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Death: from Enslavement to...
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NAKED
CITY
Progetto del sassofonista John Zorn, attivissimo
sperimentatore noto per le sue spregiudicate creazioni jazzistiche.
Basi di questo nuovo suono sono il grindcore, il jazz
e il rumorismo che si ritrovano mescolati follemente nell'album
Torture Garden (1991). In concerto il musicista propone
brani come Grand Guignol, il bizzarro doom metal
di T'chen e un'inquietante esecuzione della colonna sonora
del cult movie Henry: Portrait of a Serial Killer.
Grand Guignol dovrebbe essere anche il titolo del suo
prossimo progetto con i Naked City. Soltanto in Giappone le
cover dei suoi album, come Torture Garden e Guts
of a Virgin (con i Painkiller), sono state pubblicate
integralmente nella loro scandalosa versione originale.
Discografia: Torture Garden (Shimmy Disc), 1989; Naked
City (Elektra/Nonesuch), 1990; Grand Guignol (Avant),
1991;Radio
(Avant), 1993; Absinthe (Avant), 1993; Heretic,
Jeux des Dames Cruelle (Avant), 1994; Naked City Live,
Vol. 1: Knitting Factory... (Tzadik), 2002
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NAPALM
DEATH
Una band che
si è sempre distinta per l'estremismo delle sue proposte. Assieme
ai connazionali Carcass (v.) hanno creato il fenomeno
grindcore, con album fondamentali come Scum, From
Enslavement to Obliteration e Harmony Corruption.
Tra l'altro la parola grindcore fu coniata
proprio da Mick Harris, uno dei membri fondatori del
gruppo, per indicare certi grinding sounds (suoni stridenti)
delle chitarre. Con il successivo abbandono di Harris, dovuto
a dissidi interni e agli interessi del musicista, ora maggiormente
orientati verso certe forme di rock industriale, e l'inserimento
del nuovo cantante Barney Greenway e dell'ex Terrorizer
Jesse Pintado, i Napalm Death cambiano in parte direzione
musicale con Harmory Corruption (1990): da una parte
si riducono le parti ultracore e aumentano le influenze death
in pezzi come If the Truth Be Known e Circle
of Hypocrisy; dall'altra brani come Vision Conquest
e Malicious Intent riportano il gruppo alle atmosfere
di Scum. In ogni caso l'album rappresenta un tentativo
per staccarsi dalle proprie radici. Con il nuovo Utopia Banished
(1991), i Napalm Death rientrano negli schemi consueti, riprendendo
possesso di quello stile grind che li aveva resi famosi
e calandosi maggiormente nella realtà del sociale, al pari di
altri gruppi di grindcore. Come spiega lo stesso Barney: "Niente
occultismo. Nessuna invocazione a Satana, ma un atteggiamento
più costruttivo nella denuncia di qualcosa che non va". La bella
copertina ricorda certi lavori del Clive Barker illustratore.
Dopo aver completato il tour Campaign for Musical Destruction,
il gruppo pubblica un'antologia ricca di inediti, Death by
Manipulation (con copertina hellraiseriana da sala delle
torture) e l'ep The World Keeps Turning.
Formazione:
Barney
Greenway: v / Jesse Pintado: ch / Mitch
Harris: ch / Shane Embury: bs / Danny Hararra:
bt
Discografia: Scum (Earache),
1987; From Enslavement to Obliteration (Earache), 1988;
Harmony Corruption (Earache), 1990; Utopia Banished
(Earache), 1991; Death by Manipulation (Earache), 1992,
antologia con inediti; The World Keeps Turning (Earache),
1992, ep; Fear Emptiness Despair (Sony), 1994 ; Diatribes
(Earache), 1996; Inside the Torn Apart (Earache), 1997;
Words from the Exit Wound (Earache), 1998; Leaders Not
Followers (Dream Catcher), 1999, ep; Enemy of the Music
Business (Spitfire), 2001; Order of the Leech (Spitfire),
2002; Noise for Music's Sake, 2003 |
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NECROMANDUS
Formazione
di dark sound arcaico, questo quartetto britannico
divideva spesso il palco con gli Earth (non ancora
divenuti Black Sabbath) e seguì in tour il gruppo di
Osbourne e di Iommi nel 1973, all'epoca di Sabbath Bloody
Sabbath. Li riporta alla ribalta, nel 1991, un disco prodotto
dalla Reflection Records, piccola etichetta specializzata
in ristampe di dischi rari. Con note di copertina firmate
da Toni lommi, che aveva prodotto il primo lp della
formazione, poi congelato dalla Vertigo, Quicksand
Dream propone un suono ispirato a Black Widow, High
Tide e Hawkwind, semplice nella struttura ma ricco
di elementi. L'angosciante A Black Solitude, la spettrale
fuga di Night Jar, impreziosita da un assolo dello
stesso lommi, qui in veste di ospite, e Still from Benuty,
una bizzarra ballata zingaresca, mostrano il valore di un
gruppo ingiustamente ignorato. La copertina dell'album riflette
lo stile dark dei primi anni Settanta, con l'immagine
di un mago che regge tra le mani un antico grimorio medievale.
Discografia:
Quicksand Dream (Reflection),
1991
|

NECRONOMICON
Tedeschi.
Sono autori di un thrash abbastanza scontato. Li citiamo
soltanto per essersi ispirati al libro maledetto creato dal
genio di H.P. Lovecraft.
Formazione:
Freddy: v, bs / Jogi: ch / Axel:
bt
Discografia selezionata: Escalation
(Scratch Core),
1990
|
NECROSANCT
Britannici.
Sono autori di una personale fusione tra grindcore
e death, influenzata da gruppi come Bathory
(v.) e Napalm Death. La voce del cantante è vomitata
e cattiva, e i testi esprimono un senso epico del macabro
con visioni di tremende battaglie, carestie e pestilenze,
e la descrizione di scenari apocalittici sconvolti dalla miseria
e dalla decadenza. L'album di debutto, Incarnate (1992),
mostra che la band ha appreso alla perfezione la lezione dei
Bolt Thrower (v.), unendola alla claustrofobia tipica
di nomi come i Lemming Project (v.) e gli Asphyx
(v.). Approccio non monolitico ma variato nei ritmi e nelle
atmosfere.
Formazione:Ant
Ryan: v / Cal Scott: ch / Finlay Light:
bt
Discografia: Incarnate
(Black Mark),
1992
|

NEON CROSS
Gruppo californiano di rock cristiano, in attività dal 1984.
Partecipano nel 1988 alla raccolta di "metallo bianco" White
Metal a fianco di gruppi come i Barren Cross e i
Guardian, e, nello stesso anno, incidono il primo album,
Neon Cross, che resta tuttora il loro unico documento
su vinile.
Formazione: David
Raymond Reeves:
v / Don Webster: ch / Ed Ott: bs / Michael
Betts: bt
Discografia: Frontline Life, 1987; Neon Cross
(Regency),
1988; Torn, 1995; |

NEUROSIS
Band
prodotta dalla Alternative Tentacles di Jello Biafra.
Sono in circolazione dal 1985 e fanno uso di tastiere, campionatori,
nastri ma anche di strumenti più classici come viola, violino,
flauto e cello. Il gruppo cita come influenze Black Flag,
Black Sabbath, Skynny Puppy (v.),
Killing Joke, Pink Floyd e Chrome ma qualsiasi
riferimento viene integrato in una miscela davvero nuova e stimolante,
che mette in evidenza il suono granitico delle chitarre, la
furia della voce e una ritmica sempre più ipnotica. Souls
at Zero (1992) riassume tutte le premesse ed evidenzia testi
improntati a un duro e secco lirismo, come in To Crawl Under
One's Skin: «Così a lungo isolato, appassito dal primo freddo,
anelando il calore di un tocco umano, attraverso questo muro
di ghiaccio io posso vederti...». Oppure come in Souls at
Zero: «Nessun seme crescerà da questa nuda terra. La nostra
speranza non nata è morta. Ho dormito nel fango sotto la luce
della luna e so che le nostre anime sono morte...».
Formazione: Scott
Kelly: ch, v / Steve Von Till: ch, v
/ Dave Edwardson: bs, v / Simon McElroy: tast, campionatori
/ Jason Roeder: bt
Discografia:
Pain
of Mind, 1988; The World as Law, 1989; Souls at Zero
(Alternative Tentacles); Enemy of the Sun, 1993; Through
Silver in Blood, 1996; Times of Grace, 1999; Sovereign,
2000; A Sun That Never Sets, 2001 |
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