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MISSION: IMPOSSIBLE 2,
regia di John Woo, con Tom Cruise, Wing Rhames, Thandie Newton, Anthony Hopkins; distribuzione: UIP commento: *

L'inutilità generata dal nulla. Ovvero come creare un film inutile, già visto e ripetitivo, a puri fini commerciali per un pubblico di teen-agers, partendo da una sceneggiatura inesistente e facendo leva su dialioghi al limite del risibile. E' questo il processo che haportato alla realizzazione di "Mission: Impossible 2". Peccato che John Woo, dopo un brillante inizio di carriera nel cinema di Hong Kong (ricordiamo Hard Boiled e The Killer), abbia svenduto il suo genio per il vil denaro Hollywoodiano (d'altronde, chi siamo noi per fargli torto?!).
Se ancora in Senza Tregua - primo film "made in USA" di Woo - si coglievano tracce del suo talento originario, già con Broken Arrow e Face Off si era precipitati nel vuoto prodotto d'azione, realizzato e montato in serie. Ora, con "M.:I. 2" (con questa sigla viene promosso il film), dobbiamo purtroppo constatare come Woo abbia abbandonato ogni ispirazione autoriale. Già delusi dal coinvolgimento di Brian De Palma (ma anche lui non è più quello dei tempi de Il fantasma del palcoscenico e di Vestito per uccidere) nel primo episodio della serie, siamo ora affranti
nell'assistere alla mercificazione di un altro regista di razza. Trama, situazioni e personaggi non fanno distinguere M.:I. 2 da uno dei tanti film stile 007, con l'eroe in lotta contro il solito cattivo supertecnologico di turno, avente velleità di speculazioni planetarie a scapito dell'umanità. Nessuna differenza quindi, se non per un ulteriore passo avanti sul fronte delle sponsorizzazioni dei film. In M.I.2 le grandi aziende del settore beni di lusso non si sono limitate, come di consueto, a mettere in bella mostra i loro marchi e prodotti, ma sono arrivate a riempire di citazioni i già tristi dialoghi dei personaggi.
Quando Wing Rhames, indimenticabile Marcellus Wallace in "Pulp Fiction", scampato a una raffica di mitra, esclama: -"Mi hanno rovinato la giacca nuova di Versace!", si è sinceramente sopraffatti dallo sconforto. Tralasciamo ogni commento sulla seppur breve partecipazione di Anthony Hopkins, perché sarebbe come sparare sulla Croce Rossa.
Salveremmo alla fine solo due sequenze del film: Tom Cruise che fa free climbing sulle montagne dello Utah e lo scontro all'interno della casa farmaceutica per il possesso delle provette. Ma è ben poca cosa.


© Marco Ferrari - per gentile concessione dell'autore

MISSION IMPOSSIBLE: 2 E PHILIP K. DICK? POSSIBLE!

Quando John Woo si trasferì ad Hollywood, i suoi fan erano pieni di speranza: cosa avrebbe realizzato il maestro di Hong Kong con dei budget adeguati a sua disposizione ? La risposta fu deludente: film che avrebbero potuto essere girati da un qualsiasi buon mestierante (Broken Arrow), oppure film che, pur essendo tecnicamente molto validi, non avevano lo stesso mordente, la stessa intensità drammatica dei capolavori hard boiled girati a Hong Kong (Hard target, con Van Damme). Quando uscì Face/Off, sembrò che stesse per iniziare una nuova fase della produzione hollywoodiana del regista: una grande storia e soprattutto dei grandi personaggi, perfette per essere celebrate dallo stile fiammeggiante di Woo. Poi è arrivato Mission: Impossible 2. E il successo commerciale non ha salvato i fan dallo sconforto, dovuto fondamentalmente al solito problema (almeno dal trasferimento di Woo negli USA): una pessima sceneggiatura. Come viene detto più volte all'interno del film, per creare un eroe, bisogna prima creare un cattivo. Purtroppo l'eroe e il cattivo sono assolutamente piatti e privi di spessore. La lotta tra Ethan Hunt (Tom Cruise), che vuole distruggere il terribile virus "Chimera", e l'insipido Sean Ambrose, che vuole impossessarsene e diffonderlo nel mondo arricchendosi con la vendita del'antivirus "Bellerofonte", non riesce assolutamente a far presa sullo spettatore, che evita di crollare addormentato solo perchè travolto dalla potenza delle immagini di Woo. Purtroppo il suo stile sopra le righe, adattissimo a raccontare le imprese di eroi fuori dal comune, diventa involontariamente comico di fronte a characters così mediocri (vi capiterà più volte di scoppiare a ridere durante scene d'azione che dovrebbero essere seguite con il fiato sospeso). Da un punto di vista iconografico, Woo rispolvera tutti i suoi temi preferiti, che cominciano comunque a diventare clichè nel senso peggiore della parola: abbiamo pistoleri che sparano con un'arma per mano, un sacco di colombe (qui sostituite da più prosaici piccioni), l'uso del ralenti che sottolinea l'intensità drammatica della scena (una lezione che il regista ha imparato da Peckinpah) e un lungo inseguimento in moto che potrà avere il sapore della novità per chi conosce solo il Woo hollywoodiano, mentre i suoi fan di vecchia data ricordano spettacolari stunts sin dai tempi in cui il regista si dedicava alle commedie (citiamo ad esempio Follow the star, del 1978) oppure nei suoi gangster movies (lo strepitoso Hard Boiled, del 1992).
Nel complesso non si può definire Mission: impossible 2 un brutto film, anzi: è sicuramente un ottimo film d'azione. Ma da un maestro del calibro di Woo era più che legittimo aspettarsi un prodotto di ben altro spessore. Possiamo solo immaginare cosa sarebbe successo se a Woo fosse stata affidata una sceneggiatura basata sul soggetto per Mission: impossible che il grande Philip K.Dick scrisse nel 1967. Dato che sarà improbabile vederlo mai realizzato, il consiglio è di procurarvi Joe Protagoras è vivo, pubblicato nella collana Universale Economica Feltrinelli, e sopperire a questa mancanza con la vostra fantasia. Vedere come Dick sia riuscito a inserire uno dei suoi temi preferiti (quello della realtà vista come grande inganno cosmico, che si rivela non essere mai ciò che sembra) in una spy story è impressionante e conferma per l'ennesima volta le capacità di questo autore. Sei pagine di cellulosa che reggono benissimo il confonto con le due ore di celluloide di Mission: impossible 2.


© Adriano Barone - per gentile concessione dell'autore


MA CON LA SOUNDTRACK SI CAMBIA MUSICA...

Se il film di Woo non entusiasma, il cd con la musica tratta e ispirata da "Mission: Impossible 2" regala qualche emozione in più. Dall'eccellente "Take a Look Around" dei Limp Bizkit a "What U Lookin' At? di Uncle Kracker (prodotto da Kid Rock), un disco altamente energetico che contiene anche performances di Metallica, Rob Zombie, Foo Fighters (qui impegnati nella cover di Have a Cigar dei Pink Floyd, guest star il grande Brian May dei Queen), Butthole Surfers, Godsmack, Chris Cornell...

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