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INTERVISTA A NEFFA,
a cura di Stefano Piazza
Provo
a contattare Giovanni Pellino, in arte Neffa,
via e-mail per chiedergli
un’intervista.
Ascolto la sua musica, mi piace molto, perché non
provarci? E’ vero
che esiste un luogo comune (purtroppo, spesso, confermato
dall’esperienza) secondo cui, per evitare delusioni,
non si dovrebbero mai conoscere i propri autori preferiti,
ma chissenefrega. Insomma, io gli scrivo e lui mi risponde.
In leggero ritardo, ma con una gentilezza disarmante. Che
voglia sfatare il suddetto luogo comune? Vediamo. Io gli
mando le mie domande, tenendo ben presente tutta l’amarezza
provata alla scoperta della vera protagonista di La mia Signorina.
E lui, quasi subito, questa volta, si rifà vivo.
Ecco cosa ne è uscito.
Confessa: ti è mai capitato di copiare? Non necessariamente
una canzone, magari un romanzo, o una poesia.
Mi è capitato di partire da un suono o uno stile conosciuto,
come lo stile motown nel caso de la mia signorina, ma sempre
con l'intenzione di cantare a modo mio diciamo. Copiare no,
prendere ispirazione e rendere omaggio, sì.
Una domanda un po’ sciocca: leggevo che, anni fa, agli
inizi della tua carriera, ti sei trovato a dover dormire
in una discoteca. Beh, ti aspettavi, un successo del genere?
Non ero tipo da fare pensieri di questo genere, a
quei tempi. Vorrei chiarire che io non ho mai puntato al
successo, ma
a guadagnarmi da vivere con la musica…
Dall’hardcore al pop, passando per il rap. A un certo
punto, i cosiddetti “esperti” ti avevano definito
il “B-boy più promettente d’Italia”.
E oggi? Esiste un Neffa, anzi un Giovanni Pellino, al di
fuori delle etichette musicali?
Ti rispondo come Corrado Guzzanti quando faceva la
gag di “Quelo”:
tu come la vedi?
Davvero hai preso il nome del paraguayano della Cremonese?
Si verso il 90, hanno cominciato a chiamarmi Neffa
invece di Jeff (mi facevo chiamare così), più per
scherzo che per altro. Poi il nome l'ho tenuto per il periodo
rap e mi è rimasto fino a ora.
A differenza di molti tuoi colleghi, non ti si vede molto in tv: mai pensato
di andare ospite dalla De Filippi?
Una volta, sono andato ospite ad Amici. Andare in tv per la fama non
m’interessa
affatto e così ci vado poco.
Hai detto che nel rap, “giocare con le parole è la prima cosa che
devi imparare a fare”. E nella tua musica di oggi?
Lasciarmi andare e non farmi condizionare da nulla che non sia l’ispirazione
pura.
Ho letto che ti piacerebbe tentare la strada della televisione, con un programma
alla David Letterman Show. E il cinema? Ti ho visto nella serie "Coliandro",
non sei male...
Se qualche regista pensasse che potrei farlo bene e mi chiamasse, accetterei
molto volentieri perché mi sembra un gioco interessante. Ovviamente cercherei
di partecipare a “vaccate” cinematografiche.
Perchè, secondo alcuni, saresti un "traditore", per il fatto
di aver abbandonato l'hip hop? Confesso di non conoscere bene l'ambiente, ma
non sarà che i rapper italiani, pur non provenendo da una gang di Los
Angeles, si prendono un po' troppo sul serio? Mi viene in mente Mondo Marcio,
per esempio.
Io ho smesso di fare rap proprio perchè penso che la cultura hip hop sia
una cosa seria e non volevo continuare a farlo anche se sentivo il bisogno di
suonare altra musica. Però quando parlo di cultura hip hop, parlo di un
movimento di innalzamento musicale e spirituale, non certo del cliché “soldi
e puttane”. Di Mondo Marcio non parlo perché non lo conosco. Comunque
preferisco i De La Soul.
Qual è il momento più bello, quando scrivi? Hai detto che, dopo
aver costruito per anni la tua musica sulle visioni, a un certo punto hai avuto
paura di perdere spontaneità e di diventare soltanto formale, tecnico.
Com’è andata, invece?
No. Io ho detto che per anni non ho voluto sapere niente della teoria
musicale,
perchè avevo paura di perdere l'aspetto mistico/visionario del mio modo
di vivere la musica, poi a un certo punto ho cominciato a strimpellare la chitarra
e un po' di piano e così le note le ho imparate e mi sono reso conto che
questo mi ha solo aiutato a comunicare ai musicisti con cui collaboro quello
che ho in mente.
A 38 anni, rifaresti le "cazzate" di cui parli nell'intervista a Vanity
Fair? Se non sbaglio, sei arrivato due volte a un passo dal matrimonio: la prima
volta, negli Stati Uniti, per ottenere la green card, la seconda in cambio di
5 milioni, per far avere il permesso di soggiorno a una ragazza algerina…
Per me la vita finisce quando ci si stanca di volersi mettere alla prova.
La
vita è stata tutto sommato buona con me, finora. Spero continui così.
Certe chiacchierate, anche “virtuali”, vorresti farle durare. Ma,
ormai, è notte fonda (tanto, se non dorme mia figlia, qui non dorme nessuno)
e l’intervista, un po’ “marzulliana” a dire il vero,
termina qui.
Oh, nel caso ve lo foste chiesto, Giovanni Pellino, in arte Neffa, lo ha sfatato,
quel luogo comune.
Biografia
Giovanni Pellino meglio conosciuto con lo pseudonimo di Neffa, nasce a Scafati,
il 7 ottobre 1967. All'età di otto anni, si trasferisce a Bologna,k dove è cresciuto
e dove ha iniziato a cantare hip hop nell'underground cittadino.
Inizia la carriera negli anni Ottanta come batterista in diversi gruppi tra cui
i Negazione e l'Isola Posse All Stars, questi ultimi poi confluiti in parte nei
Sangue Misto.
Il successo arriva con l'hip hop, nel 1994, grazie all'album SxM, opera di Neffa,
Deda e DJ Gruff, uniti sotto come Sangue Misto, pubblicata dall'etichetta indipendente
bolognese Century Vox, impegnata in diverse produzioni underground negli anni
'90. Nel 1996 il bis, con l'album Neffa & I Messaggeri della dopa il cui
singolo Aspettando il sole vince il disco d'oro.
Nel 1998, esce il disco 107 elementi scritto con Deda e Al Castellana, un successo
clamoroso per la scena rap italiana. Nel 2001, arriva la svolta artistica (passando
dal rap alla canzone pop e r&b): è il momento del tormentone estivo
La mia signorina e dell'album Arrivi e partenze.
Nel 2003, esce Prima di andare via, con cui vince il premio radiofonico del Festivalbar
e che traina l'album I molteplici mondi di Giovanni, il cantante Neffa.
Nel maggio 2006, esce Il mondo nuovo, singolo anticipa l'uscita dell'album Alla
fine della notte: un album che prosegue, in maniera a volte più ritmata
a volte più riflessiva, sulla strada soul de I molteplici mondi
di Giovanni,
il cantante Neffa.
© Stefano Piazza 2006 - per gentile concessione dell'autore
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