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LA
LETTERA (A Carta), regia
di Manoel de Oliveira, con Chiara Mastroianni, Pedro Abrunhosa,
Antoine Chappey, Leonor Silveira, Francoise Fabian, Luis Miguel Cintra,
Stanislas Merhar; anno: 1999 produzione: Portogallo;
distribuzione: Mikado; commento: **** 1/2
La rinuncia all'amore.
Privazione del sogno più bello, sacrificio volontario della propria
felicità personale in nome di una correttezza e di una dovuta (?)
fedeltà nei confronti di un'altra persona. Parigi, una ragazza
di ottima famiglia, dalla rigida educazione si ritrova, spinta dalle circostanze
socio-familiari unita in matrimonio a un uomo che ama tiepidamente. Ma
un giorno, durante un concerto, incontra l'uomo che accende in lei la
passione. Amore e non amore, passioni represse e mai confessate, controllo
dei sentimenti e fuga da se stessi sono gli elementi portanti di questo
capolavoro sul dilemma tra passione e tradimento.
Il novantatreenne De Oliveira (ma ne aveva "solo" novantadue quando ha
girato questo film) ci dice che i sentimenti si possono controllare ma
non evitare e che la confessione al partner è comunque una crudeltà
inutile. Alla fine, la protagonista sceglierà il sacrificio, la
morte del proprio amore; ma tra le righe di un film ad altissima intensità
drammatica, il grande regista portoghese ci lascia riflettere sul senso
della scelta. Una felicità basata sull'inganno, sull'incoscienza
- intesa come non-conoscenza della realtà dei fatti - basta a giustificare
un gesto così estremo?
Liberamente tratto da "La principessa di Clèves" di Madame de
La Fayette, "La lettera" è un dramma di sentimenti dal ritmo
lento, girato in uno stile essenziale, che lascia allo spettatore il tempo
e il gusto di assaporare ogni attimo, in decisa controtendenza in un universo
cinematografico sempre più orientato verso immagini frenetiche,
sulla scia dei videogiochi e dei videoclip. Bravissima Chiara Mastroianni
nell'interpretazione migliore di tutta la sua carriera. Da ricordare:
la scena l'apertura della lettera; una sequenza di tale intensità
da mettere I brividi. Si raccomanda la visione in sala, su grande schermo,
l'unico ambiente in grado di fornire la necessaria concentrazione per
godere appieno dell'opera.
© Marco
Ferrari - per gentile concessione dell'autore
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