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il
sito ufficiale del film
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Martedì 19 febbraio, a Milano, è
stato presentato in anteprima il film. Il giorno successivo a Roma.
Giovedì a Bologna si è svolto il Pazienza-Day
con incontri feste e proiezioni. Il film è arrivato nelle sale
venerdì 22 febbraio, mentre nelle librerie, dal 9 febbraio,
è disponibile per Arcana la sceneggiatura del film (Ivan
Cotroneo, Renato De Maria, Francesco Piccolo, Paz!, Arcana fiction,
2002, pp. 316 + 35 foto € 16,53).
Allanteprima di Milano Drive era presente.
PAZ!
Regia: Renato De Maria; Sceneggiatura: Ivan Cotroneo, Renato
De Maria, Francesco Piccolo (dalle opere di Andrea Pazienza). Con:
Claudio Santamaria, Flavio Pistilli, Max Mazzotta, Fabrizia Sacchi,
Iaia Forte. Produzione: Tamgram Film/ Rai Cinema/ Stream/
ITC Movie. Distribuzione: Mikado; anno: 2002;
nazione: Italia; durata: 102;
Bologna
1977. Un binomio evocativo. Che porta alla mente la stagione dellautonomia
bolognese, di Bifo e radio Alice, della creatività spinta
che fluiva dal DAMS, degli Skiantos e dei fumetti di Andrea Pazienza.
È in questo brodo primordiale di creatività e avanguardia
("Largo allavanguardia, pubblico di merda
"cantavano
gli Skiantos) che pesca il regista De Maria, che conobbe
Pazienza in un appartamento occupato nella Bologna di fine Settantasette.
Un appartamento come quello di Via Emilia Ponente, 43 dove si sfiorano,
attraverso labili congiunzioni, tre personaggi di Pazienza incarnatisi
negli attori del film.
Cè Pentothal, fumettista lasciato da Lucilla,
femminista tosta ed energica. Roso dallignavia, propenso allo
spleen, Pentothal vive curiose avventure oniriche chiuso nella sua
stanza e grida il suo disperato bisogno damore (magistrale
la sequenza dove Pentothal urla a Bologna, e attraverso di lei,
al mondo intero: "Amatemi!"). È la figura a cui
il regista avvicina più spesso tratti della figura di Pazienza.
Altro
personaggio è Enrico Fiabeschi, studente perennemente
fuori corso, mantenuto dalla fidanzata, in spasmodica e perenne
ricerca di canne. Personaggio minore nei fumetti di
Pazienza, acquista particolare rilevanza nel film. A lui sono riservati
i toni più propriamente comici del film. Esilarante la sua
prova allesame di semiotica dove lo sventurato si addentra
tra le pieghe interpretative di apocalipsi nau conoscendone
solo il nome del regista ("Coppola") e la colonna sonora
("musiche dei Doors"). Infine, il personaggio di Zanardi,
liceale nichilista, bastardo nel DNA che si aggira con Colasanti
e Petrilli, temibile trio, segno del ribellismo giovanile
nella parte più anarchica e arrogante.
Le vicende dei tre personaggi pazienziani si intrecciano, nel film,
in ventiquattrore di vita, dalle quattro del mattino allalba
del mattino successivo. Universi paralleli per essenza votati allincomunicabilità
reciproca. Il film guarda con attenzione filologica alle vignette
di Pazienza, trasformando la bidimensionalità del disegno
in prospettiva cinematografica, un campo lungo esistenziale che
non si appiattisce sulla ricostruzione storica o documentaristica
ma cerca di universalizzare idee e concetti. Impresa ardua e coraggiosa
che De Maria compie con passione e buoni risultati. Il film, pur
nella pregevole ricostruzione del clima di unepoca, accenna
a una gamma di temi fortemente attuali. Partendo da un ritratto
generazionale (di una generazione schiacciata tra eroina e terrorismo)
mostra lincoscienza del ribellismo giovanile, le potenzialità
di quel soffio vitale chiamato gioventù.
Parte integrante del film è lottima colonna sonora
che rifugge la compilazione di brani storici e che si sforza di
esprimere gli stessi concetti delle immagini in una ridondanza densa
di significato. Ecco le cover di brani depoca eseguite dai
Shandon, punk-ska core band, che rilegge un pezzo dei
Windopen (Sei in banana dura). Oppure la nuova versione
della splendida Comè profondo il mare di Lucio
Dalla e dei Tiromancino. Non mancano gioielli depoca
come Wodka-Cola degli Area oppure Eptadone degli Skiantos
(con la grintosa apertura rimasta nellimmaginario, il noto:
1,2,6,9
) oppure la collaborazione dei CSI riunitisi
per offrirci una splendida canzone. Ferretti e gli Ustmamò
ci offrono anche una versione live di Io sto bene dei CCCP,
seguendo quella prospettiva di rilettura del periodo storico di
cui si accennava sopra.
Intorno al progetto del film si sono accalcate disponibilità,
omaggi e voglia di contribuire. Ecco che nel film appaiono una serie
di figure (è un film ricchissimo di personaggi) interpretate
da protagonisti del tempo e ammiratori, a diverso titolo, dellopera
di Pazienza. Ecco Giovanni Lindo Ferretti, Roberto freak
Antoni, Franco Berardi (Bifo), Frankie Hi Nrg Mc, Antonio Rezza,
Rosalinda Celentano, Ricky Memphis.
Particolarmente curato il montaggio e la sonorizzazione grazie allottima
colonna sonora assemblata con meticolosità da Riccardo
Sinigallia e Francesco Zampaglione e con la collaborazione
del giornalista Gino Castaldo. Brillante anche il lavoro
dello scenografo mentre tra gli attori svetta Max Mazzotta.
Offrono una buona prova Iaia Forte e Claudio Santamaria.
Il film mette lo spettatore a contatto con un passato che dovrebbe
essere prossimo e invece scopriamo remoto. Un film che rifugge dagli
stereotipi del film generazionale pur fotografando una generazione
o meglio la lucida rappresentazione di una generazione data dal
felice pennarello di Andrea Pazienza.
©
Stefano Gorla 2002 - per gentile concessione dell'autore
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