In puro
stile chandleriano e rifacendosi alla vera storia di Arthur
Fellig,
piu' noto come Weegee, famoso fotoreporter
e cronista di nera degli anni Quaranta, il film scritto e diretto
da Howard Franklin e' uno spaccato notturno della New York dell'epoca,
dove ci si divertiva e si facevano cospicui affari mentre in Europa
imperversava la guerra.
Joe
Pesci
e' bravissimo nell'impersonare Leon Bernstein, uno "shutterbug"
(fotoreporter d'assalto pagato dai giornali tre dollari a cadavere)
orgoglioso della sua bravura, ma consapevole di essere poco considerato
professionalmente e fondamentalmente solo. Coinvolto in una lotta
di mafia per amore di una donna, esibisce una minimalistica mimica
facciale è di grande espressivita' e ottiene subito la complicita'
del pubblico, grazie anche agli ingegnosi trucchi con i quali riesce
sempre a raggiungere i propri obiettivi. L'amarezza dipintagli in
viso nella sequenza finale, quando incontra la donna che amava e che
lo ha tradito, e' un saggio di grande recitazione.
ONCE
WERE WARRIORS (Una volta eravamo guerrieri)
Regia di Lee Tamahori. Interpreti:
Rena Owen, Mamaengaroa Kerr-Bell, Temuera Morrison, Julian Arahanga.
Nuova Zel., 1994
Ambientato in un degradato sobborgo di Auckland, Once
were warriors dell'esordiente Lee
Tamahori - trionfatore del festival di Montreal dove ha vinto
molti premi, tra i quali anche quello del miglior film - e' innanzitutto
uno spaccato su una Nuova Zelanda completamente diversa dall'immagine
diffusa nel mondo: non piu' l'ultimo paradiso di benessere economico
e sociale, bensi' un inferno di desolazione, dove uomini senza futuro
cercano di annegare il presente in un cocktail di alcool, sesso e
violenza. Beth, la protagonista, (bravissima Rena
Owen, attrice di teatro, vincitrice del premio
per la migliore attrice al festival di Montreal) e' una fiera donna
maori, madre di cinque figli, da 18 anni schiava d'amore di un uomo
nullafacente, violento e alcoolizzato del quale e' nonostante tutto,
innamorata. Ma il contesto sociale in cui vive e' di un disfacimento
e di una violenza devastanti e, di fronte al suicidio di una delle
figlie, violentata da una amico di famiglia, la donna trover la forza
per andarsene insieme ai suoi figli.
Diretto con grande professionalita' e senso cinematografico da Tamahori,
il film e' permeato da un'angoscia esistenziale di uomini senza speranza
che colpisce anche lo spettatore piu' distaccato. Al regista va il
merito di essere riuscito a dire ancora qualcosa di nuovo nelle scene
di violenza, senza cadere nello stereotipo o nel compiacimento. Recitato
con grandissima professionalita' da tutto il cast, nel quale
si distingue, oltre alla Owen, Temuera Morrison (attore proveniente
dalle soap opera neozelandesi), nel ruolo dello psicotico
Jake Heke detto "La Furia": i suoi sguardi, i repentini
cambiamenti d'umore, la sua violenza e l'ira selvaggia sono una saggio
recitativo sul genere da ricordare nel tempo. Curiosita': Morrison
nella realta' e' molto più basso della Owen e nel film portava
scarpe col rialzo e veniva ripreso da angolature particolari.
Nota: alla proiezione del 10-1-'95 era presente in sala l'attrice
protagonista, Rena Owen che, al termine, ha risposto alle domande
del pubblico.
©
Marco Ferrari - per gentile concessione dell'autore
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