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Pan.Thy.Monium:
tributo a Raagoonshinnaah
di Giovanni Carta
Fra i gruppi di death metal che imperversarono nell'ultima decade del
xx° secolo nessuno forse fu in grado d'uguagliare la folle quanto
poco ortodossa unione di stili ed idee creata dai Pan.Thy.Monium,
gruppo svedese formatosi attorno i primi anni '90 da musicisti (in incognito
sotto strambi pseudonimi) come Dan Swano e Benny Larson provenienti
da diverse quanto eterogenee diverse realtà musicali . Sin dagli
inizi si è voluto creare un certo alone di mistero attorno al gruppo
ed effettivamente, vista la sua natura per cosi dire anti commercialen
i P.T.M più che un normale gruppo musicale andrebbero forse meglio
visti come un progetto sperimentale da studio realizzato da un pugno di
musicisti alla ricerca di nuovi canali espressivi nella più totale
libertà creativa. Dawn of Dreams, pubblicato nel 1992
dall' etichetta francese Osmose e preceduto dall' EP-cult Dream
II, si può considerare l'esordio ufficiale dei Pan.Thy.Monium;
si tratta di un concept album dai tratti onirici e lovercraftiani basato
sulle "gesta"di Raagoonshinnaah, mitica ed onnipotente entità
spirituale raggiungibile solamente attraverso la dimensione del sogno.
Dietro
questa storia affacinante, forse un pò improbabile, si racchiudono
tutte le peculiarità tipiche dello stile musicale dei P.T.M che
ne distingueranno anche le successive opere: se la maggior parte delle
formazioni death metal non ambivano altro che raggiungere il puro massacro
sonoro i P.T.M, pur mantenendo una certa dose di brutalità sonora,
cercavano di stimolare l'intelligenza dell'ascoltatore grazie ad una scrittura
dei brani non ortodossa e concettualmente vicina ad un rock di matrice
progressiva. Il brano d'apertura di Dawn of Dream, una suite di
oltre venti minuti, non lascia spazio a preplessità: dietro ad
un granitico muro sonoro si insinuano di continuo le note musicali di
un synth alieno e straniante mentre le melodie e la ritmica generale,
fra aperture dark, tremendi quanto inaspettati innesti di sassofono e
sfuriate grindcore, assumono sempre di più sfumature schizoidi.
Il resto del disco si muove su territori altrettanto disarmanti alternando
sfuriate e claustrofobici passaggi doom a crepuscolari aperture sinfoniche
e grezze ma efficaci contaminazioni jazz neanche troppo lontane da certi
Van Der Graaf Generator. Sicuramente da tanto spericolato estro creativo
si può rimanere spaesati, disgustati oppure entusiasti a seconda
delle proprie inclinazioni...
Il secondo disco, Khaoos, uscito nel 1993 sempre su Osmose,
sembra essere più rispettoso verso determinate regole discografiche
non rispettate nell'esordio come la pubblicazione dei titoli dei brani
(tutti rigorosamente cantanti in lingua madre) sul booklet del disco ed
altre informazioni fondamentali riguardanti la line-up dei P.T.M e la
registrazione del disco stesso. In realtà la musica, nonostante
un apparente "normalizzazione" di facciata, si fa ancora più
ardita ed imprevedibile dell'esordio approfondendo ulteriormente ciò
che prima pareva solo accennato in favore di un attitudine eclettica ed
un tantino beffarda. Khaoohs, se possibile, è un disco di
difficile lettura, ancor più di Dawn of Dreams: brani come
Lava, Khaoohs I, Jag e Vem parlano differenti quanto
contrastanti, almeno all'apparenza, linguaggi musicali in un bizzarro
marasma sonoro degno del titolo di copertina fra sinfonismi apocalittici,
assoli retrò anni 70, intrusioni pseudo folk ed il classico sassofono
a rendere il tutto ancora più grottesco; come non bastasse nel
disco sono stati inseriti alcuni brevi episodi strumentali in bilico fra
rumorismo e blasfema sperimentazione.
Khaoohs and Confusion terzo ed ultimo capitolo della saga di Raagoonshinnaah
fu pubblicato dalla statunitense Relapse Rec. nel 1996 e
chiude degnamente l'avventura musicale dei Pan.Thy.Monium. Registrato
nell'arco di due anni K.andC. è il disco meglio prodotto
della trilogia e forse quello musicalmente più accessibile ed immediato.
Per quest'occasione vengono scritte tre suite musicalmente accattivanti
e prive di certe asprezze compositive che caratterizzavano Khaoohs;
eccetto Behrial, episodio strumental-sinfonico tipico delle tendenze
new-prog di Dan Swano, la musica si ricollega al disco d'esordio ed in
particolare alla suite di venti minuti, pur con uno spiccato senso melodico
che risente fortemente dell' influenza dei vari progetti esterni di Swano
e compagni (Edge of Sanity, Nightingale...).
Di una cosa possiamo star certi: i P.T.M con soli tre dischi sono stati
sempre sul punto di scrivere la colonna sonora definitiva per un ideale
capolavoro del cinema horror o fantascentifico... senza mezzi termini!
Discografia:
Dream II - Avant Garde, 1991 & 1994
Dawn Of Dreams - Osmose Records, 1992
Khaooohs - Osmose Records, 1993
Khaooohs And Kon-Fus-Ion - Relapse Records, 1996
© Giovanni Carta 2002 - per gentile concessione dell'autore
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The
Rock and Horror Encyclopedia © 1999-2003 Stefano Marzorati
- a true romance production
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