articolo di Michael Travers
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CONSTANTINE (ID). Regia di Francis Lawrence. Cast: Keanu Reeves, Rachel Weisz, Peter Stormare, Shia La Beouf, Pruitt Taylor Vince; Sceneggiatura: Kevin Brodbin e Frank Cappello (dal comic book Hellblazer). Prod: USA; Durata: 121'

Parliamoci subito chiaro, Constantine di Francis Lawrence è una pessima trasposizione. Con l’omonimo personaggio, inventato da Alan Moore su Swamp Thing e coltivato da altri autori sul serial Hellblazer, ha in comune solo il nome. Anzi, nel corso della visione del film nasce e cresce il dubbio che in realtà non si tratti che di una pura coincidenza, un caso di omonimia. Questo sempre che non siate dei puristi che si sentono insultati dall’oltraggio.
Se invece siete stati in grado di superare questo scoglio, se vi è riuscito di entrare in sala e compiere una netta scissione mentale tra le due cose (ideale sarebbe entrare in sala e continuare a ripetersi come un mantra “Questo non è Hellblazer, questo non è Hellblazer, questo non è Hellblazer” fino alla fine dei titoli di testa), o ancora meglio non avete mai letto una pagina del fumetto Vertigo, allora potreste persino pensare che il film che state guardando non è poi così terribile.
Certo non possiede una trama originalissima. Certo ci sono tante cose di questo film un po’ buffyano (nel senso di Buffy, il telefilm che, ammettiamolo, a noi certo non dispiace) che vi richiameranno alla mente questa o quell’altra pellicola (inutile girarci attorno: Keanu Reeves o no, qualche ombra di Matrix sul film pesa). Certo è particolarmente pacchiano (avete notato il tirapugni con le croci? E la pistola? No, voglio dire, avete visto il pistolone antidemone?), e non manca di preparare la strada a un possibile videogame di successo (una bella sparatoria in puro sapore alla Resident Evil nell'atrio di un inquietante ospedale..e ovviamente il videogioco è già in commercio per qualsiasi piattaforma) e si mantiene fedelissimo a parecchi clichè, dalle sorti dei comprimari a determinate svolte narrative.
Eppure Francis Lawrence è un nome che deciderete di appuntarvi da qualche parte. “Questo è un regista da tenere d’occhio” sussurrerete nell’orecchio di chi vi siede accanto.
Esordiente per il cinema ma veterano del videoclip (e si vede. Tra l’altro sembra ormai un’abitudine che film tratti da serial a fumetti, ma anche serial televisivi, come il caso di Charlie's Angels, siano affidati a esordienti videoclippari. Sarebbe interessante rintracciarne le ragioni) questo regista non mancherà di stuzzicare il vostro gusto. Perché questo film, che tradisce completamente il fumetto a cui si dice ispirato, ve lo sarete guardato con un piacere tutto visivo. Splendide immagini, dunque, e non solo, grazie a una buona fotografia e a ottimi effetti speciali. Ma qui ci sono soprattutto buone, anzi in parecchi casi ottime, idee di regia.
Vi siete seduti in sala. È passata la pubblicità e i trailer. È passato il logo della Warner che vi ha introdotto in maniera accattivante ai titoli. Ed ecco la prima sequenza. Avete già iniziato a sobbalzare. L’intro non si chiuderà senza avervelo fatto fare ancora un paio di volte, stuzzicandovi nell’intimo. Siete entrati in sala pronti ad attaccare. Avete affilato le armi della critica e preparato un foglio bianco per la lista delle lamentele. Però quel messicano che corre lo avete seguito. E ogni volta che il film mostra il fianco… bè, (penserete) aspetta un secondo. Fammi vedere cosa succede adesso. Ci sarà tutto il tempo di lavorarlo ai fianchi, di colpire sulle debolezze, dopo. Ora fammi vedere come si muove sulle gambe questo filmetto, che schiva mica male. L’eccesso tipico di film di questo genere si piega alla trovata, in molti punti di una certa classe. Inquadrature, movimenti ed effetti speciali compongono immagini e scene che vi trasporteranno fino al finale. Il punto critico, la zona intorno alla quale riaffiorerà il dubbio. Vuoi vedere che adesso inciampa e cade pietosamente?
Solo che a questo punto non siete più contenti di aver qualcosa su cui accanirvi. Un po’ vi dispiace che il film scivoli là dove tanti sono caduti. Ed ecco, sorpresa delle sorprese. Il film resta in piedi. Ancora una volta non proprio per la trama. Quella non è perfetta, lo abbiamo già detto. Ma il regista alza la guardia e, anzi, nel rush finale il film guadagna pure qualche punto. Non avrete assistito a un capolavoro, non avrete assistito al film di Hellblazer (ma in fondo si intitola Constantine, no?), ma ammettetelo, vi siete divertiti. E, sinceramente, questo proprio non ve lo aspettavate.

© Paolo Ferrara 2005 - per gentile concessione dell'autore

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