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 Metal Gear Solid 2: Substance
Piattaforma: Playstation 2
Genere:Azione/Drammatico
Prodotto da: Konami Computer Entertainment Japan
Sviluppato da: Konami Computer Entertainment Japan
Distribuito da: Halifax
N° Giocatori:
1
Note: Supporta Dual Shock



Sito ufficiale
Halifax

Alcuni siti non ufficiali:

Operation MGS.com Tactical Espionage Action
The Snake Hole: a Metal Gear Solid encyclopedia
1° sito italiano dedicato a Metal Gear
Metal Gear Solid 2 Sons Of Liberty




Filmografia essenziale

METAL GEAR SOLID 2 SUBSTANCE: TACTICAL ESPIONAGE ACTION

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IL REGISTA: Preciso, spietato, tenero, impulsivo, coerente, ironico. Uno, dieci, cento Hideo Kojima. Uno che da anni divide le platee. C’è chi lo ama e si identifica nei suoi personaggi. E chi lo detesta. Ora torna nelle sale la sua ultima opera. Sempre fedele alla linea. La sua.

IL FILM: Tempestato di gag, e invenzioni di inconsueta ricchezza visiva, costellato di grandi momenti di cinema (valga per tutti la straordinaria sequenza iniziale) Metal Gear Solid 2: Sons of Liberty fa pensare inizialmente ad una naturale evoluzione in senso spettacolare dei personaggi e delle vicende narrate nella precedente opera del filmaker giapponese (datata 1998) che ritornano per la maggior parte, spiccando su tutti l’eroica figura di Solid Snake (David Hayter). Poi, Kojima dà un taglio netto, decide di togliere allo spettatore le certezze appena consolidate. Il registro narrativo passa dalle sicure piste di Snake agli inesplorati sentieri di Raiden (Quinton Flynn), il nuovo uomo della FOXHOUND, il nuovo protagonista. Perchè sacrificare l’eroe a scapito del novizio? Perché andare contro il buon senso che avrebbe indicato di continuare a puntare su di un personaggio che ha fatto breccia nel pubblico? Tanto Snake è forte, determinato, conscio del proprio compito e sempre razionale anche nel mezzo dell’azione più concitata, quanto Raiden è smarrito, per sua stessa ammissione; addestrato unicamente attraverso la Realtà Virtuale, insicuro del suo ruolo, perduto di fronte agli imprevisti ed implicato in una love story con Rose (Lara Cody) l’assistente di missione, che complica il tutto con alterchi di coppia che poco si addicono al momento cruciale. Ebbene: Raiden non è un eroe. Raiden siamo noi giocatori! Raiden è in tutto e per tutto il nostro alter-ego e man mano che si acquisisce questa consapevolezza, progressivamente il suo personaggio diventa credibile, ben caratterizzato e coinvolgente. Ora lo capiamo. Comprendiamo il suo smarrimento di fronte ai molti stravolgimenti della trama, perché è anche il nostro. Siamo tesi quando deve trovare il modo di uscire indenne dal confronto con qualche spietato antagonista, vorremmo suggerirgli il modo e ci sentiamo vincenti come lui quando la situazione ritorna sotto controllo. Perché anche noi siamo preparati solo attraverso la realtà virtuale. Kojima ci mette al contempo dentro l’azione e a lato della stessa, protagonisti e testimoni. Più e meglio di quanto fatto analogamente da Steven Spielberg con la figura del caporale Upham in “Salvate il soldato Ryan”. Hideo destruttura e ricostruisce il nostro mondo per mezzo di una maniacale precisione visiva (dettata dalla sapiente fotografia) e sonora, tramite la monumentale e sempre ispirata colonna sonora di Henry Gregson-Williams (Armageddon, The Rock), e la bellissima torch-song “Can’t say goodbye to yesterday” di Rika Muranaka che chiosa dolcemente il finale. Kojima arriva così a creare un effetto di coinvolgimento analogo a quello dell’esperienza videoludica. Raiden (e lo spettatore attraverso di lui) è conscio che il suo destino non è quello di ritornare in un prossimo sequel, in un’altra avventura, in questo modo possiamo concentrarci maggiormente sugli eventi che si dipanano ora; l’occasione sarà unica. La struttura narrativa che il maestro giapponese tesse attorno alla nostra esperienza è una trama fitta che cresce di pari passo con l’evoluzione della nostra/di Raiden coscienza. L’iniziale confusione delle tante sottotrame si risolve con puntualità in un unico progetto dove tutto trova un proprio posto. Come i tanti segni lasciati dal pungolo dell’artista contribuiscono al realizzarsi dell’incisione completa e comprensibile. Kojima gioca con lo spettatore, tramite l’ironia di cui è pervasa tutta l’opera, e con i continui rimandi a tutta la sua produzione. Affronta temi profondi come la coscienza del sé in rapporto alla società contemporanea (con inquietanti aderenze alla crisi internazionale che stiamo vivendo proprio in questo periodo): crediamo veramente di sapere chi siamo, come ci presentiamo agli occhi degli altri? Siamo sicuri che ciò in cui crediamo sia una nostra scelta od invece non sia una strada sulla quale siamo stati indirizzati da altri? Chi individuiamo dietro questa parola “altri”? Metal Gear Solid 2: Sons of Liberty è un romanzo di formazione. La sua dimensione epica dilata lo spazio e il tempo dell’azione oltre le loro misure reali.

I CONTENUTI SPECIALI: Il cult-movie di Kojima, uscito nel 2002 con il titolo di “Metal Gear Solid 2: Sons of Liberty”, torna in un’edizione che accontenterà sia i fan della regia che quelli dell’iterazione. Per questi ultimi sono disponibili 350 VR Mission e 150 Alternative Mission, godibili in un intrigante cel-shading e fruibili sia nei panni di Solid Snake che in quelli di Raiden. Per chi, nonostante tutto, ha sofferto della parte limitata riservata a Solid, potrà rifarsi con cinque Snake tales, nuove brevi, ma intense, avventure slegate dalla trama principale, interamente dedicate al nostro eroe. Proseguiamo nella descrizione della davvero pingue offerta di extra, citando le modalità Casting Theatre e Boss Survival Mode. Nella prima potremo rivivere i momenti cruciali di Sons of Liberty divertendoci ad assegnare i ruoli dei protagonisti ai personaggi che preferiamo, nella seconda avremo modo di cimentarci negli scontri con i maggiori antagonisti, ancora una volta con la possibilità di scegliere il nostro alter-ego tra tutti componenti del cast. Da ultimo potremo goderci l’incursione di Kojima nel mondo degli sport estremi, dilettandoci con le evoluzioni su skateboard dei soliti Snake o Raiden intenti a grindare ed infilare trick uno dietro l’altro, sullo sfondo di Big Shell, l’immensa struttura che ospita le vicende del film. E’ doveroso menzionare la meritoria iniziativa del distributore europeo, che ha deciso di includere nella confezione un dvd bonus dal titolo “The Document of Metal Gear Solid 2” contenente, tra l'altro, i model sheet dei personaggi, l’intera sceneggiatura e i modelli dei Mech. Tutto questo fa sì che si possa considerare Metal Gear Solid 2: Substance un’edizione da collezione, un obbligo per chi non avesse acquistato a suo tempo Sons of Liberty ed una spesa da ponderare bene anche per questi ultimi.

Voto: *****

Davide Pettani

©
Davide Pettani 2003
immagini di Metal Gear Solid 2 © Konami Computer Entertainment Japan 2003
© drive magazine 2003