INTERVISTE

SEMPRE NOMADI, MA LIBERI DI VOLARE...

In quasi quarant'anni di carriera (ufficialmente si formarono nel 1963) i Nomadi hanno mantenuto intatto il loro spirito e sono riusciti ad essere protagonisti del beat italiano, del pop italiano (quando per prop si intendeva musica progressiva e psichedelica), della canzone d'autore, del rock e persino del folk etnico. La coerenza artistica di questa band e il suo forte impegno sociale e civile ha sempre colpito l'immaginario del pubblico e la grande famiglia dei fans dei Nomadi si è allargata a macchia d'olio in tutti questi anni tanto che il forte contatto umano fra musicisti e ascoltatori ha creato un legame unico fra i
...i Nomadi stanno per festeggiare i loro quarant'anni di vita sul palco e il loro ultimo album "Liberi di volare" è volato immediatamente in classifica, raggiungendo il disco di platino e vendendo più di settantamila copie in poche settimane
Nomadi e i loro sostenitori e se dovessimo fare il paragone con una band multigenerazionale straniera, forse solo gli americani Grateful Dead, presentano uno spirito indipendente similare a quello del gruppo emiliano. E i Nomadi hanno chiuso il loro 2000 dando alle stampe Liberi di volare, una raccolta di dodici canzoni che ha mostrato ancora una volta l'energia e la grinta di un gruppo di musicisti e amici che non ha smarrito nel tempo il proprio entusiamo. E una vera e propria festa sono state le prime trenta date dal vivo che hanno fatto da lancio al disco (la band emiliana ha una media di quasi duecento esibizioni live ogni anno) con la partecipazione di ospiti a sorpresa e che hanno costituito l'occasione migliore per rileggere in maniera frizzante tutta la lunga carriera del gruppo. In questi concerti il pubblico ha potuto anche recuperare l'iva imposta sull'ultimo album in studio dei Nomadi, ottenendo uno sconto di 5 mila lire sul prezzo di ingresso degli spettacoli. "Ci è sembrato un doveroso omaggio ai nostri fans - ha confessato il tastierista del gruppo Beppe Carletti - quelli che ci seguono da sempre, quelli che comprano subito i nostri dischi e magari li prenotano con largo anticipo. Spero che altri artisti realizzino qualcosa di simile, l'Iva è troppo alta sul prezzo dei dischi ed è ingiusto che siano gli ascoltatori a pagarla".

Come mai avete scelto un titolo come Liberi di volare? Perchè è stato un album costruito in piena libertà artistica con un'attenzione particolare alle emozioni e non ai tempi di consegna. Un disco per noi va suonato, non confezionato. E' un risultato artistico, il traguardo di un cammino percorso insieme, non un prodotto commerciale. In particolare abbiamo cercato in questo disco di suonare in piena libertà, percorrendo anche nuovi sentieri musicali (con una particolare propensione per il rock e l'energia). Ci siamo così sentiti particolarmente liberi da costrizioni, insomma, liberi veramente di volare sulle ali della fantasia e della musica.

Mi sembra molto emblematico il testo di Stop the World (che per molti versi mi ha rimandato a certe produzioni degli Uriah Hepp e dei Deep Purple) con cui si apre la raccolta... Questo mondo corre troppo forte. Persino la propria identità rischia di perdersi in un gioco di specchi e frantumarsi contro uno dei tanti muri che quotidianamente vengono costruiti intorno a noi. Combattere questa folle corsa verso non si sa dove è difficile. Ma non impossibile.

Vi siete stupiti del successo radiofonico del singolo La vita che seduce? Dobbiamo ancora una volta ringraziare l'entusiasmo del nostro pubblico, che ha risposto con sincerità a questo nostro piccolo inno alla vita venato di rock. Abbiamo sempre cercato di essere positivi nelle nostre canzoni, non tristi.

 

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