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STAR TREK: NEMESIS (2002), regia di Stuart Baird; interpreti: Patrick Stewart, Brent Spiner, Tom Hardy, Whoopi Goldberg, Steven Culp, Ron Perlman; Sceneggiatura: John Logan

STAR TREK NEMESIS: DIECI FILM E UN ULTIMO EPISODIO PER LA NEXT GENERATION, di Paolo Ferrara

Star Trek raggiunge il traguardo del decimo film cinematografico con questo Nemesis, che rappresenta il quarto dedicato al mondo della Next Generation, l’Enterprise guidata dal capitano Jean Luc Picard, nonché il suo ultimo capitolo.
Per chiunque abbia avuto modo di seguire la serie televisiva, anche senza esserne obbligatoriamente un fan sfegatato, Nemesis rappresenta un film emozionante e coinvolgente.
Dal punto di vista iconografico siamo davanti al prodotto con il più alto livello di effetti speciali mai visto nella saga inaugurata dall’equipaggio del capitano Kirk. Mezzi, luoghi e alieni di livello molto superiore a quanto visto finora. Costumi e scenografie sfarzose e affescoinanti.
I Ramani, gli alieni che l’Enterprise si troverà ad affrontare in questa nuova avventura, tiepiducci sulle fotografie che circolavano prima dell’arrivo del film, risultano tenebrosi e convincenti visti sullo schermo, con una menzione particolare per il loro capo, interpretato da Ron Perlman, attore storicamente avvezzo a fattezze mostruose (da Salvatore ne Il nome della Rosa alla Bestia nel telefilm La Bella e la Bestia accanto a Linda Hamilton), inquietante e di grande impatto scenico. Ma sicuramente è quella che risulta a tutti gli effetti una delle più belle battaglie cinematografiche tra vascelli spaziali a essere l’elemento più imponente dell’estetica di questo film.
La trama, che come ultimo capitolo si concentra principalmente sui due più importanti protagonisti della serie, il capitano Picard (interpretato da Patrick Stewart) e l’androide positronico Data (Brent Spiner): entrambi si ritrovano a dover tirare le somme con sé stessi davanti a una propria riproduzione: Shinzon (il giovane è notevolmente espressivo attore Tom Hardy), clone di Picard realizzato in un vecchio progetto Romulano poi accantonato che si è ritrovato schiavo e che ora vive per la rivalsa e conquista, e Before (sempre Brent Spiner) prototipo dello stsso Data, imperfetto e ingenuo come un bambino.
Picard dovrà affrontare il dubbio di un sé stesso pronto a seguire una vendicativa strada di sangue e Data si troverà ancora a ragionare sulla sua capacità di avvicinarsi alla natura umana.
Gli elementi psicologici sono profondi e mantengono lo spessore a cui le migliori puntate della serie ci hanno abituato, indagando a fondo e regalando al film un attrattiva forte e molto empatica.
Non si perdono comunque gli altri personaggi, relegati a ruoli minori magari ma sempre ben definiti e inquadrati. Su tutto il non indifferente ruolo di Diana Troy (Marina Sirtis), che sta per convolare in matrimonio con il comandante William T. Riker (Jonathan Frakes), che vedrà le proprie capacità empatiche messe a dura prova e pesantemente violate da un avversario potente e crudele.
Incalzante, affascinante, mozzafiato, commovente, Nemesis è un film che può incontrare l’entusiasmo anche di chi sia a digiuno delle tante saghe legate all’universo di Stra Trek e impressionerà tutti quelli che ne sono avvezzi, lusingati dai tanti richiami e dalle tante apparizioni (ma storditi da qualche bizzarrà dimenticanza come l’assoluta assenza di un richiamo a Lore, gemello malvagio di Data, quando viene ritrovato lo sconosciuto Bifore, per esempio).
Un degno capitolo conclusivo per una delle saghe più riuscite del mondo di Star Trek. Un mondo che non accenna certo a finire, visto che all’appello cinematografico mancano ancora le nuove Deep Space Nine e Voyager, nonché l’ultimissima Enterprise, serie attualmente in corso d’opera e ambientata agli albori della Federazione Unita dei Pianeti.

© Paolo Ferrara 2003 - per gentile concessione dell'autore

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