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PANE E TULIPANI, di Silvio Soldini; sceneggiatura: Silvio Soldini, Doriana Leondeff; con Bruno Ganz, Licia Maglietta, Marina Massironi, Giuseppe Battistoni, Felice Andreasi, Antonio Catania, Don Backy; produzione: Italia; distribuzione: Istituto Luce; commento : ****

La riscoperta della libertą attraverso l'essere abbandonata. E' questo che accade a Rosalba (Licia Maglietta) casalinga/schiava, madre di due figli, assoggettata a un marito volgare, prepotente e infedele Dimenticata all'autogrill durante una gita organizzata, Rosalba viene portata dalle onde autostradali del destino fino a Venezia. Nella cittą lagunare la donna entra in contatto con un microcosmo di valori, sentimenti e umanitą quale non aveva mai trovato. E conoscerą Fernando (Bruno Ganz), emigrato islandese, affascinante e dolce cameriere-poeta che le farą conoscere le gioie e i palpiti dell'amore. Abbracciata nuovamente la libertą, Rosalba si troverą a dover fare i conti tra la nuova e la vecchia vita, ma la magia di luoghi e personaggi non si limiterą ad incantare lei sola.
Un film delizioso e intelligente, che riconcilia col mondo e che si stacca decisamente dal panorama medio (o mediocre) del nostro cinema. Beninteso, non siamo di fronte a un risorgere del cinema italiano. Questi é sempre morto; "Pane e tulipani" si colloca al di fuori dello spazio e del tempo della nostra cinematografia asfittica.
Bruno Ganz é di una bravura magistrale nella parte di Ferdinando e se l'Oscar fosse un onore al merito, l'avrebbe senz'altro meritato. Bravi anche Licia Maglietta nella parte di Rosalba, Marina Massironi in quella della
massaggiatrice olistica e Antonio Catania, il fiorario anarchico. Battuta da ricordare: -"I pantaloni non te li stiro io, ma tua moglie: io sono l'amante".

© Marco Ferrari - per gentile concessione dell'autore

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