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UN
GRIDO ELETTRONICO FRA LA FOLLA,
di Luca Crovi
Dopo 8 anni di silenzio Roland Orzabal dei Tears for Fears
produce un nuovo singolare album in cui trovano posto anche
influenze trip-hip-hop, e annuncia la probabile reunion del
gruppo britannico...
Cera
una volta una delle band più seguite del pop rock britannico.
Si facevano chiamare Tears for Fears e furono capaci
di sfornare tre album fra il 1983 e il 1989 (The Hurting,
Song from the Big Chair e The seeds of love)
che diventarono in breve dei bestseller milionari. In quei
dischi, il duo composto da Curt Smith e Roland Orzabal
era riuscito a creare una miscela particolarmente originale:
nei primi due era unelettronica post new wave a farla
da padrone, nel terzo affioravano invece gli spettri dei Beatles
pschidelici e del soul-rock dautore (sottolineato anche
dagli splendidi interventi dellallora debuttante vocalist
di colore Oletta Adams). Proprio al culmine della loro
carriera i due musicisti britannici decisero di separare le
loro strade: Curt Smith incise un album solista e Roland Orzabal
proseguì lavventura Tears for Fears con Elemental
e Raoul and The King of Spain accentuandone la componente
rock. A otto anni di distanza dallultimo disco siglato
a nome dei Tears, il buon Orzabal ha deciso di tornare sulle
scene con un progetto solista (che anticipa però un
imminente reunion dei due artisti prevista per lanno
prossimo) intitolato Tomcats screaming outside (Eagle),
uno strano album dove ai suoni densi ed elettrici delle
chitarre fanno da contraltare a tratti
basi drum and bass e motivi trip hip-hop. In
questi ultimi tempi -
ci ha confessato lo stesso Orzabal- sto seguendo con interesse
la nuova scena del Bristol sound e tutta la nuova musica elettronica
inglese: dai Portishead ai Massive Attack, dai Prodigy agli
Underworld. E naturalmente queste influenze non potevano che
entrare a far parte di questo mio nuovo progetto costruito
assieme Alan Griffith (che ha prodotto e composto con me i
pezzi del disco), David Sutton e Nick Virgilio (il batterista
e leader degli Spocks Beard), musicisti con i quali
ormai sono molto affiatato e con i quali ho condiviso la mia
parentesi artistica degli ultimi dieci anni. Curiosamente
citi gli Underworld fra i tuoi numi tutelari di oggi,
non trovi che la loro crescita stilistica sia stata simile
alla tua? Adesso che mi ci fai pensare hai ragione, visto
che ai loro esordi con il nome di Freur suonavano una musica
molto vicina allesperienza dei Tears for Fears e poco
alla volta hanno modificato il loro impatto elettronico divenendo
poi noti come Underworld. Perché hai inserito nel disco
solo dei frammenti dei testi delle canzoni? Quelle poche righe
contengono in se tutto lo spirito delle canzoni dalle quali
sono stati estratti. Piccole grida fra la folla, sentenze
che si possono ascoltare in mezzo ai rumori del mondo. E
vero che è imminente un tuo ritorno in studio con Curt
Smith? Io e Curt ci siamo presi una lunga pausa di riflessione
e credo che adesso potremo con tranquillità tornare
a lavorare insieme. Mi piacerebbe che fosse della partita
anche Oletta Adams. E stato splendido lavorare con lei
in The Seeds of Love ma anche quando ho prodotto il
suo debutto solista. Volete sapere come sarà il nuovo
disco dei Tears for Fears? Fedele alla tradizione o innovativo?
Aspettate e vedrete, intanto credo che il mio Tomcat
possa accontentare le richieste dei fan...scandalizzali, può
darsi, ma sicuramente non deluderli!
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