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Il
sito ufficiale del film
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MATRIX RELOADED. regia di Andy Wachowski e Larry
Wachowski; interpreti: Keanu Reeves, Laurence Fishburne,
Carrie-Anne Moss, Jada Pinkett-Smith, Hugo Weaving, Clayton Watson,
Nona Gaye, Monica Bellucci, Cornel West, Gloria Foster; Sceneggiatura:
Andy Wachowski e Larry Wachowski; Produzione:
Warner Bros
MATRIX RELOADED: IL RITORNO DELL'ELETTO
di Paolo Ferrara
Dopo una lunga attesa dovuta a intoppi produttivi (vedi la morte
di due attrici, il cambio di casa produttrice delgli effetti speciali,
la costruzione di un pezzo di autostrada poiché nessuno gli
dava il permesso di usarne una vera..) finalmente torna nelle sale
la creatura dei fratelli Wachowski con il secondo episodio
di una trilogia annunciata.
Parecchi sono i mormorii che il secondo capitolo di Matrix
ha suscitato. Dopo le ovvie considerazioni del tipo Mi è
piaciuto più il primo-mi è piaciuto più questo,
in giro si possono sentire vari tipi di critiche, spesso in netto
contrasto tra loro. Cè chi afferma che nel film ci
siano troppi combattimenti, chi dice che si parli troppo. In generale
comunque tutto il pubblico, anche chi ha apprezzato o addirittura
amato questa nuova pellicola comunque ne coglie una visione disturbata,
a volte con ben chiaro in mente quale elemento lo abbia lasciato
interdetto, a volte senza riuscire a coglierlo.
Matrix Reload è un film di fruizione molto più ostica
di quanto non si pensi. Lo era il primo capitolo, lo è ancor
di più il secondo, che libero dal doverci introdurre nel
mondo e nella logica di Matrix, può permettersi di scendere
più a fondo, di cominciare ad indagare aspetti molto più
sottili, senza la necessità, essendoci una conclusione in
attesa con una terza pellicola, di dover dipanare tutte le matasse
o essere completamente esposto.
In fin dei conti per prima cosa bisogna affrontare un elemento di
sospensione: come poter dare un giudizio definitivo su di un opera
incompiuta, che si chiude con la scritta continua, sapendo
poi che il resto della storia è dietro langolo, distante
da noi appena pochi mesi?
Difficile esprimere giudizi soprattutto su determinati snodi che
restano in attesa finchè non verrano risolti o gestiti.
Rimanendo sui problemi più immediati affrontiamo il problema
troppi combattimenti. Matrix, fin da subito e
dal suo primo titolo, è una dichiarazione alleccesso,
un tributo alleffetto speciale che però trova una sua
collocazione basilare nella trama e quindi senza assolvere solo
alla banale (e spesso triste) funzione di abbellimento.
Leccesso prosegue qui, arrivando a dilatarsi. Neo ormai possiede
Matrix e riesce a piegarne le leggi con una padronanza sempre maggiore.
Il suo passaggio può essere devastante. I combattimenti seguono
di conseguenza, in un tripudio di situazioni estreme ed estremizzate
che in realtà non tradiscono per niente il logico essere
del film e le leggi che ha dettato nel primo. Uniche due note stranianti
sono dovute agli effetti visivi e alle durate. Nel primo caso si
nota una diversa mano al lavoro dietro i computers e leffetto
a volte tende a diventare più artificioso di
quanto non fosse nel primo. Stavolta ci troviamo davanti spesso
a controfigure digitali, la cui resa finale non sempre è
al meglio, lascia in bocca una punta di sapore leggermente strana.
Per quanto riguarda la durata dei combattimenti leffetto è
veramente bizzarro. Il primo impatto infatti ci suggerisce che siano
troppo lunghi. Certo, spettacolari, adrenalinici, belli, ma troppo
lunghi. Eppure, ad una seconda visione del film il senso di dilatamente
è passato e anche questennesimo eccesso sembra trovare
una giusta collocazione funzionale.
Se scendiamo ad analizzare il problema del si parla troppo
invece dobbiamo affrontare un piano del film che, diversamente dal
pensiero comune, rende Matrix un film non commerciale. Perché
il roboante lusso immaginifico che ci bombarda di immagini spettacolare,
eccessi raffinati e modellati ad arte e avventura pura,
è in realtà una lunga serie di disquisizione filosofiche
sullio, la realtà e molto altro. La cura dei particolari
dei fratelli Wachowski va ben oltre il selezionare tutti i numeri
che appaiono nel film, su porte o targhe ad esempio, la scelta di
costumi, scene e situazioni che siano continui richiami e rimandi,
quasi una sorta di ipertesto su cellulosa.
Un film come Matrix Reloaded richiede unattenzione,
uno sforzo, dal pubblico che ne fruisca molto più intenso
di quanto si destina normalmente ad un action di fantascienza o
ad un kung-fu movie futurista come tanti vorrebbero etichettarlo.
E non solo nei lunghi dialoghi chiave che leletto Neo, ancora
riluttante e ancora ben lontano dallaver accettato un ruolo
che il destino pare avergli imposto, ha con personaggi quali lOracolo,
il Merovingio o lArchitetto. Questa è la parte più
manifesta del film, la fatica più manifesta che ci richiede
un film che è una continua disquisizione sullamore,
sul destino, sulle scelte, sulla realtà.
Matrix è un film che va visto e rivisto, perché ogni
nuova visione ci regala una nuova chiave, elementi sfuggiti alla
prima visione, qualche risposta nascosta ma soprattutto tante domande,
molte delle quali per cui non aspetteremo di trovare risposte neppure
nel terzo capitolo.
Ma tutti questi discorsi non possono che rimanere sospesi e in attesa
di scoprire cosa Revolution, il terzo capitolo della saga, ci nasconda.
Bluff, risposte, nuove domande?
Nel frattempo provate a rigustare i primi due capitoli, godendo
della visionarietà delle immagini e lasciando che la storia
e i suoi personaggi vi sussurrino i loro dubbi.
©
Paolo Ferrara 2003 - per gentile concessione dell'autore
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