mano sulla coscienza
e pubblicate questo gioiello.
Un altro capolavoro poco commerciale e un fiasco come vendite è
stato Oltre l'Eden, pubblicato dalla Fonit Cetra nel 1989 e
passato quasi inosservato, un album di vera poesia in musica.
Poi l'album PIGRAMENTE SIGNORA uscito per la CGD in edizione
economica e che è un vero gioiello: infatti tutte le composizioni
sono inedite e Patty qui dà veramente il massimo interpretando
pezzi oscuri della storia della musica italiana, in generale tutte
colonne sonore di films, quasi a voler dimostrare che lei è
un fenomeno visivo e che le immagini sono importanti. Ed ecco allora
Il negro zumbon a tempo di bayon, poi Il terzo uomo
in seguito ripresa da De Gregori, poi La danza di Zorba in
versione Dario Argento, ma anche pezzi grandi come Contatto,
una fantascientifica ballata loureediana che narra l'incontro di due
extraterrestri.
Nella metà degli anni sessanta, l'Italia aveva bisogno di un
personaggio di rottura, di una ribelle capace di guidare una generazione
e Patty pensa bene di trasferirsi dalla sua Venezia a Roma e fa del
mitico Piper di Via Tagliamento il suo quartier generale. Tutti ne
parlano , scoppia il caso Pravo, lei ci propone Ragazzo triste,
cover italiana di un pezzo di Sonny Bono, con testi italiani
di Gianni Boncompagni. La sua apparizione a Scala reale del 1966 è
una folgorazione, col suo fascino biondo, insieme ad una scenografia
composta da alambicchi e fumi, la Jean Harlow italiana conquista i
giovani italiani, il disco diventa un hit delle classifiche, ancora
oggi molto eseguito.
La
sua presenza dal vivo è enfatica e teatrale ,una caratteristica
che si ritrova ancora oggi, immutata nel tempo; quello che proponeva
era senz'altro musica beat, ma con accenni di organi psychedelici
e ripescaggio di classici del gospel e del blues come la splendida
Motherless Child, proposta nel suo terzo album, chiamato anche
dai discografici CIMITERIA per via delle immagini sepolcrali
della splendida copertina disegnata da Gordon Faggetter, allora batterista
e fidanzato di Nicoletta, e che, come pittore, aveva disegnato anche
la splendida copertina molto felliniana di Dedicato a Frazz
dei Semiramis. Altro pezzo interessante dal refrain memorabile è
Il mio fiore nero, un classico degli anni sessanta.
Patty riuscì a capire che una formula vincente era quella di
sintetizzare tradizione e fermenti giovanili, e trattare l'amore,
argomento cardine dei suoi testi, in un modo mai convenzionale. Questa
simbiosi preannunciava il futuro della musica italiana. Tante hanno
cercato d'imitarla, prima fra tutte Anna Oxa, ma i risultati non sono
stati eccellenti. Forse l'unica che poteva eguagliarla è stata
Marina Arcangeli, ma dopo un primo album molto interessante, è
scomparsa ingiustamente. Tante bands italiane. poi. la considerano
musa ispiratrice, a cominciare dai CCCP che riprendono la sua
immortale Pensiero stupendo.
Per lei hanno scritto pezzi i migliori autori italiani a cominciare
da Paolo Conte, che è tornato a collaborare con lei
per l'album Occulte persuasioni del 1984 per la CGD, l'album
acquerello di Patty, con lo pseudonimo Solingo. Sono seguiti, poi,
Ivan Cattaneo, Ivano Fossati, Venditti, De Gregori, Cocciante,
Maurizio Monti, Giovanni Ullu, Paolo Dossena, Franca Evangelisti,
Battisti, Renato Zero,Gianni Dall'Aglio, Migliacci, e nomi internazionali
come Leo Ferrè (Col tempo, ormai un manifesto
della discografia di Patty), Paul Korda,Jacques Brel, fino
ad arrivare oggi ai più recenti Battiato, Guccini, Alex
Baroni, Enrico Ruggeri, Lucio Dalla e chi più ne ha ne
metta. Un 'artista molto versatile, quindi.
Ma se poche artiste nazionali hanno saputo eguagliarla, questo significa
che lei rimane la regina incontrastata di uno stile, così difficilmente
pareggiabile, che ne fa un fenomeno davvero unico, soprattutto per
l'interpretazione: sembra che Patty abbia veramente vissuto le vicende
che canta, entrando nella storia così intensamente, eppure,
allo stesso tempo, così distante , eterea; lei canta sulla
Luna, e quando noi terrestri riusciamo a scorgere i suoi effervescenti
raggi, ormai è troppo tardi, lei è già volata
verso chissà quali altre costellazioni.
Patty sembra sempre che reciti: quando canta, quando parla, quando
si muove e credo che tutto questo sia naturale. Lei è sempre
così , molto spontanea.
Riesce ad essere molto duttile in fatto di estensione vocale, prima
gorgheggi oscuri, poi voce roca, quindi dolcezza inusuale e allo stesso
tempo accenti decadenti, veramente impareggiabili in ambito italiano.
Patty inoltre ama veramente la sua musica, prova ne è che per
ogni suo disco segue tutte le operazioni personalmente, dallo stampaggio,alla
produzione,alla fonetizzazione; per lei sono come delle creature,
dei figli da seguire in tutto e per tutto.
Preferisce incidere di notte, è più tranquilla e alcuni
dei suoi dischi sono stati incisi nell'arco di una notte come "Biafra"
che sembra studiato a tavolino per l'avanguardia dei suoni, ma anche
"Incontro" fu realizzato in ore notturne.
Sa essere una grande signora della musica; inoltre Bravo Pravo
testimonia la registrazione di uno spettacolo francese diretto da
Jean Jacques Averty. Patty è la protagonista assoluta, è
un giardino di delizie questo album, che dovrebbe essere ristampato
singolarmente, con un inconfondibile fascino, che permea tutta l'opera,
memorabile la sua versione di Non andare via, grandissimo pezzo
che lei rilegge ogni volta in modo diverso. Testimonianza è
lo splendido album dal vivo dell'anno scorso Bye Bye Patty,
il primo album live della sua carriera dove tutte le composizioni
non sono invecchiate ma risultano attuali, e si sa... Patty attorniata
da nuovi musicisti è capace di cose impossibili, come lo splendido
concerto del Tout Va di Taormoina del 1987, dove si accompagnava in
una sorta di mimica evolvente, con tanto di magici foulards e con
una band mirabolante.
Come ho detto in apertura, Patty, all'inizio, si muoveva all'insegna
del gospel e del rhytm & blues. Già prima nella sua Venezia
si faceva accompagnare da una band psychedelica: i Delfini. Tutto
questo le serviva per farsi le ossa. Il blues, soprattutto, per i
suoi temi tristi e melanconici così vicini allo spirito di
Patty, in particolar modo i dischi di Eartha Kitt la colpiscono,
ancora adesso. Avorio ed ebano, due realtà così lontane
esteriormente, così vicine interiormente.
Poi, come quasi tutti, s'innamora dei Beatles, e riprende Michelle
(splendida la coreografia in Stasera Patty Pravo, spettacolo
come si deve di quando la RAI era la RAI) e Yesterday, in "CIMITERIA".
Le sue versioni sono molto fedeli, anche se arricchiscono charme e
decadenza proprio per la natura dell'interprete.
Molto prezioso è poi l'album del 1978 Miss Italia, che
nasceva intorno a un pezzo degli Styx, band pomp-rock molto
amata da Patty. Il pezzo omonimo venne censurato, troppo avanti e
troppo insolente all'epoca , e viene poi ripubblicato nello splendido
cofanetto di INEDITI edito da Raro; l'album esce dopo
Biafra e non ha le stesse caratteristiche, è più
discontinuo, ma ha un grande pregio, quello di mostrare una grande
versatilità dell'artista. Si inzia con l'allusivo e sporcaccione
pezzo Johnny, elettronico ma con una buona ritmica (inusuale
la dobro di Stefano Ciccaglioni); poi Mango le scrive una splendida
Sentirti, struggente melodia all'insaputa dell'eterna intensa,
quindi di nuovo il grande amico Maurizio Monti le scrive Bello
mio, una ballata su una storia d'amore finita; un pezzo sottotono
è Notti bianche, versione italiana di It's a heartache
di Bonnye Tyler, ma sinceramente preferivo l'originale.
Invece la seconda facciata è tutta splendida. Marva.
scritta dal defunto Ivan Graziani e da Marva Jan Marrow
ci presenta Patty alle prese con una interpretazione jazz-rock
molto vicina ai Weather Report, poi, alla fine, lei imita lo stile
di Flora Purim e ci riesce piuttosto bene. Cambio di rotta
e l'atmosfera punk di New york 1977 ci risveglia. Toni decadenti
e accenti strani, frasi appena sussurrate, velate di fascino sono
gli ingredienti di Bello, cover di un pezzo dei Talking
Heads di David Byrne (ricordo bene la bella coreografia per questo
pezzo in Stryx, splendido programma di Enzo Trapani che la
RAI dovrebbe rispolverare prima o poi). Patty era la regina di un
sabba, splendida e inquietante. Poi Dai sali su, cover appunto
di Come sail away degli Styx e qui si va in territori progressive,
coi sintetizzatori che richiamano Emerson, Lake & Palmer. il pezzo
è veramente riuscito, l'arrangiamento era stato scritto da
Patty stessa che, in questo album, inizia a suonare le tastiere per
i suoi dischi. Grandissimo chitarrista è il suo compagno Paul
Jeffrey, proveniente dai divini Cockney Rebel. Chiude un
album luminosissimo l'inno di Patty Pensiero stupendo, grande
omaggio a Lou Reed. Ricordiamo che lei aveva inciso la versione italiana
di Walk on the wilde side, dove tratta un tema scottante e
scandaloso per l'epoca e cioè un amore a tre, anche se molto
allusivo: la canzone diventa un grandissimo hit, e spopola in tutta
la penisola. La tourneé dell'epoca é poi grande, molto
vicina a sonorità hard-rock; ricordo ancora che la gente rimase
scandalizzata nel vedere e sentire versioni rabbiose dei suoi pezzi.
Nei suoi brani più intensi si respira aria di D'Annunzio: l'amore
è visto con eleganza, pervade un senso di languore ipnotico
, grande caratteristica di un artista unica.
Patty rimane un fermento
giovanile, tanti quattordicenni sono suoi fans, lei riesce ad affascinare
grandi, giovani e bambini, eppure va contro le mode e sembra sempre
anticiparle, un sesto senso non c'è dubbio.
Parlavo prima del cofanetto INEDITI: si tratta di una vera
perla, cpmprendente tutti pezzi rari. Il brano più grande è
Ora che sono pioggia, scritto da Antonello Venditti per solo
pianoforte e voce. Qui si ritrova la grandezza di Patty, nell'interpretazione
vocale ( pensate che tutti questi pezzi sono stati incisi in diretta!).
Manifesto del minimalismo più drammatico, questo pezzo è
pieno di poesia.
Un' altra grande canzone è Stanco, di un autore ignoto
(chissà chi è): qui abbiamo Patty che si rivolge al
suo amato in una sorta di monologo acustico, con la chitarra dai toni
leggeri e il synth molto oscuro,a formare un legame di tenerezza e
profondità. Patty vive in prima persona i suoi pezzi. Ci entra
dentro e diventa un tutt'uno.
"Miss Italia, annunciato prima, è una versione insolente
di Miss America degli Styx. Patty è l'unica artista
italiana in grado per quei tempi a proporre un rock rude e grezzo
senza fronzoli guidato dalle magiche chitarre di Paul Jeffrey, e si
sa Patty ha vissuto in tutta la sua vita in modo molto rock. Grinta,
ribellione, sfacciataggine ed eleganza sono le caratteristiche di
questo pezzo. C'è anche un'altra cover di Lou Reed,
qui ribattezzata Alaska (Caroline says) drammatica e
intensa, cronaca di un suicidio.
Un avvenimento risonante fu anche la pubblicazione di tre albums per
la Philips che Patty produsse direttamente. Dei tre quello più
entusiasmante è SI...INCOERENZA. Qui Patty diventa teatrale
e reinterpreta, con l'aiuto di ampie orchestrazioni, classici della
canzone francese: fra tutti la Col tempo di Leo Ferrè,
resa con una magistrale interpretazione. All'indomani di quest'album
si sapeva che Patty sarebbe tornata alla RCA e, quindi, il periodo
teatrale venne chiuso.
Con PAZZA IDEA, del 1973, Patty ritorna ad essere diva della canzone
italiana. Il pezzo omonimo è musicalmente molto valido: anche
qui il tema è scottante. Patty canta di fare l'amore con una
persona pensando a un'altra.... La melodia, poi, è tenue e
bellissima e il pezzo (che val primo posto in classifica) diventa
uno standard della canzone italiana. I suoi concerti sono poi tutti
esauriti e Patty ha appena venticinque anni.
Intrise di poesia sono anche Sono cosa tua e Morire tra le viole,
brani dove Patty unisce sempre insieme drammaticità e bellezza,
e dove anche la morte diventa parte della vita. L'album nella versione
originale era uscito con una confezione portfolio arricchita da splendidi
disegni naif.
Il successo di quest'album dà vita a un secondo, con la direzione
artistica di Luis Enriquez Bacalov, all'epoca produttore di
albums del Rovescio della Medaglia, degli Osanna e dei
New Trolls.
L'album MAI UNA SIGNORA è splendido, a cominciare dalla
decadente Come un Pierrot, che ricorda Nico dei Velvet
Underground, e con organetto tipico di films felliniani , e dall'esperimento
di Autobus.
Qui la voce e la chitarra acustica tessono un'affascinante e intricata
melodia. E' solo un altro grande esempio di poesia in musica, l'interpretazione
è da brividi, e chissà perché ascoltando questo
pezzo mi vengono in mente proprio le atmosfere cupe e sognanti di
Venezia, la città natale di Nicoletta.
Questo periodo nuovo di Patty per la RCA è tutto un evolversi
di situazioni ,quasi un work-in-progress.
Inferiore a MAI UNA SIGNORA è INCONTRO del 1975 anche
se vi è un tentativo di opporsi alle logiche da classifica.
All'album collabora Dario Baldan Bembo e il pezzo omonimo è
bellissimo e inusuale, tutto parlato, poetico e sussurrato. Logicamente
la canzone non poteva andare benissimo, in un'epoca dominata dalla
nascente disco-music più ruffiana. Nello stesso album si trova
una bella versione di Mercato dei fiori di De Gregori,
anche se la versione più strepitosa l'abbiamo nell'album del
1990 PAZZA IDEA ETC.ETC.
TANTO, del 1976, è un album superiore alla media italiana
dell'epoca, ed è prodotto da Vangelis Papathanassiou.
Esemplifica molto bene quello che sarebbe accaduto da lì a
poco nella carriera di Patty.
I pezzi sono tutti epici ed orchestrali (c'è anche Sconosciuti
cieli, un pezzo scritto da Jon Anderson degli Yes),
ma di notevole spessore sono Dove andranno i nostri fiori e
il remake di Io ti venderei
di Battisti qui in una versione spumeggiante e folle.
Si respira in un tutto l'album venti mediterranei, strade assolate
, e uno stato di benessere avvolge il disco.
Ma ormai la RCA è stufa di Patty e della sua non convenzionalità
e chiude il contratto. Patty se ne frega perchè la Ricordi
le offre un contratto miliardario per l'epoca e lei spende tutto per
il suo capolavoro BIAFRA (1976). Un disco illuminante con suoni
ultra-avanti, superiori a tutti i gruppi italiani. Autori greci, Albertelli,
Renato Zero, Evangelisti, Genova & Steffan, autori ignoti
come Contarino, Jacobonim di nuovo " Sconosciuti
cieli", sono gli ingredienti per un album ingiustamente considerato
poco e che dà invece molto.
Tutti i pezzi sono grandissimi e lo si capisce già dai primi
ascolti. La mela in tasca di Spathas -Tourkogiorgis
offre suoni estremamente puliti e complessi e un uso dei sintetizzatori
vicino agli anni '90.
Ma tutti questi collaboratori spariscono quando si ripresenta mamma
Rca ad accoglierla nel suo grembo, perchè "Biafra"
risulta un flop commerciale per la RICORDI. Speriamo possa essere
ristampato oggi.
Di MISS ITALIA abbiamo già parlato.
Di MUNICH ALBUM del 1979 ne parlo adesso. Patty vola a Monaco
di Baviera e vuole registrare lì l'album più discotecaro
della sua carriera. Poteva essere un grande album ma viene rovinato
dalla mano pesante di RAINER PIETSCH, all'epoca produttore
ed arrangiatore di Amanda Lear.
Vi è una splendida versione futurista di New York, pezzo
sanremese di Lorella Pescerelli, Il re, che offre echi
progressive e, assolutamente splendida, la versione malata di Male
bello di Ivan Cattaneo, con altissime potenzialità
vocali di Nicoletta; ancora Lou Reed ispira Autostop,
anche se condita di sintetizzatori e ritmi dance. Meglio non parlare.
invece, dei pezzi in inglese, veramente brutti e impersonali, senza
la grande identità di Patty. Insomma, tutto sommato un album
sbiadito.
Patty delusa dal pubblico italiano e con un nuovo amore, il chitarrista
dei Flamin' Groovies Jack Johnson vola in America e
si trasferisce a San Francisco. Qui resta tre anni senza fare niente
discograficamente; è il periodo delle famose foto soft-porno
apparse in riviste per soli uomini.
Nel 1982, allo studio Automatt di San Francisco, registra un bellissimo
album, CERCHI, pubblicato in Italia dalla CBO e distribuito
da Ricordi (non si capisce perchè, ancora una volta sia stato
escluso dal box stampato oggi dalla BMG Ricordi). Il disco è
completamente scritto da lei in prima persona ,insieme al chitarrrista
Eddie Martinez (poi con Robert Plant), inciso con una band
americana e prodotto da David Kahne (giì con le Bangles).
Il disco può sembrare un po' impersonale ma è bellissimo,
e troneggiano pezzi come Parole, con tecnica strabiliante e
accenti decadenti, l'intensa La viaggiatrice You, l'intricata
Let's go, la jeffersoniana Harlem rocky, intrisa di triste
felicità, e la corrosiva Safari Park. Inutile dire che
il disco non viene capito, Patty inizia una tourneé che, dopo
poche date, verrrà annullata.
Il suo istrionismo questa volta è un po' esagerato: Patty non
parla bene l'italiano, gorgoglieggia senza capire cosa dice, i capelli
sono bianchi ed il viso sempre imbronciato.
Va di nuovo in America e ritorna poi in Italia nel 1984 per andare
a Sanremo dove presenta, elegantissima geisha e vera diva dell'intera
manifestazione, Per una bambola. Il pezzo è veramente
grande e l'album che ne segue Occulte persuasioni, prodotto
da Italo "Lilli" Greco (che aveva seguito l'esordio
di molti cantautoiri), è scarno ed essenziale, quasi inciso
in diretta. Qui si trovano parole e organetti alla Velvet Underground,
uno smodato uso del vibrato, immortali tenui melodie come Dolce
una follia, reggae insoliti come in Viaggio, eterno tema
della solitudine, ampi interventi di Paolo Conte.
Televisamente
le sue apparizioni più grandi avvengono proprio in questo periodo
con le apparizioni a Premiatimissima '84, dove, anche se è
la più grande ,arriva ultima e i suoi numeri sono veri cinema
in diretta, scenari allucinati e ultramascherati, lei completamente
aliena. Non capisco perchè non vengano raccolte in video-cassetta
queste sue interpretazioni e perché non le ritrasmettano. I
pezzi vengono poi pubblicati in un suo splendido album, PIGRAMENTE
SIGNORA, bellissimo e con una splendida Patty- Maga Circe in copertina.
I seguio le sue incisioni diventano sempre più rare: nel 1989
con OLTRE L'EDEN e nel 1994 con il capolavoro IDEOGRAMMI,
dove si perde un po' l'intensità di Patty in favore di
una ricerca che ci stimola ad ogni nuovo ascolto; unione di arcano
e futuro, strumenti tradizionali e computers, ripescaggio di autori
maledetti come Rimbaud e collaborazioni con Fulvio Marras,
nome importante dell'ambient.
Poi di nuovo Sanremo con I giorni dell'armonia, pezzo molto
4AD, ma non adatto a San Remo. Lei sparisce di nuovo. Ci ritorna,
bella come sempre, capelli sempre biondi e gli occhi magici che sembrano
aver fermato il tempo con il pezzo E dimmi che non vuoi morire...,
scritto da Vasco Rossi e Gaetano Curreri degli Stadio.
Bye Bye Patty è il primo cd live di Nicoletta, uno splendido
cd che attraversa i vari periodi Patty, eseguiti con una band da capogiro,
fra cui vanno ricordati i nomi dei bravissimi e giovani jazzisti Vito
Di Modugno e Mino Petruzzelli, autori anche in proprio
di splendidi cd.
E poi sono arrivati Notti, guai e libertà ,dove
i più grandi cantautori come Francesco Guccini, Ivano Fossati,
i Denovo, Battiato, Alex Baroni, Enrico Ruggeri, Dalla, Vecchioni
hanno scritto appositamente per lei, e lei ha interpretato le canzoni
come una dea.
Invece Una donna da sognare (con la produzione di Vasco Rossi),
a parte il pezzo omonimo, è un album di canzoni leggere che
si adattano male alla grande caratura artisttica dell'artista.
Live 99 cattura Patty Pravo in un doppio cd dove vine presentata
anche Vola, canzone che eseguì nel grandissimo Stryx
di Enzo Trapani, e una futuristica versione di Non ti bastavo più,
perla del periodo Philips. Adesso si sa già che sarà
a San Remo con L'immenso e con un album che si annuncia strepitoso.
Poi sparirà di nuovo, e poi ritornerà , ogni volta con
proposte interessanti, come una falena che vola nell'aria, libera
e chissà su quale fiore si poserà.
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