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HARRY POTTER E LA MAGIA AL CINEMA
Che Harry
Potter sia diventato un fenomeno mostruoso è sotto gli
occhi di tutti: merchandising di ogni genere e richiami ovunque. Pensate
solo a quante pubblicità con un bambino che fa magie avete
visto in questi ultimi mesi.
Sento già la masnada di voci che inveiscono allennesimo
prodotto commerciali e che si sentono schifati da qualunque cosa generi
una simile ondata.
Non voglio dilungarmi troppo sullargomento, ho intenzione di
dire solo un paio di cose a riguardo.
(...)
Siamo nellera del videogioco e della crisi del campo delleditoria:
volete ancora provare a criticare un gigantesco fenomeno che ha messo
uno o più libri in mano a milioni di bambini?
Lo
ammetto, io solitamente sono uno dei primi a non apprezzare i grandi
fenomeni commerciali. In realtà non è molto più
che snobbismo e pregiudizio, cose che non faccio che criticare continuamente,
ma non riesco ad evitare che il concetto di un prodotto potenzialmente
artistico trasformato alla nascita in macchina da soldi, inevitabilmente
portano il mio naso a posizioni innaturali. Ma questa volta mi è
successo di conoscere il prodotto molto prima che diventasse
fenomeno.
Innanzitutto voglio ricordare a tutti che stiamo parlando di un libro.
Anzi una serie di libri. Il che comporta il fatto che questi, se vengono
acquistati, forse vengono anche letti. Ricordo che il fenomeno, anche
in Italia, è esploso prima che arrivasse anche il film, quando
questo non era altro che un pettegolezzo e qualche foto scovata qua
e la.
Siamo nellera del videogioco e della crisi del campo delleditoria:
volete ancora provare a criticare un gigantesco fenomeno che ha messo
uno o più libri in mano a milioni di bambini?
Perché è questo che è successo. Improvvisamente,
un sacco di queste piccole complesse e adorabili creature a due zampe
hanno trovato qualcosa che li ha fatti sedere a leggere. Di questi
tempi è una manna.
Ve lo dico per esperienza diretta: mio fratello quindicenne non aveva
mai superato pagina 3 di qualunque libro gli abbia mai tentato di
prestare. Poi un giorno in cui era a casa influenzato mi chiede in
prestito il primo libro del nostro occhialuto maghetto di cui tanto
si era cominciato a sentir parlare in giro. Allepoca erano già
usciti tre romanzi della saga. Bene, in una settimana di malattia
li ha divorati tutti e tre e alluscita del quarto quasi ci siamo
litigati chi dovesse leggerlo per primo (ovviamente ho vinto io).
Ma non è tutto qui: da allora non fa che chiedermi libri in
prestito e nel giro di un anno quel ragazzetto appassionato di videogame
che non aveva mai letto più di tre pagine per libro ha persino
affrontato e superato con successo (e con una discreta velocità
oserei dire) le mille e duecento del Signore degli Anelli e
le mille e trecento e passa di It. Per quanto qualcuno possa
ancora criticare le scelte dei titoli (ma io mi guarderei bene dal
farlo) adesso mio fratello legge, il che significa che un libro chiama
un altro e così via. Se anche solo nel 10% di quei bambini
che hanno preso in mano Harry
Avvincente
trascinante e cosa incredibile, finora in una evoluzione sia di trama
che di qualità: il primo romanzo appassiona, il secondo piace
più del primo, il terzo stupisce più del secondo e quando
proprio pensavi che ormai la cosa si dovesse stabilizzare, ecco il
quarto che ti lascia a bocca aperta.
Potter
fosse nata la voglia di leggere altri libri, e io non sono così
pessimista, significa che la nostra autrice, la Rowling, è
riuscita a far quello che da anni centinaia di pedagoghi, insegnanti
e genitori hanno sognato e tentato di realizzare in molte maniere
diverse.
Per
chi volesse criticare poi il fatto che questi libri di successo siano
diventati sette, voglio sottolineare il fatto che questo progetto
è precedente al successo: il romanzo parla, per quanto basata
sulla magia, di una scuola allinglese, ovvero della durata di
sette anni. Dato che ogni libro copre larco di un anno scolastico
direi che non viene fuori un conto difficile. Insomma non si tratta
di banali sequel dettati da leggi di mercato. E di certo non mi vedo
la nostra autrice fare calcoli e speculazioni sul possibile successo
quando si trovava sola, senza lavoro e con dei figli da accudire.
Perché è questo che è successo: lasciata dal
marito, senza lavoro e con prole, la nostra mammina ci ha provato
con il suo libro, è adesso è la donna inglese più
ricca dopo la regina dInghilterra. Potete considerarlo melenso,
ma è bello che una volta tanto una cosa così capiti
nella realtà e non nellultimo film natalizio sfornato
da Hollywood.
E prima di parlar daltro unultima cosa che potrebbe non
essere notata in tutto questo parlare di fenomeno di successo: Harry
Potter non sono solo libri, ma sono BEI libri!
Avvincente trascinante e cosa incredibile, finora in una evoluzione
sia di trama che di qualità: il primo romanzo appassiona, il
secondo piace più del primo, il terzo stupisce più del
secondo e quando proprio pensavi che ormai la cosa si dovesse stabilizzare,
ecco il quarto che ti lascia a bocca aperta. E adesso mi ritrovo a
smaniare in attesa del quinto.
E dopo il libro, di questi ultimi tempi era inevitabile che non arrivasse
un film (pare anchesso sarà solo il primo di una serie).
Ed ecco quello di cui vorrei parlare. Ho visto il film. E subito non
posso far altro che dividere in due il mio giudizio.
Perché esiste un giudizio per chi vede il film e basta, ed
esiste un giudizio per chi si è letto avidamente tutti e quattro
i romanzi e ha passato metà del film a commentare con il fratello
Ehi, manca questo! Ehi e tizio dovè? Ehi! Ma qui
non succede così! Ma è gia Halloween? Ma è gia
Natale? Ma è già finito? (e il film dura sulle
due ore e mezza) e via dicendo.
Tento di dare un giudizio sul film per chi non ha letto i libri, ma
non so se e quanto riuscirò ad essere imparziale.
Il film è carino, godevole, roboante negli effetti scenici
e nel fiume di computer graphic. Insomma una festa per gli occhi e
anche piuttosto divertente.
(...)Il
film, per quanto carino, ben fatto e divertente, è una piccola
delusione per chi ha letto il libro...
Bisogna
dire che i bambini sono un po mediocri (e chi mi dice che non
si può pretendere tanto da ragazzini che fanno gli attori consigli
di vedersi o rivedersi Haley Joel Osment ne Il Sesto Senso),
ma il cast degli adulti offre uno stuolo di attori inglesi da brivido
(compare persino John Cleese dei Monty Python, anche se solo
in un cameo, giusto per citarne uno pescato a caso).
Eppure il film, anche per chi non ha letto il romanzo lascia limpressione
di avere parecchie lacune. Altro non risulta che un banale assaggio
di quello che è Harry Potter e la pietra filosofale
Eccoci quindi al secondo tipo di giudizio. Il film, per quanto carino,
ben fatto e divertente, è una piccola delusione per chi ha
letto il libro.
Il
casting è stato eccezionale: riconosci tutti i personaggi prima
ancora che vengano pronunciati i loro nomi, fisicamente sono una trasposizione
perfetta del libro. I paesaggi, i luoghi, le creature, tutto corrisponde
molto fedelmente. Ed è bello potersi finalmente vedere una
partita di Quiddich. Il problema non è però quello che
si vede. il problema è quello che non si vede. È ovvio:
era impossibile riportare tutto quello che è il libro su schermo,
e non per impossibilità tecniche (ormai gli effetti speciali
possono permettersi lincredibile), ma per motivi temporali:
altro che due ore e mezza sarebbero state necessarie. Ma invece di
fare delle vere e proprie scelte, gli autori hanno deciso di metterci
tutto il possibile dedicando si e no cinque minuti cinque ad ogni
cosa.
La caratterizzazione dei personaggi, per i personaggi che vengono
caratterizzati, diventa così sbrigativa, veloce ed essenziale,
così che alcuni vengono un tantino banalizzati. Un caso lampante
ad esempio è Draco Malfoy, che perde quel suo velo di cattiveria
e crudeltà diventando un personaggio più leggero e sciocco.
La maggior parte dei comprimari viene appena presentata. Due coppie
in particolare si ritrovano a fare da banale tappezzeria: i gemelli
Wesley, Fred e George, cicloni irrefrenabili e motivo scatenante di
una miriade di situazioni del libro, in celluloide sono poco più
di un nome e una veloce battuta. Tiger e Boyle (Tiger e Boyle, il
pezzo meglio della cricca Malfoy!) vengono a mala pena presentati.
Una miriade di spiegazioni si perdono, così come parecchio
del fascino di Hogworts, nella sua struttura, nelle sue tradizioni,
nella sua palpabilità, che nel film rimane poco più
che scenografia.
Gli spettri sono poco più che folclore (Cleese è uno
di questi, poco più che un cammeo. Nick-quasi-senza-testa chediventa
appena un cammeo
.mah! E il poltergeist?), e la vita della scuola
risulta troppo desertificata (Madama Chips, il dottore
di Hogworts che fine ha fatto? E il dormitorio, che nel libro è
uno sciamare continuo di vita, tanto da poterne sentire rumori e odori
nella propria testa, sullo schermone sembra sia abitato solo da i
nostri Harry, Ron e Hermione).
I passaggi troppo veloci, i salti lunghi, la maggior parte delle situazioni
(le lezioni di magia ad esempio, una delle cose migliori del libro,
o tutto il meccanismo di rapporti tra professori e studenti, con lassegnazione
dei punteggi e la perdita degli stessi che nel film perdono quasi
di significato) appena abbozzate.
Sì, è vero, finalmente ci possiamo gustare una partita
di Quiddich con gli occhi. Bella, veloce, incalzante ma
ma manca
troppo. Troppo breve. E i battitori? Stiamo ancora parlando dei gemelli
Wesley! Comè possibile che bolidi e battitori siano solo
di passaggio sullo schermo? Si perde parecchio della struttura di
questo geniale gioco che il libro ci ha regalato e con cui ci ha emozionato.
Come ho detto, per ora il quarto romanzo della serie si è rivelato
il più bello
ma che male quando scopri che viene sospeso
il campionato di Quiddich! Figurarsi vedere come tutto questo bellissimo
impianto scenico sia stato così leggero su di un particolare
così entusiasmante e atteso!
Insomma alla fine ci tocca vedere tanta potenzialità sprecata.
Ripeto, è vero che non era possibile metterci tutto, ma allora
perché non operare qualche scelta?
In definitiva il film di Harry Potter risulta una splendida macchina
visiva, ma niente più. Per chi non conosce i romanzi potrebbe
anche essere fuorviante. Per chi li conosce e li ama una piccola delusione.
È bello vedersi Hogworts, Diagon Alley e tutto il resto esattamente
come li immaginavi. Un po meno vederci accadere cose un po
diverse, non per azione ma per sostanza. E a tutti dico che continuerò
ad aspettare con molta più ansia il quinto volume, piuttosto
che il secondo film.
©
Paolo Ferrara 2001 - per gentile concessione dell'autore
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