|
PLAY
PRESS E IL SOGNO DC, di Paolo Ferrara
Il
fumetto Italiano è un settore in cui si parla spesso
di crisi. Tuttora si trova in una situazione in cui un successo
editoriale (salvo qualche mosca bianca) offre delle cifre
ridicole e volumi vanno esauriti solo per via di bassissime
tirature, quasi da quartiere più che da nazione. Nonostante
tutto però in questultimo periodo si vedono nascere
un numero impressionante di nuove proposte. Nuovi titoli continuamente
annunciati, nuove case editrici che si affacciano sul mercato
con valanghe di proposte (è il caso dellincredibile
Lexy Produzioni, che in pochi mesi di vita ha sfornato
un quantitativo di titoli veramente impressionante, senza
dar segno di voler smettere, dimostrando anzi tuttaltra
intenzione). Ad esempio quasi tutte le case editrici italiane
hanno manifestato la tendenza di proporre titoli francesi,
segno di un ritorno in auge del fumetto doltralpe nel
nostro panorama. Ma cosa spinge
questi editori? Coraggio? Passione? Non so che dirvi, so solo
che come appassionato non posso che gioirne anche se, con
tutte le cattive voci che continuano a circolare e con tutte
le prove della crisi che ho sotto gli occhi, non
posso nemmeno evitare di pensare a cosa porterebbe il rischio
di saturazione in un mercato già debole. In un panorama
del genere risulta piuttosto enigmatico il comportamento di
una casa editrice storica, la Play Press. Con un passato
di coraggio e sperimentazione che lha vista portare
in Italia i fumetti DC comics dopo la scomparsa della
Cenisio, ma anche portare avanti per parecchi anni Marvel
e case minori, ha subito una serie di bizzarre trasformazioni.
La crisi del fumetto in edicola lha portata nel corso
degli anni a ridurre drasticamente il numero delle sue testate,
fino a chiudere completamente tutte le serie superoistiche
che uscivano con quel canale. In questo periodo la Play si
era fatta cauta, timorosa. Certo, visto il vertiginoso calo
di vendite la cosa è più che giustificabile.
Eppure molte scelte lasciano perplessi. Ad esempio la scelta
di pubblicare miniserie ed antologie pescando una manciata
di episodi a caso. Come fece ad esempio con la miniserie Tangent
Comics, che in America uscì con un totale di 18
albi in due anni consecutivi. La serie era costituita da episodi
autoconclusivi che però, messi insieme, creavano un
unico quadro con una sua coerenza, un principio ed una fine.
La Play decise di pubblicarla selezionando solo 8 episodi
in tutto, pescati alcuni dal primo ed alcuni dal secondo anno,
senza rendere ben chiari i parametri di scelta, visto che
allappello mancavano alcune storie fondamentali per
comprendere la struttura di questo ipotetico universo. Altra
grossa perplessità, nonché motivo di rabbia
di molti appassionati, il destino che hanno avuto parecchi
crossover. La DC, come molte altre case editrici americane,
ha labitudine ogni estate di realizzare una saga corale
dove tutti i personaggi che produce si trovano coinvolti per
alcuni episodi. La struttura è costituita da una storia
centrale pubblicata come miniserie in volumi a sé stanti,
mentre per tutta la durata della saga tutte le altre trame
vengono interrotte e i singoli personaggi vivono avventure
strettamente legate a questa. Le ultime saghe che Play Press
ha tradotto sono state proposte tutte in volume, dove veniva
presentava la miniserie centrale. Ora, dato che molti personaggi
DC in Italia non sono pubblicati, la maggior parte dei fill
in (gli episodi collegati) rimanevano inediti. Il problema
nasce quando alcuni di questi fill-in risultano fondamentali
alla comprensione della storia e la casa editrice, dopo averli
saltati ed averti assicurato della loro inutilità,
te ne propina svariate pagine di riassunto per non farti perdere
il filo. Difficile non sentirsi presi in giro. Ma nella storia
della Play Press sono numerosissimi i casi di episodi saltati,
e le giustificazioni non sempre risultano plausibili o comprensibili.
Come ad esempio quando è recentemente avvenuto il passaggio
da edicola a libreria della serie di Batman. I lettori si
sono ritrovati a non poter leggere la conclusione dellultima
storia dellalbo mensile, e a perdersi linizio
della saga che si chiude nelle prime pagine del volume, senza
un motivo veramente valido. Ancora perplessità nascono
poi da alcune scelte editoriali operate. Per anni nega al
pubblico una traduzione almeno in volumi di personaggi storici
quali Flash, Lanterna Verde e Wonder Woman,
ma pubblica poi volumi di personaggi semisconosciuti e di
dubbia qualità (vedi Body Bags o Stars &
Stripes). Lunico tentativo che viene fatto su personaggi
più noti risulta un volume su Flash assolutamente atipico
e indirizzato in realtà solo ad una ristretta cerchia
di appassionati, essendo un romanzo breve con alcune illustrazioni
di alcuni disegnatori classici del passato. Il
tutto mentre i prezzi dei volumi lievitano e la loro qualità
scende vertiginosamente, con libri che si squarciano e perdono
le pagine alla prima lettura. Per mesi cominciano a circolare
voci dellimminente collasso della sezione fumetti della
Play Press, nutrendo la speranza in molti appassionati che
altri editori ottengano i diritti di pubblicazione e restituiscano
dignità al materiale DC in Italia (Magic Press
è la muta speranza di tutti gli appassionati. Panini
Comics, già curatrice della Dc in Germania pare
invece la più plausibile). La Play Press sparisce per
alcuni mesi. E poi, quando ormai tutti si aspettano la notizia,
ecco dimprovviso che torna fuori con un notevole numero
di volumi, tenore con cui continua tuttora, riprendendo persino
le fila di serie che si pensavano ormai perdute (il bellissimo
Transmetropolitan di Ellis) e con proposte in cui non si sperava
più, come ad esempio un nuovo volume su Flash.
A questo punto gli appassionati non fanno altro che domandarsi
se questo non sia un ultimo colpo di coda della bestia morente
o linizio di una rinascita. Ma il gioco non sembra voler
accennare a farsi più chiaro: proprio di questi ultimi
mesi la notizia del passaggio della storica serie Sin City
di Miller, cavallo di battaglia non DC della Play Press,
alla giovane Lexy Produzioni.
Agli appassionanti non resta così che stare a guardare
e attendere, mentre in fondo in fondo, alla rabbia di chi
si sente tradito e defraudato, si accompagna un po di
nostalgia per quella casa editrice che aveva cominciato nascendo
da appassionati per appassionati.
drive
index
| fumetti | archivio
speciali
© Copyright 1999-2004 Stefano Marzorati | a True Romance Production
scrivete a drive
|