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RICHARD
MATHESON si racconta a Tutti i colori del giallo,
a cura di Luca Crovi
A 77 anni lo scrittore Richard Matheson è una
leggenda vivente della letteratura e del cinema fantastico.
Matheson ha scritto quasi tutti i film di Roger Corman tratti
dai racconti di Poe, e sempre lui è stato il buon maestro
che ha fatto scaturire le ossessioni di Stephen King e George
Romero, ma anche uno degli sceneggiatori più prolifici
della celebre serie Ai confini della realtà,
nonché lartefice del lancio planetario di Steven
Spielberg nelluniverso del cinema (per lui scrisse infatti
il celebreDuel). Sempre Matheson è stato
anche il narratore che maggiormente ha influenzato Chris
Carter per la creazione della celeberriama serie di X-Files.
Sembra strano, magico pensare che un uomo solo abbia potuto
produrre così tanti immaginari. Ma parlare di Richard
Matheson, vuol dire aprire una porta sulluniverso parallelo
della narrativa fantastica americana per la quale ha realizzato
romanzi ineguagliabili come Io sono leggenda (da
poco ristampato con successo da Fanucci che ne ha fatto ben
tre edizioni), Io sono Helen Driscoll, Tre
milllimetri al giorno e fortunate serie di antologie
come Shock. E Richard Matheson per la prima
volta si racconta in diretta in due puntate speciali della
trasmissione Tutti i colori del giallo (la prima
è andata in onda il 13 dicembre la seconda lascolterete
il 20 dicembre a partire dalle 13) sulle frequenze di Radio
Due e qui di seguito vi diamo una succosa anticipazione
della lunga chiaccherata.
Cosa si ricorda del periodo magico in cui lei e Roger Corman
ricreaste per il cinema limmaginario di Edgar Allan
Poe?
I vivi e i morti è stata la prima pellicola che mi
abbiano mai chiesto di realizzare e fare quel film mi stava
davvero a cuore. Avevo letto la storia originale di Poe e
lavevo amata e continuava a spaventarmi ogni volta che
la rileggevo. La modificai leggermente, aggiunsi dei personaggi
e preparai così una scaletta completa che potesse andare
bene per una sceneggiatura cinematografica. Allinizio
ebbi contatto solo con lAmerican International Pictures
e solo diverso tempo dopo che avevo iniziato il mio lavoro
venni a sapere del coinvolgimento di Roger Corman. Sembra
che molti critici considerino quei quattro film che realizzammo
insieme nel giro di tre anni quanto di più vicino alloriginale
di Poe ci possa essere e forse hanno ragione, se si fa eccezione
per uno dei racconti brevi compresi ne I racconti del terrore
che nonostante latmosfera devo ammettere che sono tutta
farina del mio sacco.
Come nacque la collaborazione con Rod Sterling per la serie
Twilight Zone e quali dei racconti che ha scritto per quella
serie televisiva le paiono ancor oggi esemplari?
Sono
sempre stato molto amico di Charles Beaumont e Venimmo entrambi
invitati alla proiezione della puntata-pilota della serie
Twilight Zone, dopodiché ci recammo direttamente nellufficio
di produzione del serial ed incontrammo il produttore Rod
Sterling e cominciammo a lavorare a varie storie. Giusto laltra
sera la CBS ha trasmesso un programma per celebrare il 75°
anniversario della rete e ovviamente hanno celebrato una delle
più fortunate serie da loro messe in onda, ovvero Twilight
Zone. Con loccasione hanno proprio trasmesso una
delle mie storie, quella che vede William Shatner alle prese
con un aereo sulla cui ala si è posato un oggetto non
meglio identificato. Pare che quando la gente parli di Twilight
Zone, quello sia lepisodio preferito. Mi è piaciuto
molto realizzare quella storia e ho sempre pensato che fosse
superiore alla versione cinematografica che ne fu realizzata
poi da George Miller per il film ad episodi prodotto nel 1983
da Steven Spielberg.
Le sono piaciute le serie successive di Twilight Zone a
colori?
No! A dire il vero, non me nè piaciuta neanche
una. Quante ne hanno fatte? Se non sbaglio tre. Non credo
che abbiano catturato lessenza delloriginale.
La serie originale di Twilight Zone era in bianco e nero,
ovvero un modo decisamente più drammatico di presentare
quel tipo di storia.
Stephen King ha sempre dichiarato di essere stato un suo
un suo allievo. Che cosa ha imparato da lei?
Credo che la mia maggiore influenza su King stia nel fatto
che lui, al pari di molti altri scrittori, prima di iniziare
a leggere i miei libri scrivesse storie fantasy e horror su
castelli, cimiteri, vampiri, mentre le mie storie raccontavano
di fatti terribili che accadono nel tuo quartiere e al supermercato.
Credo che questo gli abbia offerto una prospettiva narrativa
completamente diversa. La cosa che King sa fare meglio, ovviamente,
è raccontare delle storie. È un bravo narratore
ed io stesso mi considero un narratore.
Cosa le fa paura?
Il termine paura è relativo ad una serie piuttosto
ampia di eventi. Si può avere paura di prendersi un
raffreddore oppure, per estremizzare, si può avere
paura di avere come vicino di casa un vampiro. Non esiste
un limite alle paure degli esseri umani, dalla paura più
mondana a quella più stravagante.
In questo momento io personalmente non ho paura di nulla in
particolare. Grazie a Dio, i miei figli sono cresciuti e sono
in ottima salute e anche mia moglie sta bene: è ancora
con me e ha una sua attività lavorativa. E io stesso
vengo intervistato da un sacco di gente diversa. Prendiamo
questa intervista, per esempio. Cè un sacco di
gente che scrive articoli su di me e che non lha mai
fatto prima. Ho come la sensazione che se vivi sufficientemente
a lungo, prima o poi qualcuno si accorgerà di te.
Recentemente il suo Io sono leggenda è
stato ristampato in Italia con successo da Fanucci ed è
stato classificato come un thriller
È buffo ma credo che Io sono leggenda sia
il mio unico vero romanzo di fantascienza. È probabile
che non tutti siano daccordo con me. Per scriverlo chiaccherai
a lungo con una dottoressa ed ho letto molte ricerche scientifiche
sulle mutazioni. Tutti gli elementi biologici che presento
nel libro per fornire una spiegazione allesistenza dei
vampiri sono assolutamente logici. Li ho analizzati nel dettaglio,
decrivendo il loro aspetto, come distruggerli, perché
debbano restare allinterno di una casa, e via discorrendo.
Come ha avuto lidea di scrivere Io sono leggenda?
Da ragazzino andai a vedere Dracula con Bela Lugosi
e, a dispetto della mia giovane età, mi venne lispirazione.
Passarono diversi anni prima che io mi mettessi a scrivere
ma lidea di base era questa: se un vampiro fa così
paura, cosa succederebbe se tutta lumanità fosse
fatta di vampiri, ad eccezione di un uomo?
E quella di Tre millimetri al giorno?
Lho presa da un film con Ray Milland ed Aldo Ray. Ad
un certo punto della storia, Ray Milland se ne andava stizzito,
prendeva il suo cappello e se lo metteva in testa ma il cappello
era talmente grande da scendergli fin sotto gli orecchi. Al
che mi sono domandato: e se un uomo si infilasse un cappello
che è certo sia il suo e gli succedesse comunque una
cosa del genere, rendendosi conto di essere diventato più
piccolo?
È daccordo sul fatto che La notte dei
morti viventi di George Romero si avvicina maggiormente
alle atmosfere di Io sono leggenda di quanto facciano
Lultimo uomo sulla terra di Umberto Ragona
(sceneggiato da lei stesso) e 2020- occhi bianchi sul
Pianeta Terra con Charlton Heston?
Assolutamente sì. Per un certo periodo di tempo, lavorai
come consulente creativo per la Disney e mi capitò
di incontrare Romero. In passato mi era venuta unidea
che mi era parsa gli potesse interessare. Quando mi vide,
alzò le mani come se io fossi sul punto di menarlo
e disse: Spiacente, la sua idea non ha fatto soldi!.
Certo che ho visto quel film in televisione e mi sono detto:
Non sapevo avessero girato Io sono leggenda
Romero
lha definito un omaggio, che in pratica significa che
non ha dovuto darmi un soldo per realizzarlo!
Cosa successe sul set de gli Uccelli, fra lei e MR Hitchcock?
Credo di essermi pregiudicato la possibilità di ottenere
lincarico di sceneggiare quel film il giorno stessp
in cui incontrai Alfred Hitchcock. Ci sarebbero dovuti essere
anche il mio agente e i collaboratori di Hitchcock ma alla
fine non si presentò nessuno ed io mi ritrovai solo
con lui. La prima cosa che gli dissi fu: Signor Hitchcock,
credo che non sia una buona idea far comparire quegli uccelli
troppo spesso, al che Hitchcock assunse unespressione
schifata e, con linconfondibile accento britannico,
disse semplicemente, No, no, no! Ecco tutto. Fu
linizio e la fine del mio coinvolgimento neUccelli.
In seguito scrissi dei soggetti per la serie Alfred
Hitchcock presenta ma non ho mai più avuto occasione
di reincontrarlo.
La serie di The Night Stalker, con protagonista
il giornalista Kolchack che diventa cacciatore di alieni e
vampiri pare abbia ispirato la famossisima serie di
X-Fils, come ha dichiarato in più di unoccasione
Chris Carter. Le è piaciuta la serie creata da Carter?
Non mi è piaciuta particolarmente. Avrebbe dovuto realizzarla
il mio amico Dan Curtis ma immagino che non abbia raggiunto
un accordo economico soddisfacente e se si fosse occupato
lui di quella serie probabilmente io avrei scritto alcune
delle relative storie. Siccome, però, lui non ebbe
niente a che fare con quella serie, nemmeno io ci lavorai.
Per quanto riguarda nello specifico X-Files, Chris
Carter in più di unoccasione ha dichiarato apertamente
di essersi ispirato al personaggio di Kolchak per creare il
personaggio di Izzley. Inoltre, non ricordo quante apparizioni
abbia fatto ma so che nella serie X-Files cera un personaggio
che era lunico di tutto il senato a credere in ciò
che Mulder e Scully stavano facendo. Questo personaggio si
chiamava Senatore Matheson.
È vero che la storia di Duel è
ispirata a un vero episodio che le è accaduto?
Sì, è vero. Avevo un amico scrittore, ora scomparso,
che si chiamava Jerry Soul. Era uno scrittore di fantascienza.
Una volta andammo a giocare a golf in un posto chiamato Elkons
Ranch, oltre Moore Park. Interrompemmo la partita per pranzare
sul posto e fu allora che venimmo a sapere che il Presidente
Kennedy era stato assassinato. La notizia ci sconvolse e non
riuscimmo a mangiare niente e certo non concludemmo la partita.
Salimmo in macchina e iniziammo a percorre questa strada tortuosa
che passava per un canyon quandecco che un enorme camion
iniziò a tallonarci, facendosi sempre più minaccioso.
Per cui Jerry dovette accelerare e andare sempre più
veloce. Insomma, per farla breve finimmo fuori strada e così
facemmo testa coda, in una nuvola di polvere, e il camion
ci sfrecciò accanto come se niente fosse. Naturalmente
noi eravamo sotto shock. La cosa buffa, ancor oggi, è
ammettere che, una volta passato lo spavento iniziale, lo
scrittore che è in me prese il sopravvento. Fu come
se una parte del mio cervello non tenesse conto dello spavento
e dicesse: Questa sì che sarebbe una bella storia!
Così mi sono annotato alcune delle sensazioni provate,
sensazioni che avrebbero rappresentato lidea di base
della storia.
Cosa ne pensa delle categorizzazioni dei generi letterari.
Le detesto! Scrivo ogni tanto degli articoli ma lunico
editoriale non-fiction che io abbia mai scritto è stato
per il Writers Digest. Si trattò di un
vero e proprio attacco a quel tipo di mentalità che
tende a fare distinzioni di genere. Una volta tenni un discorso
a un convegno di scrittori scagliandomi contro la scrittura
di genere. Sono convinto che uno scrittore che ragiona per
generi sia fuori strada. È forse vero che i lettori
avvertono la necessità di distinguere gli scrittori
in base al genere, di inserirli in comode nicchie ma io ho
sempre cercato di scansare questoperazione. Ho scelto
appositamente di scrivere romanzi che contenessero elementi
noir ed elementi horror e proprio in quel discorso indicai
che è talmente facile saltare da un genere allaltro
che si può ambientare una storia damore su Marte
come se si trattasse di un romanzo di fantascienza e che si
può viceversa ambientare quella stessa storia damore
nel buon vecchio West ed ecco che si è scritto un western
oppure si può dislocarla in Transilvania ed ecco che
si è scritto un romanzo dellorrore! Lidea
stessa di costringere uno scrittore entro confini predefiniti
mi è aliena. Ci sono degli scrittori che continuano
a scrivere la stessa cosa, che non la smettono mai di ripetersi,
ma io ho sempre cercato di non incappare in quel tranello.
Credo che a volte i miei lettori siano un po confusi
perché ho la tendenza a saltare da un genere allaltro.
Di recente ho scritto cinque romanzi sul vecchio West e credo
che questo abbia sorpreso i miei lettori e anche il romanzo
damore che ho scritto è stato una sorpresa. Ho
scritto un romanzo che aveva per protagonisti dei soldati
di fanteria impegnati nella Seconda Guerra Mondiale e credo
sia un ottimo libro. E poi ho scritto Al di là
dei sogni che è un romanzo metafisico che tratta
della vita oltre la morte. La cosa che mi interessa è
scrivere delle storie e lambientazione non fa realmente
differenza a patto che mi intrighi.
Sta lavorando a qualche progetto in questo momento?
Niente di particolare, se si fa eccezione per uno spettacolo
teatrale che ho scritto e che si intitola Now you see
it. Si tratta di una commedia noir che ha per protagonista
un illusionista di professione. Ho già un produttore,
un regista, il miglior tecnico luci di New York, il miglior
consulente di magia che si possa trovare negli USA (che lavora,
tra gli altri, per conto di David Copperfield). Siamo quasi
pronti ma ci manca ancora lattore principale. Abbiamo
degli ottimi contatti a Londra e pare che alcuni teatri siano
interessati ad ospitare lo spettacolo. Disponiamo già
del budget di produzione. Insomma, ci manca solo lattore
protagonista. Se troviamo quello giusto, lo spettacolo potrebbe
prendere il via allinizio del nuovo anno.
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