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MEZZOGIORNO DI FUOCO (High Noon)
Regia di Fred Zinneman. Interpreti: Gary Cooper, Grace Kelly, Lloyd Bridges, Thomas Mitchell, Lee Van Cleef, Ian MacDonald, Sheb Wooley Bob Wilke, Otto Kruge. USA, 1952

Mezzogiorno di fuoco non solo e' il punto più alto toccato dal cinema western - sia per la presenza di numerosi archetipi del genere, sia per la perfezione stilistica - ma e' anche una delle più crude analisi sul senso della vita:
Gary Cooper, nel ruolo dello sceriffo Will Kane (l'interpretazione gli è valsa il secondo Oscar), incarna l'uomo che, di fronte alla vita -qui vista nei suoi momenti più drammatici, ma il discorso e' estendibile a tutto il resto - e' solo, sia fisicamente sia, soprattutto, esistenzialmente. La sua stessa moglie, un'ottima Grace Kelly, lo abbandona nel momento piu' importante, quello della decisione di affrontare Miller e i suoi e torna ad aiutarlo solo a duello iniziato. La canzone High Noon nel film è cantata da Tex Ritter. I quattro banditi che afffrontano lo sceriffo Will Kane sono interpretati rispettivamente da Ian Mac Donald (Frank Miller), Lee Van Cleef (Jack Colby), Sheb Wooley (Ben Miller) e Bob Wilke (James Pierce).


 I MISTERI DEL GIARDINO DI COMPTON HOUSE (The Draughtsman's Contract) Regia di Peter Greenaway. Interpreti: Anthony Higgins, J. Suzman, A.L. Lambert. GB,1982

Siamo sul finire del XVIII° secolo: il pittore Neville viene invitato nella villa della ricca famiglia Herbert per dipingere dodici quadri della sua residenza e del suo vasto giardino, su richiesta della signora Herbert che vuole farne dono al marito, momentaneamente assente. Neville accetta, ponendo pero' una singolare clausola nel contratto: ogni sera la padrona di casa dovra' soddisfare i suoi desideri, per tutta la durata della lavorazione dei dipinti. Dopo il sesto disegno, la figlia degli Herbert, sposata ad un tedesco impotente, fa capire al pittore che nei suoi quadri si possono cogliere degli indizi rivelatori di un piano ordito contro suo padre. In cambio del silenzio, Neville stipula con lei un contratto simile al precedente. La figlia puo' cosi' avere un erede, in modo che il patrimonio resti in famiglia. Quando viene ritrovato il cadavere di Mr. Herbert in giardino, la posizione di Neville diventa scottante. Il pittore, che sospetta di alcuni componenti della famiglia, accusa questi apertamente. Resta percio' una cosa sola da fare: eliminarlo.
Il regista-pittore Peter Greenaway, qui agli esordi nel lungometraggio, ha girato il film esclusivamente con inquadrature fisse: il taglio fotografico e la vivacita' dei colori con i quali sono ripresi i giardini inglesi, danno la sensazione di vedere dei quadri all'interno dei quali si muovono i vari personaggi, come parte integrante del paesaggio. Il fulcro del film sta nello scontro tra il pittore, il mondo che egli rappresenta e l'effettivo mondo reale; la sua capacita' di interpretare le cose finisce per ritorcerglisi contro: egli crede di controllare la realta' con i suoi disegni, ma e' invece questa che lo maneggia secondo i suoi disegni, questi ultimi intesi in senso metaforico.
La prima parte di questo film innovativo e intelligente e' molto riuscita, caratterizzata da un continuo alternarsi di scene con dialoghi teatrali, con l'accompagnamento delle musiche di Michael Nyman, mentre il ritmo narrativo della seconda parte mostra alcuni segni di stanchezza. Da ricordare: molti si saranno chiesti che cosa significhi la presenza di una statua vivente in numerose sequenze del film. Ho trovato una valida spiegazione nella critica di Callisto Cosulich su Paese Sera del 5-11-83: "......nel XVIII° secolo i proprietari delle ville inglesi costringevano spesso i loro giardinieri a salire su basamenti di pietra in costumi adamitici e a portare armature, a soli fini ornamentali".

© Marco Ferrari - per gentile concessione dell'autore

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