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PARADOX PRESS, UN SOTTOMONDO,
di Paolo Ferrara
Più
volte ho accennato alle sotto etichette della casa editrice
americana DC Comics: in pratica una sorta di piccole
case editrici nella casa editrice, perfettamente autonome
e a sé stanti caratterizzate da una diversificazione
del tipo di prodotto offerto. Perché se la DC Comics
è la madre tutelare di personaggi come Batman e Superman,
simboli del fumetto mainstrem, le sue sotto etichette come
la Vertigo e la Paradox Press rappresentano la sperimentazione.
I prodotti offerti sono destinati non più ad un pubblico
di soli adolescenti, anzi, e lautore diviene il fulcro,
con la possibilità di portare avanti creazioni totalmente
proprie, come difficlmente accade nei multiversi supereroistici.
Torno
a parlare della linea Paradox Press perché,
come purtoppo quasi nessuno sa, proprio nel corso di queste
vacanze natalizie uno dei film di punta al botteghino nasce
proprio da un volume partorito da questa sottovalutata sottoetichetta.
Si tratta di Road to Perdition, da noi tradotto come
Era Mio Padre, splendido film diretto
da Sam Mendes (già regista del favoloso American
Beauty) e interpretato da Tom Hanks, Jude Law e Paul Newman.
Il film è una perfetta macchina cinematografica, dove
ogni tassello funziona egregiamente, dalla regia alla recitazione
del cast, dalla splendida fotografia ai temi musicali. Caldamente
consigliato.
Nello scorrere dei titoli di testa potrete scorgere la dicitura:
tratto dal romanzo grafico di Max Allan Collins
e Richard Piers Rayner. Graphic novel che, appunto,
fa parte del parco titoli Paradox. Paradox Press edita
una serie di prodotti in qualche modo vicini al mercato indipendente,
se non addirittura in qualche caso allunderground, sempre
caratterizzati dallatipico bianco e nero (stiamo parlando
del mercato americano dove appunto esclude autoproduzioni
o bizzarrie editoriali i fumetti sono tutti a colori).
Ad esempio due splendidi lavori, di altissimo livello e tradotti
in italiano a opera di Magic Press (il primo edito in due
agili volumetti del formato di un tascabile e il secondo addirittura
in una lodevole edizione cartonata) quali Brooklyn Dreams
di J.M. De Matteis e Glenn Barr e Figlio
di un preservativo bucato di Howard Cruse, lo dimostrano
alla perfezione.
Entrambe accomunate da strutture autobiografiche nonostante
luoghi e nomi dei personaggi non corrispondano a realtà
(addirittura Brooklyn Dreams ha il sottotitolo di autobiografia
non autorizzata) le due opere non rientrano in nessun canone
del mainstream.
Irriverente, comico e intimo monologo, Brooklyn Dreams
rimpalla le sue emozioni sullecletticità grafica
di Barr, che modifica il segno e i toni di grigio, bianco
e nero a secondo di situazioni e necessità. Quasi ogni
tavola una svolta grafica mentre ci perdiamo dietro alle vere
protagoniste della storia: le digressioni.
Eccezionale, forte e profonda, Figlio di un preservativo
bucato è un opera che in libreria non sfigurerebbe
accanto a lavori come il monumentale Maus di
Spiegelman o le graphic novel di Eisner.
Con un personalissimo stile grafico inciso e intenso tanto
quanro la narrazione, Howard Cruse ci porta in un paesino
del sud America, intorno agli anni 60, certo non il miglior
posto per confrontarsi con la scoperta della propria omosessualità.
Incertezze, paure, sentimenti travagliati che si perdono nei
drammi e nelle vicende di un paese affondato nel razzismo
fino alle ginocchia. Una lettura intensa e profonda.
Totalmente in bianco e nero, caratterizzati da un corposo
numero di pagine e del formato di un tascabile, la collana
Paradox Mistery (di cui fa parte anche lottimo
Road To Perdition) è composta da una serie di volumi
autoconclusivi che si inoltrano nelle varie sfumature che
stanno tra il giallo e il noir. Thrilling, gialli processuali,
gangster story che, come dimostra Road to Perdition,
farebbero la loro splendida figura trasposti in cinematografia.
Si tratta sempre splendide comunioni di testo e disegno capaci
di avvincere dalla prima allultima tavola. Inattesi
e spesso sbalorditivi.
Ma la linea Paradox non prevede solo i Paradox Mistery. Esistono
ad esempio i Big Book, antologie di racconti brevissimi
(da una a tre tavole), dove si avvicendano un numero spropositato
di diversi autori che si cimentano con i vari argomenti a
cui sono via via dedicati (dalle leggende metropolitane ai
personaggi storici). In Italia la Paradox Press è arrivata
grazie alla casa editrice Magic Press con alcuni volumi
passati finora un po in sordina.
Un primo esperimento fu La Pacifica, pubblicato in
tre parti quando la casa editrice ancora si chiamava General
Press. Magari potrebbe capitarvi di socavrlo su qualche bancarella
dell'usato.
Per quanto riguarda il resto non dovreste avere grosse difficoltà
a reperirli in qualunque libreria di fumetto, e qualcuno,
forse, anche in qualche libreria tradizionale.
Sono
stati tradotti:
Collana Big Book
Il grande libro delle Leggende Metropolitane
Il grande libro degli Strambi
Il grande libro delle Cospirazioni
Collana Paradox Mistery
Una storia violenta
La strada della perdizione (Road To Perdition, il volume da
cui è stato tratto Era Mio Padre)
Candele Verdi
Family Man
Il cuore del cacciatore
Nel Project
Paradox Press
Brooklyn Dreams (2 volumi)
Figlio di un preservativo bucato
©
2003 Paolo Ferrara - per gentile concessione dell'autore
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