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I FILM CHE VEDREMO PROSSIMAMENTE SUGLI SCHERMI
DA
VENEZIA:
MERCI
POUR LE CHOCOLAT, Regia
di Claude Chabrol, con Marie-Claire Muller-Polonski, Isabelle
Huppert , Andrè Polonski, Jacques Dutron; Sceneggiatore: Claude
Chabrol; Direttore della fotografia: Renato Berta; Anno: 2000;
Nazione: Francia; Distribuzione: Mikado; durata: 100';
commento: ***
Jeanne,
figlia di Louise, direttrice dell'istituto di medicina di ricerca a Losanna,
scopre che alla nascita avrebbe potuto essere vittima di uno scambio di
neonati in clinica. Il suo possibile padre sarebbe il famoso pianista
Andre Polonski, che ha appena sposato Mika Muller, titolare della fabbrica
di cioccolata Muller. La ragazza decide di andare a incontrare l'uomo
nella loro villa a Ginevra.
Chabrol, indiscusso maestro del "noir alla francese", racconta
come di consueto le perversioni e le abiezioni della borghesia medio-alta,
compiendo però con questo film una piccola deviazione rispetto
ai suoi percorsi abituali: anzichÈ nella campagna francese, il racconto
è ambientato sulle rive del lago di Ginevra.
Merci pour le chocolat é un dramma di situazioni: il regista
padroneggia come pochi atmosfere e stati d'animo, laddove la musica da
pianoforte assume un ruolo determinante, in particolare con le variazioni
al tema del "Funerale" di Liszt. La semplicità e l'eleganza - afferma
Chabrol - sono gli strumenti migliori per rappresentare la perversità.
Tutta la narrazione procede con distinzione ed eleganza: anche quando
si tratta svelare un antico segreto tenuto nascosto per anni, le rivelazioni
avvengono in maniera compassata.
Tuttavia, all'approssimarsi del finale, Chabrol sembra smarrire il ritmo
e la leggerezza del tocco che hanno accompagnato tutta la vicenda, lasciando
lo spettatore con un senso di incompiutezza. Isabelle Huppert (che
con Chabrol ha già lavorato in Rien ne va plus, La Cérémonie-Il
buio nella mente, Un affare di donne, Violette Noziére), nel
pieno della sua maturità artistica é di grande bravura:
titolare di una antica fabbrica di cioccolato, che essa dirige con gentile
pugno di ferro, in casa ama proporre ai suoi cari e ai loro ospiti cioccolata
calda (e cosa d'altro?) preparata con le sue stesse mani.
Questa contiene però un ingrediente che non dovrebbe esserci. Chabrol
trasferisce alla scura e densa bevanda gli stessi sospetti che ne Il
Sospetto di Hitchcock, suo indimenticato maestro, gravavano
su un bianco bicchiere di latte.
©
Marco Ferrari - per gentile concessione dell'autore
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