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Joseph McElroy, PLUS, Bollati
Boringhieri, € 15, 49
E
Imp Plus seppe che quel di più che era tuttintorno
veniva da lui.
Plus è la storia di un ingegnere affetto da una
malattia terminale, il cui cervello viene chirurgicamente rimosso
e posto
in una capsula spaziale in orbita intorno alla Terra. Questa
è limmagine da cui Joseph McElroy fa iniziare
il suo romanzo, capolavoro pre-cyberpunk in cui emerge linestricabile
sovrapporsi e confondersi tra carne e metallo, organico e inorganico,
idios kosmos e koinos kosmos, una metafora leggibile
a più livelli, il più evidente dei quali è
lo smarrimento del self nella società contemporanea
(il romanzo è del 1976), e del suo faticoso tentativo
di ricostruire un mondo, operazione che coincide con la ricostruzione
di un nuovo sé: Imp Plus sapeva che il di più
che era tuttintorno e che veniva da lui gli sta va crescendo
dal cervello.
Il cervello al centro della narrazione intraprende così
una quest immobile, dato che il suo viaggio di conoscenza
parte e finisce da se stesso (Quello che Imp Plus vide
adesso alla luce dellalba fu più di quanto aveva
visto [
] Imp Plus vide se stesso; Non aveva
alcuna scatola cranica. Non aveva alcun cervello. Laveva
lasciato in orbita. Era ancora in orbita, ma intorno a se stesso).
Il tentativo di trovare un punto fermo, corrisponde anche allincapacità
della cultura postmoderna di ritrovare fondamenta stabili e
sicure su cui fondare un sapere a cui non si può più
attribuire la caratteristica dellassolutezza (Si
sentì diviso e raddoppiato in parecchi luoghi di se stesso,
allinterno e allesterno. Come faceva a mettere a
fuoco ? Non cera un unico centro), una situazione
che può far pensare anche alla condizione della cultura
nei paesi ex-colonizzatori che devono confrontarsi con uninterpretazione
altra della loro cultura, provenienti da quelli
che erano i margini (geografici, ma non solo) del pianeta: [
]
trovò dei centri ma nessun centro.
Il viaggio di Imp Plus si tramuta in una odissea nel linguaggio
(con una prosa densa che ricorda molto da vicino le sperimentazioni
dellultimo Beckett, come giustamente ricorda Larry
McCaffery), e linvenzione di un linguaggio nuovo diventa
costruzione di un nuovo sé, e, di conseguenza, di un
nuovo mondo (Che coserano i dirigevoli, i perfoscranni,
i bertagli e i morfogeni ? Quattro versioni del suo corpo e
di se stesso. Parole che ricordavano altre parole, ma parole
nuove per quel che era diventato): il linguaggio diventa
cioè performativo; nel momento stesso in cui qualcosa
viene nominato, la sua esistenza viene posta in essere.
La lotta di Imp Plus non si configura solo come una ribellione
contro unautorità costituita (si pensi alle comunicazioni
provenienti da Terra, in realtà i messaggi
degli scienziati incaricati del progetto, e allimmagine
stessa dellastronave che racchiude come una prigione il
cervello del protagonista), il cui disegno viene piegato ai
fini di un singolo individuo (allegoria della ribellione delluomo
contro Dio ?), ma come confronto contro il Vuoto, contro il
Nulla: Cera una tremenda mancanza di dolore.
Il Nulla cosmico è ciò contro cui la civiltà
umana, prodotto di menti alla deriva nelluniverso, combatte
e ha sempre combattuto, un vuoto infinito che si tenta, invano,
di colmare.
©
Adriano Barone 2001 - per gentile concessione dell'autore
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