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MAGNOLIA (Magnolia)
di Paul Thomas Anderson, con Tom Cruise, Melinda Dillon, Philip Seymour Hoffman, William H. Macy, Jason Robards, Mark Flannagan, Geneviewe Zweig, Neil Flynn; produzione: USA; sceneggiatura: Paul Thomas Anderson; durata: 179'; commento: ****

La vita: tragica commedia o comica tragedia, regolata da meccanismi assolutamente indecifrabili. I capricci del caso o la crudele ironia di un Dio del quale ci sfugge il disegno, regolano i nostri destini. Elementi che hanno portato scienziati e matematici a sviluppare teorie ineluttabili, quali la Legge di Murphy e il Teorema di Bayes sulla quantificazione del valore del presentimento. Su queste premesse si fonda Magnolia di Paul Thomas Anderson, che in 179 minuti compie un'ampia panoramica sulle vite, i destini, le miserie e nobiltà di un gruppo di abitanti di Magnolia, uno dei viali principali della San Fernando Valley a Los Angeles. Molto bello il prologo, commentato da una voce fuori campo, che ci narra alcuni casi incredibili di cronaca nera, quali quello del ragazzo che si suicida ma finisce per essere ucciso e del subacqueo "pescato" dal Canadair che caricava acqua per spegnere gli incendi. Anderson passa continuamente da un personaggio all'altro, considerando anche i destini incrociati, senza perdere il filo conduttore, ma soprattutto il grande merito del regista trentenne è quello di appassionare lo spettatore attraverso la leva dei sentimenti dei personaggi, evitando con cura di cadere nel sentimentalismo. E' un film forte, duro che colpisce al cuore proprio perché i piccoli grandi drammi di ciascun soggetto sono in ultima analisi i nostri, quelli dei nostri amici e parenti, dei vicini di casa. Anderson ci mostra una realtà drammatica, che é poi la realtà di tutti i giorni, ma pur incidendo col bisturi nel nostro vissuto e nel nostro quotidiano, evita saggiamente la facile soluzione di sparare a zero. La vita, nella sua follia, vale comunque la pena di essere vissuta, come ci dice il sorriso finale della ragazza cocainomane violentata dal padre che trova l'amore del poliziotto sincero. E anche la pioggia di rane sulla città ci dice che comunque nella vita può succedere di tutto e nulla può essere
dato per scontato, nel bene e nel male. Molto bravi tutti gli interpreti, tra i quali segnaliamo Tom Cruise, nel ruolo di uno squallido imbonitore di consigli per maschi frustrati su come conquistare e dominare l'altro sesso. Curiosità : William H. Macy, nella parte dell'ex bambino prodigio era il marito uxoricida in Fargo, mentre Philip Seymour Hoffman, qui nella parte del sensibile infermiere al capezzale di Jason Robards, era l'amico americano vitellone Freddy ne Il talento di Mr. Ripley, nonché lo psicopatico che si masturbava e usava lo sperma per attaccare le foto al muro in Happiness.

© Marco Ferrari - per gentile concessione dell'autore

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