voi siete qui: drive index > cinema > archivio recensioni > La pianiste

cinema recensioni





visita il sito della Mikado Film


LA PIANISTE (id.) Regia di Michael Haneke, con Isabelle Huppert, Annie Girardot, Benoît Magimel; anno: 2001; produzione: Francia; commento: *

Vincitore al Festival di Cannes 2001 del Gran Premio della Giuria, nonché dei premi per la migliore interpretrazione maschile (Benoît Magimel) e per la migliore interpretrazione femminile (Isabelle Huppert), La Pianiste di Haneke rappresenta l’archetipo deteriore di quel filone del cinema francese pseudo- intellettuale e molto irritante, in voga soprattutto negli anni ’70 e ’80.
Non ci soffermiamo a commentare l’assurdità di una valanga di premi (ma anche uno solo sarebbe stato eccessivo) che confermano l’assurdità e l’inconsistenza delle giurie ai festival. In particolare quando queste si lasciano prendere la mano dallo sciovinismo che caratterizza il festival d’oltralpe. Ma tant’è.
Isabelle Huppert, ormai prigioniera del suo cliché di personaggio crudele e perverso, risulta persino noiosa. A lei preferiamo la sempre brava Annie Girardot - classe 1931 - che, pur con un ruolo di comprimario, emerge sulla scena e fa sentire la differenza rispetto al resto del cast.
La storia in sintesi: una giovane insegnante di pianoforte, vive sola con la vecchia madre possessiva. Rigida, mai disposta al compromesso, severissima con gli allievi e insensibile ai loro drammi personali. La musica è per lei la sola cosa che conta. Tuttavia anche in questa condotta all’apparenza inflessibile, ci sono delle zone d’ombra e scopriamo che la donna non disdegna di appartarsi in cabine di porno-shop per cercare di provare sensazioni che la sua vita monacale le impedisce di avere.
E quando un giovanotto piacente e dotato si iscrive al suo corso, il fragile equilibrio della donna crolla.
Haneke, dopo l’ottimo Storie ci delude ricorrendo a facili scorciatoie per compiacere le platee popolari, ricercando situazioni scabrose e facili contrasti. Un po' troppo banale giocare sul contrasto fra le due personalità della donna: l’inflessibile docente e scatenata masochista, con corredo di corde e catene nascosto sotto il letto, così come è troppo facile accostare il trio di Schubert (quello di Barry Lyndon) su immagini di film hard core all’interno di una cabina a luci rosse. Siamo nei soliti paraggi del film erotico estremo, che ormai ha stancato.

© Marco Ferrari - per gentile concessione dell'autore

webmasters: stefano marzorati e grazia paternuosto - drive © stefano marzorati 1999-2004 - a true romance production