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Gruppo:
Omar Alfredo Rodriguez-Lopez
Album: Xenophane
Etichetta: Rodriguez Lopez Productions
“Quanto alla verità, non vi è e non vi sarà
uomo a saperla nè riguardo agli Dei, nè riguardo a tutte
le cose di cui parlo. Anche se uno cogliesse nel giusto, non saprebbe
di aver indovinato poichè è apparenza quella che è
diffusa su tutto”. Il filosofo Xenofane, autore del pensiero
appena citato, dà il nome all’album che l’instancabile
Omar A. Rodriguez-Lopez ha pubblicato sul finire
del 2009. Il co-fondatore dei Mars Volta procede
senza indugi nelle esplorazioni musicali che lo portano a rinnovare
il proprio stile alla ricerca di una personale verità filosofica
che possa ampliare ogni possibilità espressiva. “Xenophanes”
lo vede impegnato come polistrumentista, produttore e anche cantante.
Il suo timbro vagamente adolescenziale non va messo a confronto con
quello – potente e carnale – del fido Cedric Bixler-Zavala,
che qui non compare se non tra i ringraziamenti. Concept-album
post-moderno, libero nella forma e coerente nello sviluppo narrativo,
“Xenophanes” è caratterizzato da un retrogusto
psichedelico controllato. Anche se le 11 canzoni non sono contraddistinte
dalla furia mercuriale dei Mars Volta, l’esuberanza creativa
innerva brani di grande impatto come “Ojo al Cristo de Plata”,
“Asco Que ConmueveLos Punto Erogenos” e la trilogia “Perder
el Arte de la Razon Sin Mover un Solo Dedo/Flores de Cizana/Maria
Celeste”. Le stratificazioni e le sovrapposizioni di suoni arricchiscono
l’insieme. Manca tuttavia un bilanciamento fondamentale: il
leader è solo, non c’è un Bixler-Zaval con il
quale instaurare un rapporto di confronto/incontro/scontro. Per questa
ragione “Xenophanes” sembra il convincente inizio di un
discorso che prelude a brillanti sviluppi futuri. Avrebbe potuto spingersi
molto più in là? Certo. Ma è comunque un disco
di qualità, godibile e abbastanza sorprendente, con una band
in forma guidata da un autore lucido, impegnato e coerente.
MP
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©
2010 Maurizio Principato - per gentile concessione dell'autore
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