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M

MALEVOLENT CREATION
Originari di Buffalo, nello stato di New York, i Malevolent Creation si sono ormai da qualche anno trasferiti definitivamente in Florida. La cover del primo album, The Ten Commandaments (1991), prodotto da Scott Burns, è stata disegnata dal solito Dan Seagrave: raffigura un demone gigantesco che in due delle sue quattro braccia mostruose regge alcune blasfeme tavole della legge. I testi sono brutali come vuole la regola dello splatter e del death e le trame sonore vengono scandite da una sezione ritmica precisissima, da due chitarre affilatissime e dalla voce grugnente ma comprensibile del cantante Brett Hoffman. L'affascinante brano d'apertura, Memorial Arrangements, una sorta di orazione funebre in chiave negativa, prelude alle atmosfere del resto del disco: "Mentre collochiamo questo miserabile scarto di uomo nella sua ultima dimora di decomposizione, preghiamo che la sua anima sia spogliata di tutto quello che le è proprio e tormentata, che bruci nei suoi peccati. [...] La sua anima cadrà giù nella valle della morte, lasciata a marcire per sempre, a non essere mai libera, a non ritornare mai". Le stesse atmosfere cimiteriali pervadono anche Premature Burial, con un testo che ripercorre con efficacia le drammatiche fasi della scoperta della propria "non morte". Si arriva poi ai più attuali brani splatter, piccoli affreschi di atrocità commesse in morgue di ospedali e di obitori, dove gli umori si fanno neri e quasi insostenibili: Remnants of Whitered Decay, dai toni apocalittici, Multiple Stab Wounds (Ferite multiple da accoltellamento), Sacrificial Annihilation, Decadence Within, dove il Male ha il sopravvento sull'umana esistenza, la malata Injected Sufferage e la conclusiva Malevolent Creation, altro inno alla distruzione e alla dannazione eterna, un lungo incubo apocalittico. Non c'è un filo di speranza nel mondo del gruppo, ispirato da una vena poetica indubbiamente superiore a quella dei Cannibal Corpse (v.), più rozzi e immediati, e quindi spesso meno efficaci. Il testo di Multiple Stab Wounds non lascia dubbi in proposito: "Il corpo lasciato perforato, vittima innocente di una malattia perversa. Il viso tagliato senza possibilità di riconoscimento, pezzi frantumati cadono dal cranio". E ancora: "Nessuno è rimasto per ascoltare le tue urla, l'anima del macellaio fallisce per essere soddisfatta". Laddove nei Deicide predomina la frenesia e, a tratti, la schizofrenia, nei Malevolent Creation esplode la disumana potenza dell'orrore cosmico, come già avveniva negli ultimi Death. Ogni canzone del disco ha a che fare con la morte, sotto il segno di un profondo negativismo esistenziale. "Probabilmente le nostre maggiori influenze sono stati i vecchi Slayer e i Kreator", dice il chitarrista Phil Fascina e aggiunge, a proposito della scelta dell'immagine di copertina: "Non siamo satanisti. La copertina esprime certo qualcosa di sacrilego, ma volevamo intitolare il disco I Dieci Comandamenti e non sapevamo come fare. Non volevamo mostrare Mosè e così è uscita l'idea del demone". Nella vena creativa del gruppo il cinema torna ancora una volta a rivelarsi come fonte di ispirazione e serbatoio carico di referenti: "Ognuno di noi ama i film horror. Personalmente preferisco quelli a basso budget. Un film che ho visto recentemente è stato ll silenzio degli innocenti. Forse non è il film più gore ma comunque è stato fantastico. Evil Dead I e II sono due altre pellicole che amo moltissimo. In quanto al disco, tutte le canzoni sono basate su storie che Brett Hoffman, il cantante, ha letto sui giornali o ascoltato in tv. Hanno a che fare con il vero gore, I'orrore che sta là fuori, per le strade". Multiple Stab Wounds è nata così dall'esperienza vissuta da un loro amico di Buffalo che è stato accoltellato ben ventisette volte ed è riuscito a sopravvivere. "Quando è venuto a trovarci qui in Florida, ci ha raccontato come sono andate le cose e noi abbiamo scritto la canzone". Il secondo album della formazione, Retribution, 1992, è stato accompagnato promozionalmente dallo slogan: "Nessun orecchio verrà risparmiato" e registra un cambio di formazione, con l'ingresso nel gruppo del batterista Alex Marquez e del chitarrista Rob Barrett. Brani come Eve of the Apocalypse, Slaughter of the Innocence, No Flesh Shall Be Spared, Systematic Execution, Monster e Only The Coldest Survive aggiungono altri quadretti aberranti e repulsivi al repertorio del gruppo, tra atmosfere dark e suoni death un poco classicheggianti.

Formazione: Brett Hoffman: v / Phil Fascina: ch / Rob Barrett: ch / Gordon Simms: bs / Dave Culross: bt
Discografia: The Ten Commandaments
(Roadrunner), 1991; Retribution (Roadrunner), 1992; Stillborn,1993; Eternal, 1995;
Joe Black, 1996; In cold blood, 1997; The fine art of murder, 1998; Manifestation , 1999; Envenomed, 2000; The Will to Kill (Nuclear Blast), 2002

MALHAVOC

Ensemble di Toronto. Questa noise band si è formata nove anni fa e trova ispirazione nel death metal, nel cinema horror e in tutta la materia spaventosa e violenta. L'album doppio The Release (1992) raccoglie due lavori: il primo, The Release, registrato nell'aprile del 1990, liberamente ispirato al tema della dualità, è all'insegna della creazione di una musica liberatoria; il secondo, Punishments, registrato nel '91, presenta brani che fanno riferimento a letture fatte dal cantante del gruppo, James Cavalluzzo. In questo lungo calvario vinilico domina una voce fatta di sussurri angoscianti e le liriche sono spesso dedicate a psicopatici e killer seriali (soprattutto in The Release). Il brano Cruciform si apre al suono di campane, A Portrait of William Wilson si ispira alla lettura del classico di Poe sul "doppio" ed è un mix di chitarre e sussurri distorti, mentre Age of Desire segue il thrash più brutale. "Le liriche vengono dalla mia libidine e non dal mio cervello", confessa compiaciuto il cantante della formazione. Musicalmente si pongono tra gruppi come Godflesh e Young Gods, nell'utilizzo di campionamenti, chitarre molto pesanti, amosfere molto tese, feedback e voci filtrate, anche se trovano altri seri referenti in formazioni come Ministry, White Zombie, Prong, Swamp Terrorists e Insekt. Tuttavia questo grande calderone di influenze dą luogo a un gruppo dalla personalità molto ben definita. Nel 1992 i Malhavoc tornano alla ribalta con un secondo disco, Premeditated Murder, dove propongono la stessa formula del precedente, arricchita di effetti sonori, riffs chitarristici ripetitivi e batteria elettronica. Le loro visioni di un nuovo Rinascimento oscuro affiorano in brani come Solitude, Crusade, la lovecraftiana Dunwich Horror, Age of Dark Renaissance e Urban Grandier dedicata al monaco bruciato sul rogo dall'Inquisizione, protagonista del film l diavoli di Ken Russell.

Formazione: James Cavalluzzo v / Chris Scahill: ch / Justin Pearen: bs / John Carss: bt
Discografia:
The Release (Devotion/MFN), 1991; Punishnents (Cargo), 1991, ep; Premeditated Murder (Devotion/MFN), 1992: Get Down (Cargo), 1994; The Lazarus Complex (Independent), 2000

MALICIOUS ONSLAUGHT
Death di bassa fattura. Unica peculiarità del gruppo è che la voce non aderisce alle tipiche tonalità death. Sono di New York City e si presentano con una cover demoniaca abbastanza banale e approssimata, che raffigura un diavolone nell'atto di frantumare il globo terrestre.

Discografia:
Rebellious Mayhem (Brain), 1991

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