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I
FILM CHE VEDREMO PROSSIMAMENTE SUGLI SCHERMI
tutte le recensioni,
salvo altrimenti indicato, sono a cura di Marco
Ferrari
THE PERFECT STORM, regia
di Wolfgang Petersen, con George Clooney, Mark Wahlberg, Diane
Lane, John C. Reilly; produzione: USA; giudizio: **
Siamo
sulla costa nord-orientale degli Stati Uniti dove pescare per guadagnarsi
da vivere significa ancora rischiare la vita. E' una realtà che
sortisce un certo effetto se si considera che siamo nella seconda metà
degli anni Ottanta.
Sei uomini alla ricerca di un senso alla propria vita salpano alla volta
di Flemich Cap, rettangolo di mare noto per l'abbondanza di pesce; costretti
da un guasto meccanico a rientrare, incrociano la propria rotta con quella
che viene definita "La tempesta del secolo".
La sceneggiatura può quindi contare su uno sfondo romantico che,
ben combinato con lo spirito epico fornito dalla sfida estrema alla potenza
dei flutti, potrebbe trascinare lo spettatore in una visione che faccia
vibrare le corde emotive. Invece Wolfgang Petersen, come già
in Air Force One, preferisce affidarsi al menù convenzionale
preconfezionato: buoni sentimenti, coraggio da vendere ma al limite del
gratuito. Quindi quasi comico: cuori infranti, lacrime a non finire. Ad
una sceneggiatura che così inizia a imbarcare acqua (appunto!),
sferra il colpo finale una strizzata d'occhio all'efficienza e all'eroismo
della US Navy, che nel contesto a nostro avviso si colloca come un grattacielo
in un campo nomadi. Si ha la sensazione di assistere a due film che viaggiano
in parallelo. Ciò non toglie che, soprattutto con le scene di pesca,
la regia offra tratti di cinema entusiasmanti e gradevoli (evidente il
richiamo a "Lo squalo" di Spielberg), pur privilegiando gli aspetti tecnologici,
resi indispensabili per raffigurare la furia dell'Oceano, che, però,
a lungo andare risultano ridondanti. Buone le caratterizzazioni, con un
Mark Wahlberg vicino a rubare la scena a George Clooney
(erano già insieme in Three Kings) che ci sembra esasperi
troppo il personaggio, perdendo così il contatto comunicativo con
la platea.
Gloria Facciolo
DA CANNES: PURELY
BELTER, regia di Mark
Herman, con Chris Beattie, Greg McLane, Kerry
Ann Christiansen, Tim Healy; anno: 2000; commento: ***
Il sogno impossibile,
la chimera irraggiungibile verso la quale, comunque, tendere per dare
un senso a una vita altrimenti vuota. Siamo tra il sottoproletariato urbano
della citta industriale di Newcastle dove miseria e drammi umani sono
rimasti come cento anni orsono. Si vive con il sussidio statale e con
l'arte di arrangiarsi, tra famiglie disastrate, padri alcoolisti e violenti
(primeggia per la sua aberrazione il personaggio del padre di Gerry, interpretato
da Tim Healy), sorelle sbandate, madri malate, in un degrado urbano
che nella società post-industriale sta sempre più dilagando.
Due ragazzi, Gerry (Chris Beattie) e Sewell (Greg McLane),
tifosi della squadra del Newcastle, coltivano il sogno di acquistare un
abbonamento stagionale allo stadio; costo: 500 sterline, cifra irraggiungibile
per entrambi. Ma ugualmente i due si lanciano nel progetto e, a modo loro,
finiranno per raggiungere il loro obiettivo. Scandito dalle quattro stagioni
dell'anno che si alternano sull'angelo di ferro posto a custodia della
città, Purely Belter alternamomenti di humor a situazioni drammatiche,
nel miglior stile di quel filone del nuovo cinema inglese inaugurato da
Ken Loach e Stephen Frears.
Mark Herman, già apprezzato per Grazie Signora Thatcher
e Little Voice, conferma una gentilezza del tocco cinematografico,
rendendosi capace di costruire film delicati e pregevoli, prendendo spunto
da situazioni episodiche e trame esili.
Per gli appassionati di calcio, segnaliamo un cameo del giocatore Alan
Shearer nei panni di se stesso.
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alcuni
siti dedicati a Woody Allen:
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