tokyo




il sito ufficiale del film

 
voi siete qui: drive index | cinema | Tokyo Godfathers

TOKYO GODFATHERS Regia di Satoshi Kon; Sceneggiatura: Satoshi Kon; Anno: 2003

Immaginate Frank Capra che decide di dirigere un episodio dei Simpson. Ecco, state iniziando a farvi un idea di come sia Tokyo Godfathers di Satoshi Kon. Siamo al terzo film del regista, anche se il nome potrebbe comunque suonarvi nuovo.
Il suo primo film, Perfect Blue, interessante thriller psicologico ambientato nel mondo delle idol (giovani cantanti “usa e getta” giapponesi), è arrivato in Italia solo per il mercato Home Video (per la Yamato Video di Milano).
Del secondo, il bellissimo e intenso Millennium Actress, che ha superato la quantità di premi che già il primo si era aggiudicato, ne abbiamo sentito parlare solo su riviste di settore.
Non che la distribuzione cinematografica di questa terza pellicola cambierà di molto le sorti della notorietà di questo geniale regista in Italia: il film non è stato quasi pubblicizzato e la sua permanenza nelle sale è stata scarsa e non superiore alla settimana di programmazione.
Insomma è molto probabile che ve lo siate perso. In questo caso, sappiate che avete mancato di godere di un piccolo gioiello.
Il livello grafico e le animazioni umiliano le canoniche produzioni nostrane e non sfigurano davanti alle produzioni americane. Personaggi e trama viaggiano invece un passo avanti.
È Natale e tre barboni dovranno vedersela con le conseguenze di un bizzarro ritrovamento tra i rifiuti: un neonato. Presupposto scontato? Forse. Ma scontato è una parola poco adatta a questo film, vero e proprio inno alla coincidenza. In un susseguirsi di gag e spassose situazioni, i nostri tre protagonisti, sporchi tanto quanto umani, vivranno avventure che li porterà a districarsi tra i fili di una bizzarra ragnatela, rimbalzando da una all’altra sul filo di un mondo più piccolo di quel che non sembri.
Una città, Tokyo appunto, che entra nella storia con la forza di un personaggio, capace di esprimere persino le proprie emozioni nelle vie più inaspettate. La “signorina” Hana, imponente e spassoso omosessuale, la giovane e collerica Miyuki e lo scorbutico Gin, con i loro caratteri, i loro tic (sia fisici che psicologici) e le loro storie personali, vi faranno ridere, vi faranno intenerire, ma a volte vi faranno anche arrabbiare.
In questo film d’animazione si parla di persone, di esseri umani. E mentre tutto nella storia concorre a recitare, dai personaggi agli sfondi, dalle banconote alla musica, passando per i secondi piani e gli edifici (vederlo è l’unico modo per comprendere..), vi farete trascinare in una rocambolesca ricerca che è insieme una fuga. Perché ognuno dei nostri protagonisti ha qualcosa da cui fuggire ma da cui, sotto sotto, forse vuole anche tornare. Diffidate della prima impressione, perché a guardarle meglio, le cose, potreste capire qualcosa di più. Come ad esempio che quell’auto in mezzo alla strada non è parcheggiata male, ma magari ha a che fare con qualcuno in una situazione imbarazzante, o persino pericolosa. O che una madre non sempre è una donna e una donna non sempre è una madre.
Riderete, riderete tanto e riderete di gusto. Riderete di e con Beethoven, in uno dei suoi migliori usi cinematografici di sempre (durante il film e nella fantastica rock cover che accompagna gli spassosissimi titoli di coda). Ma soprattutto, quando uscirete dalla sala continuando a richiamarvi l’un l’altro le scene preferite, vi accorgerete di avere le tasche piene di buonumore. Avete visto un sacco di cose poco simpatiche di questo mondo nel corso del film. Un mondo sporco, anomalo, come solo la realtà sa esserlo.
Eppure il mondo non è così poi così brutto. Ce lo raccontava una volta Frank Capra, ce lo ribadisce ancora, ad un oceano, anni e poetica di distanza Satoshi Kon. E che ci crediate o meno, quella sera, la sera in cui vi sarete guardati Tokyo Godfathers, andrete a dormire con un bel sorriso.

© Paolo Ferrara 2005 - per gentile concessione dell'autore

  drive index | cinema | archivio recensioni
© Copyright 1999-2005 Stefano Marzorati | a True Romance Production
scrivete a drive