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ROCK E FANTASCIENZA: LUOMO CHE CADDE SULLA TERRA
di Stefano Marzorati
Il sole si rigira con un leggiadro movimento
Noi stiamo partendo con una morbida esplosione
Diretti verso una stella con oceani di fuoco
E davvero così fuori mano
Siete a cento anni luce di distanza da casa
(2000 Light Years from Home, The Rolling Stones, 1967)
Il connubio tra rock e fantascienza ha il sapore, più
che di un flirt passeggero, di un vero e proprio amore di
vecchia data, le cui radici affondano in un magma multiforme
fatto di passione sentimentale, sfogo intellettuale e gioco
estetico-intellettuale. Alla base di questo connubio sta innanzitutto
un curioso e importante parallelismo tra rock e fantascienza.
Questultima, infatti, nacque e si sviluppa dapprima
sulle pagine di rivistine popolari (le cosiddette pulp
magazines) restando per lungo tempo rinchiuso nel ghetto
della letteratura popolare o,meglio, della sottocultura
popolare insieme ad altri generi come lorrore,
il giallo e il mystery. In seguito, negli anni Sessanta,
grazie allintroduzione sempre più massiccia di
tematiche colte e impegnate, al successo crescente di pubblico
e allinteresse delle grosse case editrici, il genere
approdò verso pubblici più culturalmente elevati,
ottenendo allo stesso tempo il pieno riconoscimento della
critica ufficiale.Come la fantascienza anche il rock, nella
sua forma primigenia, il rocknroll, ha seguito
lo stesso percorso. Negli anni Cinquanta, nelle sue prime
diramazioni bianche (da Elvis Presley a Eddie
Cochran) era visto con disprezzo dal sistema culturale egemone
e seguito con passione da un pubblico sempre più vasto
di fruitori. Soltanto allinizio degli anni Settanta
una parte di esso avrebbe cominciato ad ottenere riconoscimenti
da parte ufficiale,ottenendo così la sua prima qualificazione
culturale. Oltre a questo dato storico, rock e fantascienza
sono andati a braccetto sotto il segno di un comune interesse
per la diversità: nella fantascienza il fascino alieno
delle tematiche trattate, nel rock un certo ribellismo che
ha sempre rappresentato il motore propulsore dei suoi momento
migliori.
Loving the Alien canterà Bowie molti anni dopo
aver invocato un uomo delle stelle che scendesse
sulla terra per sconvolgere la devastante normalità
della civiltà britannica. Cronologicamente, però,
occorre tornare più indietro negli anni, precisame
te al 1963, per scoprire
il primo punto dincontro tra musica e fantascienza che,
curiosamente, non appartiene al territorio del rock ma a quello
del jazz. Nelle note di copertina di un disco attribuito al
trombettista Dizzy Gillespie e ai Double Six of
Paris leggiamo, infatti, che alcuni dei brani del disco
sono ispirati al romanzo The Sword of Rhiannon della
scrittrice americana Leigh Brackett, al capolavoro
della fantascienza tecnologica I, Robot di Isaac
Asimov e al romanzo Green World, dellinglese
Brian Aldiss, un personaggio che, di lì a pochi
anni, sarebbe diventato lesponente di punta della nuova
fantascienza di impostazione e critica sociale. Più
avanti negli anni, in piena epslosione del fenomeno beat,
neppure i Beatles e i Rolling Stones si sottraggono allomaggio/contaminazione
con la FS. I primi con il brano Tomorrow Never Knows
(incluso nellalbum Revolver del 1966), i secondi
con due tratti da Their Satanic Majesties, 2000
Man e 2000 Light Years from Home (il cui testo
abbiamo citato in apertura). Il primo racconta di un uomo
del futuro schiavizzato e computerizzato, il secondo di un
astronauta perduto nello spazio a migliaia di anni luce dal
proprio pianeta. Lo stesso astronauta che, qualche anno più
tardi, sarà protagonista del quadretto narrato nella
celebre Space Oddity di Bowie. E lui tra i musicisti
rock quello che sembra più incline a coltivare relazioni
aliene, tanto da assumere lidentità fittizia
di Ziggy Stardust, il marziano caduto sulla terra e diventato
celebre dopo avere assunto i panni del musicista rock (nel
concept album The Rise and Fall of Ziggy Stardust).
Bowie proseguirà questa sua passione fino a oggi, adeguandosi
ai nuovi tempi e avvalendosi di sempre più nuove e
sofisticate tecnologie. Non a caso il maggiore Tom protagonista
di Space Oddity ritorna a fare la sua comparsa nellenigmatica
Ashes to Ashes contenuta nellalbum Scary Monsters.
E lui, insieme a Ziggy Stardust, lalter ego del
musicista: se Ziggy è la divinità, lessere
altro da noi, il buon maggiore rappresenta invece la parte
umana più vulnerabile e miseranda, quella che aspira
ad arrivare alle stelle. Entrambi, però,
sembrano destinati a cadere.
Nella seconda metà degli anni Sessanta Londra vede
la nascita del movimento psichedelico e di un clima visionario
ricco di fermenti e ansie creative. Nel quadro del sempre
più crescente interesse per le droghe, le visioni procurate
dagli additivi del sogno rappresentano lo strumento
ideale per quella espansione dellarea della coscienza
auspicata dai guru alla Leary. La possibilità che si
apre di accedere a una nuova dimensione di libertà
interiore e, assieme a questa, una nuova consapevolezza politico-sociale,
piacciono alle nuove generazioni e diventano un focolaio di
ispirazione e un vero e proprio strumento espressivo. Non
é un caso che il locale londinese più in
dellepoca diventi lUFO, un luogo dove si esibiranno
i massimi esponenti della nuova scena musicale: dai Soft
Machine (ispirati nel nome allomonimo romanzo di
Burroughs) ai Pink Floyd del geniale Syd Barrett.
Sono proprio questi ultimi a rappresentare la massima incarnazione
del verbo fantascientifico, con i primi album (The Piper
at the gates of Dawn e A Saucerful of Secrets)
e lunghe composizioni come Astronomy Domine e Interstellar
Overdrive . E il periodo in cui la rivista principe
della controcultura inglese, IT, consiglia ai
propri lettori di leggere un qualsiasi romanzo di A. Van
Vogt ascoltando un disco dei Floyd e fumando, allo stesso
tempo, uno spinello. Negli stessi anni, oltre oceano, negli
Stati Uniti, culla della FS e del rocknroll, si
sviluppa un medesimo grado di interesse verso la fantascienza
da parte del nuovo movimento giovanile e dellambiente
musicale underground. Parecchi gruppi della fortunata scena
di San Francisco cominciano a fissare su vinile le proprie
visioni stellari. I Grateful Dead di Jerry Garcia,
per esempio ( con album come Aoxomoxoa e brani come
Cosmic Charlie) ma, soprattutto, i Jefferson Airplane
di Paul Kantner e Grace Slick. Lamore
dei due per le letture fantascientifiche dà vita a
canzoni come Crown of Creation (nel disco
omonimo), e a un album-manifesto, Blows Against the Empire,
una ambiziosa saga anarchico-stellare dove si riversano tutte
le speranze della giovane nazione underground. E
la storia della fuga del popolo hippie dalla Terra,
ormai controllata, senza speranza, dalle forze della conservazione,
verso unutopia spaziale lontana dalle logiche di sopraffazione
del potere, fatta di libertà, di autodeterminazione
e di consapevolezza. Nelle note di copertina il gruppo ringrazia
tre importanti autori statunitensi per essere stati una preziosa
fonte di ispirazione: Theodore Sturgeon, Kurt Vonnegut
e Robert Heinlein. Questultimo, insieme a William
Burroughs (con la trilogia Il pasto nudo, The
Soft Machine e Nova Express), fornirà al
rock fantascientifico abbondante materia di ispirazione con
il memorabile romanzo Straniero in terra straniera,
storia di Valentine Smith, terreste allevato dai marziani,
che ritorna adulto sul pianeta madre per conoscere la civiltà
terreste. Ironico e graffiante, swiftiano nella feroce critica
dei tabù e delle convenzioni dei propri simili, le
gesta dello straniero in terra straniera ispireranno
non poco il Bowie che abbiamo citato poco sopra e, con lui,
tutta unintera generazione di musicisti, da Frisco a
Londra.
Accanto alle visioni di un futuro utopico, il rock fantascientifico
ha, naturalmente, assorbito anche le previsioni più
oscure e apocalittiche di certa fiction danticipazione.
In tal senso i modelli di riferimento più sfruttati
e citati sono stati sicuramente 1984 di George Orwell
e Arancia meccanica, di Anthony Burgess. Non
solo Bowie (con lalbum Diamond Dogs) ma tutta
la generazione successiva, quella del punk e della
new wave, troveranno tra le pagine di questi due libri
spunti e suggestioni con cui raccontare microstorie di alienazione,
disperazione e, alla fine, fortunatamente, anche di rivolta.
© Stefano Marzorati 2004
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