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Minority Report: Spielberg e Dick a confronto...

recensione di Adriano Barone

Se la fedeltà di una pellicola all’opera originaria da cui è stata tratta rappresenta un valido metro di giudizio di un film allora Minority Report (Rapporto di minoranza) di Steven Spielberg, tratto dal racconto omonimo di Philip K. Dick (pubblicato recentemente in raccolta da Fanucci), merita sicuramente un’insufficienza: del racconto di Dick sono stati mantenuti validi solo pochi elementi e le due opere risultano estremamente differenti. Il racconto lungo, scritto nel 1954 e pubblicato nel 1956 su Fantastic Universe, è la storia dello scienziato John Anderton, inventore di un sistema di polizia in grado di prevedere un crimine prima che questo si verifichi: una parabola sulla figura dello studioso che mette il suo sapere a disposizione del potere senza rendersi conto delle conseguenze, un racconto che risente del clima del maccartismo e della Guerra Fredda, in cui al centro dell’attenzione sono due temi fondamentali in Dick, ovvero la sfiducia totale nel potere politico e militare e l’impossibilità, da parte dell’uomo, di poter decidere il proprio destino, manipolato da forze al di là della comprensibilità umana. Il film di Spielberg, che vede Anderton come poliziotto e non come inventore della Precrimine, è invece un racconto poliziesco, una parabola sulla predestinazione e il libero arbitrio, infarcito di allusioni religiose (il personaggio di Witwer diventa un cattolico osservante, una caratterizzazione che rinforza senza contraddire quella del racconto, e si fa riferimento a un culto religioso che onora la “trinità” costituita dai precog), mentre la tematica politica lascia il posto a quella più intimista (in questo caso, rispetto alla banale gelosia che il protagonista prova per la moglie, Spielberg opta per un rapporto più complesso, introducendo il personaggio di un figlio inesistente nel racconto di Dick). Come già per Blade Runner, questa versione filmica tradisce spirito e trama dell’opera originale, ma la sua coerenza (visiva e tematica) e la sua complessità la fa risultare comunque un’opera straordinaria, e ogni accusa che ribadisca questa mancanza di fedeltà tradisce solo la mancanza di comprensione degli intenti di Spielberg.
A una solida parte visiva non fa però contrappunto un’altrettanto solida trama, e qui di seguito, AVVERTENDO CHE RIVELEREMO IMPORTANTI COLPI DI SCENA DEL FILM, faremo notare i più clamorosi errori di logica della sceneggiatura.
Il più grosso riguarda proprio il nocciolo della trama: i membri della Precrimine vedono con sfavore la possibilità di estendere il sistema a livello nazionale...ma quali mutanti dovrebbero essere utilizzati per questo scopo? La scienziata che ha condotto le ricerche sui mutanti e che Anderton incontra in una surreale serra, rivela che non esistono altri mutanti potenti come Agatha.
Dovrebbero allora essere usati gli stessi tre mutanti che si occupano del territorio di New York, ma ci viene detto esplicitamente che i loro poteri hanno un raggio di 200 km. Però l’addetto alla cura dei mutanti rivela che i poteri dei mutanti sono tenuti sotto controllo da sedativi, e che quindi in realtà il loro raggio d’azione dovrebbe essere potenzialmente illimitato. Ma nel finale, Agatha e i due gemelli sono perfettamente coscienti, non condizionati da droghe e non risentono affatto delle loro precognizioni. Ricapitolando: il loro potere non sarebbe stato sufficiente a coprire l’intera area degli USA, e sappiamo che non ci sono altri mutanti così potenti. In definitiva l’omicidio di Lamar Burgess è completamente inutile.
Atro particolare: gli occhi di Anderton. Come è possibile che gli occhi di colui che è diventato un ricercato, e in seguito un detenuto, abilitino ancora all’ingresso in quello che in teoria è il posto più protetto del pianeta (non così protetto, se Cruise vi penetra facilmente grazie a un travestimento che lo lascia in realtà riconoscibilissimo)?
Inoltre se anche nel peggiore dei polizieschi i primi luoghi a venire controllati sono le case dei familiari, perché non viene fatto immediatamente anche nel futuro di Minority Report?