Quella maledetta estate del '69...
Se è vero che il 1968, con i tragici
assassinii di Martin Luther King e di Robert Kennedy e il
diffondersi della rivolta nelle strade, viene generalmente considerato come
l'anno più turbolento nella moderna storia americana, furono in realtà
gli eventi dell'anno successivo, il 1969, a lasciare le tracce più
profonde e devastanti nella cultura popolare. Il 28 giugno di quell'anno,
una delle ennesime azioni intimidatorie compiute dalla polizia nei confronti
di un bar gay, lo Stonewall Inn, nel cuore del Greenwich Village
di New York, provocò una rivolta che durò molti giorni e inaugurò
il moderno movimento per i diritti civili dei gay. Qualche settimana dopo
questi fatti, il 19 luglio, su un'isola al largo di Martha's Vineyard
chiamata Chappaquiddick, il senatore del Massachusetts Ted Kennedy
affossò definitivamente le sue speranze presidenziali quando la sua
macchina, a causa di un'improvvisa sbandata, volò da un ponte e si
inabissò nelle gelide acque sottostanti. Kennedy sopravvisse ma la
sua compagna, la giovane supporter Mary Jo Ann Kopechne, rimase intrappolata
nell'abitacolo e affogò. Il 20 luglio la passeggiata dell'astronauta
Neil Armstrong sulla superficie della Luna segnò praticamente
la fine della prima era del progresso umano.
Tuttavia, l'estate del 1969 è principalmente associata, nella memoria
collettiva, a Woodstock, l'ormai leggendario festivalconcerto che finì
per simboleggiare l'irruzione definitiva del rock nella cultura ufficiale
e nell'industria commerciale. Dal 15 al 17 agosto, a Bethel,
nello stato di New York, una sonnolenta comunità rurale novanta miglia
a nord di New York City, una fattoria e i suoi seicento acri di terreno
furono trasformati nel luogo di un evento che venne pubblicizzato come la
Woodstock Music and Art Fair. Gli organizzatori dell'iniziativa avevano
previsto l'afflusso di circa centomila spettatori, con un costo a biglietto
di diciotto dollari, ma quando quasi cinquecentomila giovani si presentarono
ai cancelli d'ingresso, sfondandoli, l'evento si trasformò in una
vera e propria celebrazione gratuita della musica, dell'espressione e dello
spirito.
Un milione e mezzo di persone rimase bloccata nel gigantesco ingorgo (circa
trenta chilometri) che paralizzò la strada in direzione di Bethel,
ma quelli che riuscirono a entrare affrontarono un ininterrotto diluvio
di pioggia e un mare di fango per assistere all'esibizione di ben ventisette
dei migliori gruppi del momento (tra cui gli Who, i Creedence
Clearwater Revival, Janis Joplin, Crosby, Stills, Nash and
Young e gli Sha Na Na) prima che Jimi Hendrix chiudesse
degnamente il weekend con una versione elettrica di The Star Spangled
Banner, l'inno distorto che per molti sembrò celebrare degnamente
l'alba della tanto agognata "Era dell'Acquario".
Dall'altra parte del paese, intanto, a Los Angeles, meno di una settimana
prima del festival, la sera del 9 agosto, degli sconosciuti entrarono
nella casa del regista Roman Polanski e uccisero brutalmente sua
moglie, l'attrice Sharon Tate, incinta di otto mesi, e alcuni suoi
amici: il parrucchiere di Hollywood Jay Sebring, l'ereditiera del
caffè Abigail Folger, il suo compagno, il polacco Voytek
Frykowski e Steven Parent, un ragazzo che si trovava semplicemente
nel posto sbagliato al momento sbagliato. La notte successiva, sempre a
Los Angeles, nel quartiere Los Feliz, Leno La Bianca, proprietario
di una drogheria, e sua moglie, Rosemary, furono massacrati in circostanze
analoghe. A collegare i due avvenimenti contribuivano la ferocia mostrata
dagli assassini - un totale di centonovantasei ferite da coltello inferte
alle sette vittime - e i bizzarri messaggi scritti sui muri delle abitazioni
con il sangue delle vittime. Questi crimini e il concerto di Woodstock non
sembrarono avere alcun collegamento, anche se molti dei giovani in viaggio
per Bethel appresero la notizia dei fatti di Los Angeles alla radio. Ma
il successivo arresto di Charles Manson
e della sua banda di giovani seguaci si rivelò molto più
sinistro e significativo di quanto si fosse potuto immaginare. La vicenda
di Manson, infatti, allontanò simbolicamente tutte le buone vibrazioni
che sembravano aver avvolto la nazione di Woodstock e provocò, successivamente,
la crescita di un persistente nichilismo che ancora oggi abita le correnti
sotterranee del rock.
DOPO IL DILUVIO...
Venticinque anni più tardi, nell'estate del 1994, l'anniversario
di Woodstock è stato caratterizzato da una serie ampiamente
pubblicizzata di celebrazioni, condotte dai media e dall'industria
discografica, e da due nuove edizioni dell'antico festival, tenutesi nelle
vicinanze del luogo originale. L'anniversario dei delitti Tate e La Bianca,
invece, è stato festeggiato in modo molto meno spettacolare ma altrettanto
significativo da tutta una crescente sottocultura che vede in Manson una
sorta di eroe incompreso della rivoluzione. Come simbolo duraturo della
morte del flower power, Charlie si è dunque guadagnato,
presso certi ambienti della controcultura, la fama di precursore dell'ideologia
punk, esercitando un'influenza sull'attitudine "anti-sistema"
del rock che deve ancora essere misurata adeguatamene Nonostante molti degli
esponenti e dei critici della controcultura di allora si rifiutassero di
definire l'evento di Woodstock come il punto di inizio della rivoluzione,
dopo Woodstock la storia era stata, in qualche modo, riscritta e nella memoria
di molti quell'evento rappresenta, ancora oggi, il coronamento dei sogni
della generazione hippie.
Una cosa, comunque, è certa ed è che l'idealismo di Woodstock
finì, venticinque anni dopo, calpestato nel fango: il biglietto della
nuova edizione costava centotrentacinque dollari e Trent Reznor e
i suoi Nine Inch Nails, con le loro canzoni
d'odio furono i più acclamati. Uno spettatore venne ucciso durante
la loro esibizione e i fotografi vennero costretti a lasciare la loro postazione
di fronte al palco, per evitare che venissero scattate fotografie del cadavere.
A dispetto di venticinque anni di celebrati serial killer il cui
curriculum è indubbiamente ben più ricco, la saga di Charles
Manson è continuata senza alcuna tregua. Charlie ha fatto il giro
dei talk show televisivi più famosi, senza mai lasciare
la sua cella. Quando, nell'aprile del 1976, venne trasmesso Helter
Skelter, un film televisivo a metà tra la fiction e
il documentario, gli ascolti salirono alle stelle. Ironicamente, Manson
deve molta della sua fama alle forze dell'umanitarismo liberale: lui e le
sue seguaci, infatti, vennero tutti condannati a morte ma la California
abrogò la pena di morte meno di un anno dopo il pronunciamento dei
verdetti di colpevolezza. Così, invece di finire sulla sedia elettrica,
Manson riceve oggi quattro lettere al giorno da parte dei suoi ammiratori.
Charles Manson passò la maggior parte della sua gioventù
dentro il sistema penale statunitense. Rilasciato nel 1967, dopo diciassette
dei suoi trentadue anni trascorsi dietro le sbarre, si recò a San
Francisco, nel quartiere di Haight Ashbury, dove imparò rapidamente
a recitare il ruolo di una delle tante comparse dell'estate dell'amore.
Fu qui che iniziò a reclutare i reietti della middle class che,
più tardi, a Los Angeles, avrebbero formato la base della sua Famiglia.
Grazie a una miscela di droghe psichedeliche e di sesso, Manson si costruì
una letale posse, disposta ad assecondare la sua volontà,
qualunque essa fosse. A differenza dei suoi discepoli Susan Atkins,
Patricia Kerwinkel, Leslie Van Houten e Tex Watson,
Manson fu accusato e condannato non per aver partecipato materialmente ai
delitti, ma per averli organizzati grazie alla sua abilità di manipolatore
delle coscienze.
Sebbene i loro messaggi siano antitetici, Manson e Woodstock sono inestricabilmente
legati. Charlie, infatti, rappresentò il Tristo Mietitore
del sogno di Woodstock. Anche se i delitti della Famiglia e il ritratto
che la stampa seppe offrire della congrega di Charlie non furono la causa
determinante della fine prematura dell'"Era dell'Acquario", certamente
riuscirono a macchiare di sangue quell'immagine idilliaca e pacifica.
"La destra non avrebbe potuto comprare neanche con un trilione di dollari
una morte migliore allo scenario degli anni Sessanta", scrisse qualcuno.
Dopo i delitti la gente iniziò a guardare con diffidenza gli autostoppisti
e la polizia iniziò a fare irruzioni sempre più frequenti
nelle comuni. Insomma, le peggiori paure che i vecchi avevano sempre nutrito
nei coffronti di chiunque avesse meno di trent'anni, avevano trovato la
loro più perfetta incarnazione.
"Il vostro intero sistema è in gioco", gridò Van
Houten alla corte dopo aver ascoltato la sentenza. "I vostri bambini
si rivolteranno contro di voi." La giovane sottocultura era stata messa
alla sbarra: Manson e i suoi vennero posti sotto accusa nelle prime settimane
di dicembre, la stessa settimana in cui il promotore di concerti Bill
Graham tentò di ricreare una seconda Woodstock presso l'autodromo
di Altamont, a sud-est di San Francisco.
Quando gli Hell's Angels che fungevano da servizio d'ordine uccisero
un giovane fan di colore davanti al palco, a molti sembrò che lo
spirito di Manson fosse tornato in qualche modo a colpire, e proprio attraverso
quelle frange con le quali Mandon aveva sognato, nei suoi piani di potere,
di stringere un'improbabile alleanza durante la guerra sacra di Hellter
Skelter. E quelli che avevano dubitato della reale portata degli atti compiuti
da Chartlie individuarono subito negli avvenimenti di Altamont la causa
della morte del movimento.
Come abbiamo visto in precedenza, Manson non era affatto un novellino della
scena musicale, ma le sue aspirazioni vennero ampiamente frustrate. Un ascolto
del suo album di debutto, Lie, lascia intravedere, più che
l'universo di una mente criminale, l'incapacità di chi non sa neppure
accordare una chitarra. "I ragazzi comprano il disco di Manson pensando
che si tratti di musica stanica", ammette Steve Kaplan della Performance
Records del New Jersey,; distributrice del disco negli ultimi dieci
anni. "In realtà, quando arrivano a casa scoprono, con grande
disappunto, di aver comprato soltanto un album di mediocri canzoni folk".
Anche Charles Manson - Live at San Quentin, un bootleg inciso per
l'etichetta inglese Grey Matter, confezionato come una parodia di Pet
Sounds dei Beach Boys, non possiede nulla del fascino di un altro disoc
registrato nelo stesso luogo, il live di Johnny Cash. Nel 1972
la Family registròun suo album, The Manson Family Sings the Songs
of Charles Manson, una raccolta dui canzoncine opportunamente costellate
di risate demoniache. Il rock'n'roll, però, non si dimenticò
mai di Charlie. E nel corso degli anni, per ragioni che probabilmente hanno
poco a che fare con la musica, Manson ritornò spesso alla ribalta.
Nel dicembre 1994 scoppiò il caso della cover segreta di
un suo pezzo, Look at Your Game. Girl, effettuata dai Guns N'
Roses e inserita alla fine di The Spaghetti Incident. L'album
dei Guns vendette un milione e centomila copie, ma le royalties non
finirono mai nelle tasche di Manson.
Infatti un verdetto emesso dalla Corte Federale nel 1971 destinava qualsiasi
profitto ricavato da Manson al figlio di Voytek Frykowski.
Fin dagli anni della nascita del punk l'immagine
di Manson conservò un grande potere presso i circoli del "nessun
futuro". Come sintetizzò efficacemente Johnny Rotten:
"L'unico hippie buono è un hippie morto. E dunque quale miglior
esempio da seguire che quello di uno che li aveva simbolicamente sterminati?"
"Se ci pensate bene", dice Frank Kozik, "il punk rock
si basa sul rifiuto di ogni regola, e sul fatto che puoi costruirti da solo
la tua cultura. Bene, Manson fece tutto questo."
Ecco perché non sorprende affatto che i riferimenti a Manson siano
così abbondanti nella cultura underground. I Redd Kross, per
esempio, incisero una versione di Cease to Exist destinata al loro
album di debutto, Born Innocent, nel 1982 e composero anche un chiaro
tributo agli eventi di Cielo Drive con la canzone Charlie. Nel 1983
gli Psychic TV registrarono un'altra versione
di un pezzo di Manson, I'll Never Say Never to Always, reintitolata
Always Is Always, Anche i Sonic Youth, insieme a Lydia
Lunch, esplorarono il territorio tabù in Death Valley '69,
sull'album Bad Moon Rising (1985). Si vociferò poi che la
SST Records (la stessa etichetta dei Black Flag) avesse intenzione
di pubblicare un album di registrazioni carcerarie di Manson, risalenti
alla metà degli anni Ottanta, sfruttando per questo scopo i nastri
che Charlie aveva inviato all'amico di penna Henry Rollins. Ma, stando
alle dichiarazioni di David Gossack, un avvocato di Boston che stava cercando
di trovare a Manson un'etichetta discografica, il progetto non andò
mai in porto per colpa dei dirigenti stessi della SST.
Su un altro fronte, il compositore di avanguardia John Moran, allievo
di Philip Glass, mise in scena nel 1990, al Lincoln Center, la sua
The Manson Family: an Opera. Il lavoro venne anche inciso e alla
sua registrazione presero parte diversi artisti famosi, tra cui Iggy Pop.
Un altro musicista a tenere nell'armadio lo scheletro di Manson è
George Clinton, il padre del funk. Ben due album dei suoi Funkadelic,
Maggot Brain (1971) e America Eats Its Young (1972) contengono
note di copertina adattate dagli scritti teorici della Process Church
of the Final Judgement, un culto satanico fiorito nei tardi anni Sessanta
e nei primi anni Settanta che sembra avesse avuto legami con Manson. Pochi
artisti comunque si sono così alacremente adoperati a promuovere
sul mercato il nome e l'immagine di Charlie al pari dei Lemonheads
di Evan Dando. Il loro album del 1988, Creator, include una
versione del pezzo di Manson Your Home Is Where You're Happy. Il
libretto del cd, inoltre, presenta una foto di Dando in posa di fronte a
un ritratto di Charlie e delle note di copertina dove vengono apertamente
ringraziati i membri della Famiglia, nonché Manson stesso. Dando
citò ancora Manson in Bailarat, un brano di Lovey (1990),
e qualche anno dopo posò con una copia di Lie in mano in uno
spot promozionale per una trasmissione di MTV.
Nonostante i suoi continui sforzi, comunque,
la palma per aver contribuito alla migliore promozione del mito Charles
Manson va senz'altro a Trent Reznor, leader dei Nine
Inch Nails. Nel 1992 Reznor prese in affitto casa Tate, al 10050
di Cielo Drive, installandovi uno studio di registrazione portatile battezzato
Le Pig.
Qui vennero registrate quasi tutte le canzoni presenti sull'ultimo album,
The Downward Spiral, incluse Piggy e March of the Pigs.
"Pig", naturalmente, era il messaggio che era stato scritto dai
membri della Famiglia, con il sangue di Sharon Tate e delle altre vittime,
sulla porta d'ingresso. Reznor iniziò nella casa anche le riprese
di un video che non vennero però mai completate. "C'era un karma
davvero cattivo tutto intorno", dichiarò un membro della troupe
che lavorò al progetto.
Uno dei primi gruppi a essere messi sotto contratto dalla nuova etichetta
discografica di Reznor, la Nothing Records, è stato quello
dei Marilyn Manson, una band proveniente dal sud della Florida. Il
loro album di debutto, Portrait of an American Fami!)' (1994), include
la canzone My Monkey che prende a prestito quattro righe di versi
dalla canzone di Manson "Mechafli' Man". Manson e la sua immagine,
soprattutto quella apparsa sulla copertina di Lie, sono
ormai dappertutto. Charlie diventato una delle muse ispiratrici più
frequenti nell'opera di artisti underground come Joe Coleman
e Raymond Pettibon, meglio conosciuto per aver realizzato le copertine
dei primi dischi dei Black Flag.
Ma gli impresari più capaci nel piazzare sul mercato il prodotto
Manson sono stati i fratelli Lemmons, proprietari della ditta Zooport Riot
Gear di Newport Beach, California. Per due anni e mezzo la Zooport ha stampato
la faccia di Manson sul fronte di t-shirt in compagnia di messaggi come
Charlie Don't Surf, Support Family Values e The Original
Punk sul retro. Hanno venduto fino a ora circa trentamila magliette
con questo soggetto, registrando un notevolissimo incremento dopo che Axl
Rose ne indossò una durante il tour dei Guns N 'Roses del
1993 e le riprese del video Estranged. La Zooport, tra l'altro, è
l'unica compagnia che sia in possesso di un regolare contratto approvato
e firmato da Manson. I due intraprendenti fratelli salirono agli onori della
cronaca l'anno scorso, quando inviarono a Manson la somma di seicento dollari
come pagamento delle royalty dovute allo sfruttamento della sua immagine.
Gli avvocati del figlio di Frykowski intervennero e chiesero il sequestro
del denaro. "Perché mai dovremmo dare dei soldi al figlio di
uno spacciatore?" protestò Dan Lemmons. I due fratelli, che
sono fondamentalisti cristiani, decisero così di donare i profitti
al gruppo anti-abortista Operation Rescue... Ma l'appoggio e la simpatia
dimostrati nei confronti di Manson dagli ambienti della destra più
radicale non dovrebbero affatto sorprendere.
Il sogno e il progetto di un'era di potere
bianco nutriti da Charlie non sono mai stati un segreto. E mentre il nostro
considerava il White Album dei Beatles come la sua Bibbia o una specie
di Santo Graal per la sua missione, proibì ai suoi seguaci di ascoltare
i dischi di Jimi Hendrix, definendoli "musica per gli schiavi neri".
"Odia le donne, i neri, gli ebrei", scriveva di lui Ed Sanders.
E la visione in qualche modo ariana di Manson rappresenta ancora oggi un
grande punto di riferimento per i gruppi razzisti: Charlie è diventato
la mascotte, per esempio, di gruppi neonazisti come lo Universal
Order. Tra i collezionisti di figurine, le trading cards, quella
di Manson continua a essere una delle più ambite, in un'epoca in
cui i serial killer sono diventati un grande affare commerciale,
non soltanto ai margini della cultura, ma anche nella letteratura (American
Psycho di Breat Easton Ellis) e nel cinema (Kalifornia,
il silenzio degli innocenti, Natural Born Killers).
Per una società che sembra sempre più prosperare intorno a
una visione della violenza intesa come divertimento, Manson rappresenta
la pin up perfetta, l'Uomo Nero ideale che ha messo a repentaglio
il grande Sogno Americano. Lontani i tempi in cui Robert
Johnson strinse il suo patto con il Maligno, gli anni Novanta richiedono
la presenza di un diavolo molto più reale, meno metaforico. E Manson
pare perfettamente adatto a ricoprire questo ruolo, esercitando il suo fascino
sinistro sulle nuove generazioni, quelle che non hanno vissuto il sogno
di Woodstock ma, piuttosto, le frustrazioni dei loro genitori che a quell'epoca
erano là.
In un mondo dove violenza, crimine e intolleranza sono ormai diventati la
norma, i Nine Inch Nails sono stati il gruppo più applaudito dell'edizione
1994 di Woodstock. Chiamatelo un segno dei tempi: Charlie è stato
il Randall Flagg del rock'n'roll...
