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La bellezza del diavolo, di Gianfranco Manfredi

Teenage Death Songs e altre storie di ordinaria dannazione

Indice alfabetico delle schede dei gruppi e degli artisti presenti nella Rock and Horror Encyclopedia

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M

MINISTRY

Sono il lato più romanticamente cupo e tenebroso del cosiddetto industrial metal. Possessori di un suono monolitico e ossessionante, creatori dell'estremo terrore industriale, i Ministry sono guidati da Al Jourgensen e Paul Barker, oscuri messia operanti in quel di Chicago, la stessa città teatro delle gesta del serial killer Henry Lee Lucas. Su basi thrash, hardcore e post punk il gruppo aggiunge l'estetica del rumorismo fatta propria dai gruppi del filone post-industriale, facendo largo uso della tecnica del sampling. Questa operazione di saccheggio sonoro caratterizza fortemente l'ultimo disco del gruppo, Psalm 69 (1992), che li ha definitivamente imposti all'attenzione del pubblico e della critica. Brandelli di un discorso dell'ex presidente Bush scandiscono così il tempo di NWO (New World Order), aumentando il potenziale sinistro del brano e il rockabilly tecnologico di Jesus Built My Hot Rod viene introdotto da una registrazione in stile "confessione televisiva" dai contenuti quantomeno allarmanti: "Presto scoprii che questa cosa sul rock era vera, Jerry Lee Lewis era il diavolo e Gesù un architetto prima della sua carriera come profeta. Ben presto mi trovai innamorato del mondo...". E il finto sermone di Psalm 69, dove, davanti a una immaginaria congrega maligna, Al Jourgensen, novello predicatore, scandisce le sue lodi al Signore, tra cori di chiesa e acclamazioni di alleluia. Lo stile musicale del gruppo è estremamente vario: Just One Fix è un martellante techno beat, Hero è un esempio di thrash evoluto ed eccitante, fatto di ritmi serrati e forsennati, voci disperate. E poi la finale Grace, immersa in piena atmosfera apocalittica, dove la parola Armageddon viene ripetuta più volte, con il sottofondo di un urlo femminile straziante. Più volte durante l'ascolto sembra di percepire strane interferenze radio e rumori sinistri, ma il tutto fa parte della allucinata macchinazione sonora progettata, con premeditazione, dalla band: con un uso tanto esplicito e sfacciato delle campionature Jourgensen e compagni intendono semplicemente ribaltare e stravolgere la tanto discussa teoria dei messaggi subliminali. I Ministry sarebbero gli ideali compositori della colonna sonora di un film barkeriano, vista la loro vocazione nel mettere in musica un universo fatto di carne e metallo, piacere e dolore, peccato e redenzione. La cover del disco è di rara efficacia: mischia immagini di lamette di rasoio a quelle di orologi e ingranaggi, e una figura alata centrale femminile. Bombe ad alto potenziale, perfetti conoscitori delle strategie dl comuni-cazione, i Ministry compongono sapientemente il mosaico di un terribile incubo all'ombra della civiltà occidentale. Dal vivo confermano la propria sincera vocazione di terroristi sonori, utilizzando in modo appropriato luci e schermi video. Il cantante, nerovestito e con un cappellaccio da cowboy, intona i suoi rituali malefici tra croci fatte di ossa e abbondanza di teschi, sputando sul pubblico ogni sorta di orrori vocali, mentre un esercito di tamburi incalzanti e chitarre furibonde partono in quarta verso una devastante guerra sonora. Jourgensen, a dimostrazione del proprio eclettismo, é contemporaneamente coinvolto in mille progetti paralleli alla band (formazioni come i Revolting Cocks, i Lard e i 1000 Homo DJ's), confermandosi sempre più come un personaggio scomodo e provocatore. Una delle sue sentenze preferite è la seguente: "Dimenticate i Ministry e uccidete tutti quei vostri piccoli idoli. Le facce di quelle rock stars che tenete appese al muro, processatele e prendetele a sputi... E riflettete su voi stessi". Si ricordano il suo amore maniacale per i miti della musica country, come Buck Owens (ispiratore tra l'altro della fantomatica western grunge band di Al, Buck Satan and the 666 Shooters), Hank Williams e Gram Parsons.

Formazione: Al Jourgensen: v, ch, tast / Paul Barke: bs, programmi, v / W. Rieflin: bt / M. Scaccia: ch / M. Balch: tast, programmi / H. Bend: programmi / L. Svitek: ch

Discografia selezionata: The Land of Rape and Honey (Wea), 1988, ristampato nel 1992; The Mind Is a Terrible Thing to Taste (Wea), 1990, ristampato nel 1992; Psalm 69: The Way to Succeed and the Way to Suck Eggs (Wea), 1992
MISFITS, THE

Massimi esponenti dell'ala horror del punk statunitense. Guidati da Glenn Danzig, già nel 1977 sono attivi con il nome di The Ghouls e si conquistano una discreta fama nell'area del New Jersey, soprattutto per la passione nutrita verso tematiche dichiaratamente orrorifiche, evidenti sia nel look che nei live shows. Propagatori di un punk/rock'n'roll ad alta energia, i Misfits pubblicano il loro primo album ufficiale solo nel 1982, Walk Among Us, che rimane a tutt'oggi un classico del punk americano. Dopo Earth A.D., nel 1986, lo scioglimento. Vengono pubblicate le due raccolte postume Legacy of Brutality e Misfits. Il sound del gruppo, uno sporco e grezzo punkabilly, resterà comunque nella storia dell'horror rock per classici come Horror Business, Night of the Living Dead, Vampira, Halloween, Ghonl's Night Out, Skulls, London Dungeon e per gli episodi alla Meteors (v.) di Turned into a Martian e Teenagers from Mars. Danzig forma successivamente i Samhain, che incidono due dischi, Initium e November-Coming Fire. Al termine di quest'altra avventura il cantante decide di dedicarsi all'attività solista con un gruppo che prende il suo nome e di cui fa parte Eerie Von, unico superstite dei Samhain. I Danzig debuttano nel 1988, con un album omonimo, avvalendosi della produzione di Rick Rubin. Con loro Danzig inizia la sua opera di rilettura in chiave moderna di tutto il patrimonio musicale della seconda parte dei Sixties.

Discografia selezionata: Walk Among Us (Ruby),1988, ristampa (originariamente pubblicato nel 1982); Earth A.D. (Ruby), 1988, ristampa (originariamente pubblicato nel 1983); Best of the Misfits (FM - Revolver Records), 1986; Evil Live (Caroline), 1987, live

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